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JUVE SOTTO ACCUSA / LE CARTE SEGRETE DI GUARINIELLO

29.06.2000 L’ESPRESSO
JUVE SOTTO ACCUSA / LE CARTE SEGRETE DI GUARINIELLO

Prendi la pillola sarai campione
Prodotti contro il mal di cuore per potenziare i muscoli. Antidepressivi per dare smalto al carattere. E sospetti sull'epo. Parola di pm
di Marco Travaglio
Un Cagliostro dei tempi moderni si aggira nello spogliatoio della Juventus Football Club. Una sorta di alchimista del doping, che ancor prima di gonfiare i muscoli dei giocatori, ne manomette le menti, il sistema nervoso, insomma la psiche. Per renderli più aggressivi e meno sensibili alla fatica. È questa, a spulciare le carte dell'inchiesta, la vera novità delle accuse, ancora tutte da dimostrare, che il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello ha mosso ai vertici della Juventus - e nella fattispecie al capo dello staff medico bianconero Riccardo Agricola - nelle 16 pagine e mezza di «avviso agli indagati della conclusione delle indagini», dopo quasi due anni di lavoro iniziato con l'ormai famosa intervista di Zdenek Zeman all'"Espresso".

Agricola - ricorda con una punta di malizia Guariniello - è uno «specialista in neuropsichiatria e in medicina dello sport, altresì operante nella casa di cura Villa Cristina di Collegno, autorizzata, accreditata e convenzionata esclusivamente per attività neuropsichiatriche». E in questa doppia veste è accusato, insieme all'amministratore delegato Antonio Giraudo, di una lunga lista di reati, sette per la precisione: il più grave è la violazione dell'articolo 1 della legge numero 401 del 1989 (la legge Carraro), che punisce anche penalmente la «frode in competizioni sportive»: pene fino a due anni di reclusione per chiunque compia «atti fraudolenti» per alterare il normale risultato di una gara sportiva riconosciuta dal Coni.
Quattro campionati in forse (dal '94 - 95 al '97 - 98). Secondo il pm, supportato da varie consulenze mediche e farmacologiche dei professori Gianmartino Benzi dell'università di Pavia e Adriana Ceci dell'università di Genova (entrambi consulenti del Coni), Giraudo e Agricola avrebbero «in concorso fra loro, al fine di raggiungere un risultato differente da quello conseguente a quello derivante dal corretto e leale svolgimento delle competizioni sportive organizzate dalla Figc (Campionato di calcio e Coppa Italia), compiuto una pluralità convergente di atti fraudolenti, consistenti nel procurarsi, detenere, somministrare ai calciatori trattati specialità contenenti sostanze rientranti nell'elenco formulato dal Cio relativo alle "Classi di sostanze proibite e dei metodi proibiti" in materia di doping, deliberato dal Coni e recepito dalla Federazione Italiana Gioco Calcio». Il che, se fosse vero, significherebbe che dal 1994 al 1998 - cioè dall'arrivo dei fedelissimi di Umberto Agnelli al posto della vecchia guardia di Giampiero Boniperti - la Juventus mandò in campo giocatori dopati nel cervello e nei muscoli, per alterare a proprio vantaggio il normale svolgimento dei tornei. E, se si pensa che le annate più brillanti della Juve "umbertiana" risalgono proprio a quel quadriennio magico (tre scudetti, una coppa Italia, tre finali di Champions League di cui una vinta), ben si comprende la portata di questo processo. Che potrebbe portare al rinvio a giudizio del vertice bianconero già prima della pausa estiva, e svilupparsi in aula nel pieno del prossimo campionato. Non solo per doping. Ma anche per altri sei presunti reati: ricettazione, truffa e detenzione vietata di farmaci procurati con false ricette da un farmacista compiacente; somministrazione di farmaci pericolosi per la salute; detenzione non autorizzata di centinaia di medicinali; violazione della legge 626 sulla sicurezza dei lavoratori, per non aver redatto (il solo Giraudo) il «documento di valutazione dei rischi» per i giocatori, equiparati agli altri lavoratori dipendenti; violazione della legge sull'Aids, per avere Agricola sottoposto i calciatori a test anti-Hiv, anziché dirottarli presso laboratori autorizzati. Poi viene l'accusa più grave: frode sportiva mediante doping.
DOPING CEREBRALE. Tra i farmaci somministrati «ripetutamente ai calciatori» della Juventus, ci sarebbero «specialità medicinali al di fuori dalle indicazioni autorizzate dal ministero della Sanità, nel convergente intento di attuare nei confronti dei calciatori trattati percorsi farmacologici di attivazione biochimica, bioenergetica, neurotrasmettitoriale, a livello cerebrale e/o muscolare e/o cardiaco e di incrementarne le prestazioni». Il tutto «senza la prescritta ricettazione», e «senza una apposita indicazione prescrittiva nelle relative cartelle sanitarie». Sapevano qualcosa i calciatori? Niente, dice il pm: venivano imbottiti di quei farmaci da strizzacervelli, come se fossero tutti malati di depressione, «senza il loro consenso informato». E giù una lista di medicinali proibiti. Per esempio il "Samyr", «autorizzato dal ministero per il trattamento delle sindromi depressive, data la sua interferenza a livello cerebrale», tranquillamente «somministrato a calciatori in piena attività agonistica, non affetti da sindrome depressiva, con la giustificazione che si trattava di un farmaco "disintossicante"... con la finalità di incrementarne le prestazioni».
