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Zeman: «Io all'Inter? Per me un orgoglio»

 23.04.2013 Corriere dello Sport 

Zeman: «Io all'Inter? Per me un orgoglio»

di Antonio Giordano

Il tecnico boemo: «Conte il più bravo. Alla Roma non avevano la mia voglia di vincere. De Rossi? La sua media voto era 5,42»

 Come s’usava a volte a scuola, Zeman: il primo argomento è a piacere... «Sono pronto a rispondere a qualsiasi domanda...».

 Ha metabolizzato il dolore per l’esonero della Roma?

«Andiamo avanti, se può...».

 Prendiamola alla larga, allora: che campionato ha visto?

«Direi mediocre».

 L’ha vinto ormai la Juventus...

«La più forte. Quella che ha dimostrato di crederci più di ogni altra. La società che ha messo chiunque nelle migliori condizioni per lavorare».

 Le squadre che le piacciono di più...

«In questo momento, per vari motivi, il Bayern Monaco e il Barcellona. Forse i tedeschi li preferisco perché esprimono un calcio più vivace. Ma entrambe racchiudono l’essenza d’una filosofia fondata sulla programmazione».

 Scelga i migliori allenatori.

«Da quando ho perso di vista il mio preferito, Hiddink, direi Heynckes e Conte»

 Ma il calcio italiano a che punto è?

«In piena crisi di valori etici, dominato dagli interessi degli sponsor e del merchandising, alla ricerca di danaro per rimediare agli investimenti sbagliati. Il Barcellona vince perché ha calciatori che ha formato nella propria cantera: è chiaro che poi deve intervenire anche attraverso il mercato, ma dietro di sé ha un alto profilo programmatico».

 Ha trovato pure i colpevoli?

«Non spetta a me, io posso provare - attraverso le mie opinioni - a individuare la cause. Forse è la società moderna che va così; o più semplicemente manca in alcuni la cultura sportiva. Vent’anni fa era diverso, esistevano uomini-simbolo: adesso comandano le tv, che distribuiscono ricchezza e opinioni attraverso le quali si tenta di influenzare il pensiero altrui. E’ una forma di potere, questo, che a me non piace. Si ha l’impressione di essere ostaggi della televisione».

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Zeman vista Inter: “Moratti è come me non potrei dirgli di no. Deluso dalla Roma"

23.04.2013 Gazzetta dello Sport
Zeman vista Inter: “Moratti è come me non potrei dirgli di no. Deluso dalla Roma"
di Andrea Di Caro

«L’ho amata più di ogni altra, e sono rimasto deluso. La verità è che ho sempre anteposto i suoi interessi ai miei. Perché tutto quello che ho fatto e detto, io l’ho fatto e detto per il suo bene». Zdenek Zeman parla da amante tradito, e la ferita è ancora aperta. Ma Chiara, sua moglie da quasi 40 anni, non c’entra e non deve neanche preoccuparsi. L’oggetto della malinconia che a tratti diventa rabbia, bisogno di spiegare e di spiegarsi, e infine sfocia in voglia di rivincita è solo la “sua” Roma. «Perché io — ci tiene a ripeterlo — sono ancora allenatore della Roma», quasi a non voler spezzare il filo di una storia che dal 1997 a oggi ha avuto tanti capitoli, in campo e fuori. A distanza di quasi tre mesi dall’esonero più amaro, Zeman torna a parlare: passato presente e futuro, mondo giallorosso e calcio italiano, polemiche vecchi fantasmi e nuovi sogni. Con un occhiolino strizzato all’Inter di Moratti.

Zeman, a freddo, cosa è mancato alla sua Roma?
«L’unità di intenti in campo e fuori. Quella compattezza figlia di disciplina, regole da rispettare, spirito di sacrificio, voglia di applicarsi sempre e credere in ciò che si fa».

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Zeman: "Nel calcio ora c’è più pulizia ma è solo paura di essere scoperti"

14.09.2012 SETTE
Zeman: "Nel calcio ora c’è più pulizia ma è solo paura di essere scoperti"
di Vittorio Zincone

Roma, Trigoria. casa madre dei giallorossi. Intervista di profilo Zdenek Zeman, 65 anni, è seduto accanto a me ma guarda di fronte a sé. Quando una domanda gli interessa in modo particolare, resta in silenzio qualche secondo, si gira lentamente, muove qualche muscolo del volto per formare una specie di sorriso e spara la risposta. Lapidaria.

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ZEMAN scrive di TOTTI

28.03.2013 Gazzetta dello Sport
ZEMAN scrive di TOTTI, nel suo ventesimo anno di calcio
Roma, Zeman: "Totti è semplicemente il calcio. Un simbolo che diventa leggenda"

L'ex tecnico giallorosso scrive per la Gazzetta dello Sport: "In campo sa fare tutto: sono vent'anni che ci fa divertire. Il segreto? A lui piace giocare"

Totti è il calcio. Ecco, finito. Tutto qui. Non c’è molto altro da dire. Mi hanno chiesto 30 righe. Ma bastano quattro parole: Totti è il calcio. Classe, passione, divertimento, spensieratezza, altruismo, sacrificio, disponibilità verso tecnici e compagni, amore per la maglia e i colori. Totti è il sogno di ogni bambino che diventa realtà. È il tifoso che diventa campione.

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Zeman: "Seguo quello che chiede il popolo!"

Giugno 2012 France Football

Zeman: "Seguo quello che chiede il popolo!"

di A. Felici e R. Notarianni

E’ un artigiano con una reputazione immacolata. Un «orefice » nel suo genere, capace di capolavori partendo quasi da niente. Una referenza per i puristi del bel paese, e non solo.

Ma non professa (per poco ancora…) nelle grandi metropoli. Per trovare la sua « bottega », ci si deve svegliare presto e puntare verso gli Appennini.

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