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Vite che non sono la tua - ZDENEK ZEMAN

02.10.2015 da RADIO RAI 3 Storie di persone speciali del 26/9/2015

Vite che non sono la tua - ZDENEK ZEMAN

di Alessandro Leogrande

Ringraziamo Giuseppe Sansonna per averci segnalato questo ritratto di ZEMAN fatto da Alessandro Leogrande, nella puntata del 26 settembre scorso di "Vite che non sono la tua - Storie di persone speciali" in onda su RADIO RAI 3.
Leogrande, ripercorrendone la carriera, centra in modo impeccabile e completo l’essenza di Zeman, del suo personaggio e del suo modo di intendere il calcio e lo sport, dipingendo Zeman come "l’allenatore che forse più di tutti negli ultimi 20-25 anni ha incarnato l'immaginario della controcultura, di un pensiero dissidente all'interno dello sport più seguito al mondo..."

All'interno del programma Alessandro Leogrande legge l'avvincente dichiarazione - che di seguito riportiamo testualmente - rilasciata da ZEMAN nel 2000 in uno speciale di Goffredo Fofi dedicato all’allenatore boemo.

Zeman "Io ho cominciato addestrando bambini di 8 anni e non era solo per fare calcio, uno finisce per sentirsi padre di 100 ragazzini, responsabile di dar loro qualcosa, farli divertire, insegnare a stare insieme, aiutarli a crescere, a diventare bravi nello sport che preferiscono e che è più adatto per loro. Uno sport, tanti sport, non solo il calcio. Come allenatore io mi sono dedicato anche al nuoto, alla pallavolo, alla pallamano. A Palermo, la città in cui mi sono innamorato perchè per la prima volta che sono venuto in Italia per 3 mesi non ho visto una nuvola, allenavo bambini piccoli e lavorare coi ragazzini mi ha insegnato molte cose che cerco di applicare anche al lavoro con i calciatori. Oggi non riuscirei più a fare le cose che riuscivo a fare allora, non ne sarei più capace perchè sono vecchio. Prima potevo fare da papà ora dovrei fare da nonno ed è una cosa molto diversa. La formula giusta per ripartire, per rinnovare il calcio, sarebbe di ripartire dalla base. Il calcio è diventato troppo centrale, mi sta male che una società spenda miliardi per i giocatori e so che rinunciando a mezzo giocatore potrebbero costruire cinque sei campi attrezzati per attività sportive dando la possibilità a migliaia di ragazzini di usufruirne. Lo sport è fondamentale nella formazione dei ragazzi, ma non solo il calcio, tutti gli sport. E invece la scuola toglie ore all'educazione fisica, il calcio toglie spazio agli altri sport e si mangia tutto lui e dà ai ragazzi l'idea di dover diventati bravi solo per poter diventare miliardari".

Per ascoltare la puntata di "Vite che non sono la tua" dedicata a Zeman  clicca qui