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Intervista di Maurizio Catalani

Aprile 2000 MAXIM
Intervista di Maurizio Catalani

Roma : centro sportivo Fulvio Bernardini a Trigoria. 
Entriamo nel grande spazio riservato alla zona bar-ristorante e sul divano in fondo noto una piccola ma intensa nuvoletta di fumo: dietro Zeman.
Mi vede e sorride. Si informa sull’articolo, conosce Maxim , chiede lumi sul da farsi.
"Ma mi debbo mettere in posa?"


Annuisco e lui sorride.
"...che mi vuoi costringere a fare…."
"Tranquillo…" gli rispondo "mentre facciamo due chiacchere il fotografo farà il suo lavoro.
Neanche te ne accorgerai…."
"Se non me ne accorgo vuole dire che non me le scatta."
Mi comunica che è la prima volta che si trova a fare un servizio per un mensile come fanno attori, cantanti, modelle o quant’altro.
E’ vero. Non aveva mai accettato e per questo lo ringraziamo. 
Con lui abbiamo parlato anche di calcio ma in modo perimetrale, cercando maggiormente di capire il "boemo", a 360 gradi. 
Zdenek non ti si vede ridere spesso . E’ il tuo carattere o la parte che hai scelto per recitare il tuo ruolo nella vita?
"Mi ritengo un tranquillo testimone di me stesso. Le persone mi vedono serio perché con me si parla sempre di calcio ed il calcio, parlo a titolo personale, è una cosa seria. Io, sembrerà strano ai più, ma rido…..rido spesso e volentieri."
Sei il tipo che accetta consigli o sai sbagliare da solo?
"Accetto i consigli, vanno sempre ascoltati. 
Nel momento nel quale va poi presa una decisione, sono da sempre abituato a prenderla da solo."
Sei d’accordo che il pericolo nella ricerca della verità e che qualche volta la si trovi sul serio?
"A Caterina Caselli , se non sbaglio, la verità faceva male. A me fa benissimo ed è la cosa più importante. Io sono tra quelli che vuole sempre capire dove sta la verità nelle cose."
…e che ne pensi del fatto che la verità smette di essere tale quando vi crede più di uno?
"Non è così, non sono d’accordo. La verità è la verità e basta. Se a qualcuno non piace e non vuole farla passare come tale non è colpa di nessuno è solo una questione di convenienza."
Riesci spesso a bastare a se stesso?
"Non mi basto. Ho bisogno di qualcuno come tutte le persone intelligenti… credo."
Quale è stato il giorno più bello della tua vita?
"Quando sono nato. Ma non me lo ricordo più….anzi non me lo ricordo proprio."
….e quale quello che speri di vivere?
"Domani. Non ho sogni nel cassetto."
Zeman e la politica: più verso destra, più
verso sinistra o vagabondo ideologico?
"Non mi occupo di politica, la osservo. Dovrei votare, ma mi è difficile farlo … ho la residenza a Palermo e la partita di domenica."
C’è o c’è stata una figura politica nella quale ti identificheresti volentieri?
"Bisognerebbe prendere un po’ di ognuno dai molti. 
Uno in particolare potrebbe anche esserci… ma se permetti lo tengo per me. Non desidero avere anche critici ideologici."
Quante volte ti sei innamorato nella tua vita?
"Non saprei quantificarle. Posso dirti una cosa? Da giovane "sbroccavo" spesso, non sempre con ottimi risultati…. come tutti del resto."
Quando ti sei dichiarato per la prima volta con tua moglie cosa accadde? 
"E chi se lo ricorda! Sono passati trenta anni e spero che non ricordi anche lei."
La più grande invenzione dell’eros moderno, è il Viagra od il preservativo?
"Non lo so, perché il Viagra non l’ho mai sperimentato."
E’ vero che l’egoismo è il padre di tutte le virtù?
"Non credo, l’egoismo porta solo dei problemi."
Cosa non sopporti proprio ?
"Le bugie. Spesso me le raccontano e faccio finta di nulla, tanto non cambiano il mio giudizio di massima. A volte, ammetto, ci casco con tutte le scarpe…"
Ti ritieni un buon egoista od un efficiente altruista?
"Io mi sento un altruista, cerco di capire i problemi degli altri e di immedesimarmici. Forse non sempre ci riesco….."
Marcello Marchesi scrisse che una delle cose fondamentali della vita è la dignità. Non bisogna mai perderla. Per non perderla comunque basta non averla. A chi assegneresti questa frase…..