Più che una squadra di atleti robusti e pieni di salute, la Juventus è descritta dal pm come una sorta di lazzaretto di malati di nervi e di depressione, o affetti da «turbe neuroendocrine» curabili soltanto con il "Liposom Forte", altro «attivatore neurochimico» vietato perché dopante, e somministrato surrettiziamente agli ignari calciatori. Altri medicinali "incriminati" farebbero pensare a un'epidemia di patologie cardiache, se è vero che nella Premiata Farmacia Bianconera il "Neoton" andava via come il pane, spacciato agli atleti per un normale "ricostituente": invece è autorizzato dal ministero «per la cardioprotezione nella chirurgia cardiaca e contro la sofferenza metabolica del miocardio in stati ischemici». Secondo il pm, il dottor Agricola lo «somministrava per via endovenosa mediante fleboclisi a calciatori in piena attività agonistica», sani come pesci, per ottenere «un'efficace attivazione bioenergetica a livello della muscolatura cardiaca e scheletrica e di modificarne le proprietà psicofisiche e biologiche». E figurarsi lo stupore dei consulenti di Guariniello quando hanno scoperto, nella sterminata valigetta del pronto soccorso di Agricola, la "Esafosfina": un farmaco per malati gravi sottoposti a trasfusioni, o su chi è in forte debito di fosfati a causa di «etilismo cronico, malnutrizione protratta, insufficienza respiratoria cronica, miocardiopatie ischemiche». 
DOPING MUSCOLARE. Negli scaffali della farmacia bianconera e nelle dichiarazioni dei giocatori sorteggiati dopo le partite per l'antidoping, Guariniello e i suoi uomini hanno trovato tracce evidenti di una dozzina di «farmaci e metodi» proibiti dalle liste Cio, Coni e Figc per la loro «azione dopante». Quelli sempre e comunque vietati sono il Liposom Forte, il Bentelan compresse, il Flantadin compresse, il Felebocortid fiale e il SoluMedrol fiale. Quelli «a restrizione d'uso» - cioè somministrabili solo a giocatori malati, solo con iniezioni locali e solo previa «notifica prima della competizione» alla Figc (notifica che «non risulta» essere mai stata fatta dalla Juventus) - sono due "anestetici locali": Lidocaina e Xylocaina; e sei "corticosteroidi": Depo-medrol fiale, Depo-medrol con Lidocaina, Bentelan fiale, Deflan compresse e Tricortin 1000 (****tail di anestetici e stimolanti). Sarebbero stati gli stessi giocatori a dichiarare di aver assunto queste sostanze in forma vietata e senza notifica, e dunque: Didier Deschamps, Gianluca Vialli, Paolo Montero, Michelangelo Rampulla, Moreno Torricelli, Manuel Dimas e Attilio Lombardo. 
Poi c'è la famigerata creatina, rifilata ai giocatori «a dosaggi giornalieri superiori ai sei grammi» (inizialmente fra i 10 e i 30 grammi), addirittura «negli intervalli delle partite»: dosaggi vietati dal ministero della Sanità, col rischio di «sovraccarichi renali o effetti collaterali tipo diarrea o incremento ponderale», e sempre «con l'intento di potenziare le prestazioni degli atleti» gonfiandone la muscolatura. Senza contare gli altri farmaci non di per sé vietati, ma usati per «mascherare le forme morbose di patologie inabilitanti» e mandare ugualmente in campo i giocatori infortunati: come il Voltaren, «somministrato anche a ridosso o nel corso della competizione», addirittura nell'intervallo fra un tempo e l'altro, «nel convergente intento di alterare le prestazioni degli atleti». 
Poi ci sono due prodotti - l'Orudis (contro le infiammazioni e i dolori all'apparato muscolo scheletrico) e il Mepral (contro gastriti, ulcere duodenali, esofagiti e altri gravi problemi gastrici) - che non dovrebbero mai uscire, per legge, «da ospedali e case di cura», e che invece Agricola avrebbe detenuto illecitamente in casa Juve e somministrato ai calciatori. Infine, l'ombra dell'eritropoietina, mai esplicitamente nominata, ma chiaramente evocata dal pm a proposito degli «intensi incrementi dei valori di ematocrito» (la parte solida del sangue): sbalzi in avanti «sino a 8-9 punti, con punte oltre il 50 per cento». Nella consulenza Benzi-Ceci, gli ematocriti sospetti sono indicati con nome e cognome: Alessandro Del Piero, Antonio Conte, Zinedine Zidane, più gli ex juventini Didier Deschamps, Angelo Di Livio e Moreno Torricelli. I loro ematocriti vicini o superiori (nei casi di Deschamps e Di Livio) al 50 per cento, insieme «all'aumento dal valore medio dei globuli rossi» sono compatibili «con una stimolazione farmacologica del midollo eritroide e la necessità di preparati a base di ferro ai fini della sintesi dell'emoglobina per i globuli rossi in eccesso». 
La difesa. La Juventus - annunciano Chiusano e il suo braccio destro, l'avvocato Luigi Chiappero - «si difenderà a spada tratta». «Guariniello», ripete lo studio Chiusano, «non ha trovato nulla». Nessun dubbio nemmeno su Agricola. E il presunto "cerebro doping"? «Abbiamo avuto casi di alcuni giocatori affetti da sindromi depressive». E l' Epo? «Non se n'è trovata traccia. Gli sbalzi di ematocrito si spiegano con motivi fisiologici». E la creatina? «Mai oltre i 6 grammi giornalieri» (ma, in un libro Agricola ammetteva di darne più di 10).