Chi siamo

Forum

01676374
Oggi
Ieri
Questa settimana
Nel mese
Lo scorso mese
Visite totali
144
244
1179
6794
9309
1676374
dal 30 marzo 2013

ZEMAN HA TENUTO UNA STRAORDINARIA LEZIONE DI TATTICA

19.4.2010

ZEMAN HA TENUTO UNA STRAORDINARIA LEZIONE DI TATTICA

Incontro con Mister ZDENEK ZEMAN e il 4-3-3

a cura di Claudio Mele

Lunedì 19 Aprile presso il Palazzo Coni di Roma l’Associazione Italiana Allenatori Calcio del Lazio ha organizzato un incontro tra i suoi tesserati e Mister Zdenek Zeman.

Oltre all’ex allenatore di Foggia, Roma, Lazio, Salernitana, Avellino, Lecce e Brescia erano presenti anche altri allenatori professionisti tra cui Antonio Petrelli e Giancarlo De Sisti.

Di seguito riportiamo alcune considerazioni fatte durante l’incontro. Il tema centrale ovviamente è stato il 4 – 3 – 3 utilizzato dal tecnico ceco.

 

Nel primo intervento Mister Zeman ha precisato che il motivo per cui ha scelto e mantenuto in tutta la sua carriera questo modulo è la possibilità di coprire gran parte del terreno di gioco avendo sempre un numero di giocatori sufficiente per affrontare ogni situazione della partita.

Effettivamente come tutti sappiamo il 4 – 3 – 3 offre il maggior numero di triangoli possibile combinando tra loro le posizioni dei giocatori e questo permette al portatore di palla di avere almeno 3 soluzioni in ogni parte del campo e in fase di non possesso di attaccare immediatamente l’avversario con palla e i suoi riferimenti più vicini.

Il tecnico si è soffermato su questo principio spiegando che la sua squadra quando perde il possesso di palla ha il compito di riconquistarlo subito in qualsiasi zona di campo si trova seguendo queste semplici indicazioni: il giocatore più vicino al pallone ha il compito di attaccare l’avversario che ne è in possesso mentre gli altri compagni fanno pressione sugli avversari presenti nella loro zona.

Se io non c’ho palla non posso fare gol, se la palla ce l’ho io non posso subirlo”

Nel successivo intervento ha precisato che nel suo modulo i ruoli che richiedono particolare cura sono i due attaccanti esterni e il mediano ovvero il vertice basso di centrocampo. Al riguardo un allenatore in sala ha evidenziato come molte squadre adesso anzichè utilizzare il centrocampista “basso” giocano con un giocatore sopra la linea del centrocampo pur non avendo particolari caratteristiche offensive.

Zeman, senza soffermarsi sulle scelte dei suoi colleghi, ha semplicemente risposto che nel suo modo di giocare un trequartista o un centrocampista avanzato limiterebbe il gioco dell’attaccante centrale.

Negli interventi successivi Mister Zeman si è soffermato su alcune situazioni di palle inattive tra cui una punizione laterale sulla 3/4 a favore della squadra avversaria e il rinvio da fondo a favore.

Prima situazione. Tutte le squadre si difendono mantenendo una linea sul limite dell’area di rigore per poi indietreggiare, andare ad attaccare la palla e liberare l’area.

La squadra di Zeman si difende posizionandosi poco distante dalla linea di porta per seguire la traiettoria del pallone e liberare l’area.

La principale considerazione al riguardo che ha fatto Zeman è la seguente: qualsiasi difensore è in difetto se deve rincorrere una palla poichè può perdere uno dei due riferimenti, palla o avversario. Al contrario partendo dalla linea di porta il difensore può seguire più facilmente la traiettoria del pallone e i movimenti del diretto avversario.

Seconda situazione. La maggior parte delle squadre scelgono di far salire la propria squadra fino a centrocampo per poi ricevere il rinvio del portiere.

La squadra di Zeman opta per il passaggio corto generalmente sui difensori esterni.

Il mister spiega così la sua scelta. “Nel rinvio da fondo a favore è certo che la palla è in possesso della mia squadra. Dal momento che viene lanciato verso il centrocampo, il possesso di palla non è più certo e sicuro come prima, la può prendere un mio giocatore o un giocatore avversario. Al contrario, se gioco la palla corta sui miei difensori sono sicuro che il possesso è ancora mio e posso costruire il gioco con ordine e con palla a terra.”

Alla domanda “Mister, con quanti giocatori si difende su un calcio d’angolo a favore della squadra avversaria?”

Conoscendo la sua mentalità, la risposta è stata accolta con stupore. “Con 11, poichè in questo modo sono più veloce nella ripartenza. Ovviamente in quel caso ogni giocatore ha un compito preciso ma il principio generale è che una volta conquistata palla si attacca con un buon numero di giocatori lo spazio più ampio”.

Negli interventi successivi si è parlato delle nuove figure che ultimamente stanno entrando all’interno dello staff tecnico di ogni squadra professionista, quindi del motivatore, dell’allenatore delle palle inattive, di più preparatori atletici, psicologo e altri.

Mister Zeman ha racchiuso tutti questi interventi dicendo che l’Allenatore deve saper allenare tutte le situazioni di gioco tra cui le palle inattive, deve saper motivare i suoi giocatori e l’ambiente intorno alla squadra, deve conoscere i carichi di lavoro dei suoi giocatori e i loro limiti e tutto questo non lo può delegare ad altri perchè è di sua competenza. Nel suo staff infatti lui si serve generalmente solo di un preparatore dei portieri e di un allenatore che si dedica al recupero infortunati o indisponibili.

Infine nel suo ultimo intervento Zeman ha confermato che in attesa di nuove proposte di Club dedica parte del suo tempo al golf per rimanere su un prato verde.

Di questo incontro personalmente mi ha colpito la mentalità e i pensieri di Zeman.

Ogni termine da lui utilizzato riportava una situazione a favore. Ad es. parlando della stessa situazione di gioco un allenatore in sala parlava di “copertura” lui parlava di “riconquista” o ancora noi parlavamo di “fase di non possesso” lui utlizzava l’espressione “ricerca della fase di transizione attiva“, secondo molti il fuorigioco è una situazione difensiva, per Zeman è prettamente offensiva è un modo per riconquistare il pallone.

Anche nel modo di parlare è evidente che i suoi obiettivi sono il gioco, la vittoria e il divertimento.