"A molti, ma ho già molti nemici e non vedo perché me ne debba fare degli altri … che poi sarebbero gli
stessi….."
Vicenda doping: Zeman come Parsifal o Robespierre?
"Nulla di tutto questo, io mi sento soltanto me stesso. Io non cerco il Santo Gral e non voglio ghigliottine, vorrei che tutti giocassero al calcio e basta ."
Una volta hai dichiarato che il calcio doveva uscire dagli uffici finanziari. E tu come investi il denaro guadagnato con il pallone?
"Non manovro io i miei soldi, saranno da qualche parte ma non so dove e cosa stiano facendo. 
Il denaro non è di certo la mia ossessione. So solamente che ho da mangiare e non ho di certo problemi. 
Ai soldi ci deve pensare qualcun altro io ho già la mia squadra da allenare."
Chi cancelleresti dal calcio?
"Non cancellerei nessuno, li lascerei tutti ai loro posti, li vedo bene sopra sedie, poltrone e quant’altro. "
Maradona qualche mese fa non ebbe per te belle parole.
Lo consideri vittima o carnefice del mondo moderno?
"Maradona ha due lati diversi dai quali va attentamente osservato: l’uomo ed il calciatore: due mondi opposti e… non poco.
Come giocatore di pallone parlava con i piedi, come uomo la stessa cosa. Meglio lasciare perdere…."
C’è più corruzione o gioco nel calcio?
"Gioco. Almeno per me."
Credi che chi nel mondo del calcio dubita di tutto…. abbia capito tutto?
"Penso che dubitare di tutto sia giusto, come porsi mille domande per darsi poi delle risposte. 
Osservare è importante per potere poi cambiare alcune cose che vanno di molto modificate, soprattutto negli interessi dei giovani … e questo discorso non vale solo per il mondo del calcio."
Dicono che i contratti siano la prova più evidente che gli uomini non si fidano. Tu perché li firmi sempre solo per un anno?
"Il problema non è fidarsi, un contratto fa fede ed è per questo che esiste. 
Non si può prevedere la strada che prenderanno i rapporti tra allenatore e società, troppo spesso influenzati dai risultati e dagli umori della gente. 
Firmare per una sola stagione è una forma di rispetto nei confronti della controparte."
Credi che con tutti gli "amici" che quest’anno ti sei fatto nel mondo calcistico nazionale, il tuo futuro fuori da Roma non potrà che essere in una squadra estera?
"Io credo di avere molte persone alle quali sono simpatico anche perché quelli che mi detestano non me lo vengono di certo a dire.
Io già so che non andrò all’estero … a meno che non sia io a decidere…."
Vincere e provarci fino in fondo, non interessa altro risultato sportivo nella filosofia Zemaniana. Secondo te il barone De Couberten quando diceva che l’importante era partecipare e non vincere, era dopato?
"E’ un’idea importante quella del barone. 
La frase in se stessa non dice nulla ma credo che partecipare e misurarsi può dare delle soddisfazioni e comunque aiutare a crescere.
Imparare a perdere nella vita serve, perché non sempre si vince e poche volte si pareggia…. anzi spesso si perde."
Prima o pio lo vinci questo scudetto?
"A me piace vincere una partita. Le cose importanti sono le piccole cose."
"Se un giorno dovessi fare un trapianto di cervello, vorrei quello di un giornalista sportivo, perché so che non è stato mai usato."
La frase non è mia ma di "Joe Paterno". Cosa ne pensi?
"Non coincide con la verità…. anche tra i giornalisti sportivi c’è gente che pensa."
Zeman il più offensivista tra gli allenatori di calcio. 
Attaccare sempre l’avversario fino all’ultimo secondo. Sei così anche nelle cose della vita?
"No, solo nel calcio."
Tu insegni calcio. Che ne pensi della frase di "George Bernard Shaw": "…chi sa fare fa, chi non sa fare insegna…".
"Non si può generalizzare.
E’ certamente più facile insegnare che fare…ma attenzione, perché se hai talento non è detto che poi tu sappia fare, mentre è possibile insegnare senza avere talento."
Ci interrompe la voce del fotografo: "….ecco mister, fermo così!
Le scatto una foto, in questa posizione sta benissimo…"
"Perché prima stavo male?"