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SPECIALE SELARGIUS - Un 433 targato KAREL ZEMAN

06.09.2014 ZEMANlandia433

SPECIALE SELARGIUS - Un 433 targato KAREL ZEMAN

di Stella Corigliano

Selargius, poco meno di trentamila abitanti… uno dei paesini, tutti attaccati tra loro, dell’interland cagliaritano; fra Monserrato e Quartucciu  e a due passi da Quartu Sant’Elena. Anche il cielo di Selargius è sorvolato dai fenicotteri rosa,  volano dallo stagno di Molentargius a quello di Sirimbizzi e viceversa, con una sosta nelle Saline di Quartu. Gli stessi fenicotteri che compaiono nello stemma dell' A.S.D Selargius, squadra di calcio di serie D, inserita nel girone G.

E’ qui che parte l’avventura sarda di KAREL ZEMAN. Dopo  l’ottimo campionato nella serie A maltese col Qormi, una squadra allo sbando presa per capelli nei bassifondi della classifica e portata a una tranquilla salvezza con una giornata d’anticipo… con risultati roboanti (un paio di 5-1), col calcio propositivo zemaniano, una “prelibatezza” tutta nuova per il calcio maltese, dove il concetto di organizzazione di gioco era pressocchè sconosciuto. Ma non è tutto: una squadra del girone play out che, contro i pronostici e  contro squadre che lottavano per i play off,  ha conquistato la semifinale della coppa di Malta, persa solo al 90’ dopo aver dominato per tutta la partita. Il vero rammarico di Karel in una stagione di grandi soddisfazioni… perché uno ZEMAN non si accontenta mai e, benché nei programmi societari non erano previsti traguardi in Coppa, Karel quella finale avrebbe voluto giocarla! Ma l’obiettivo per cui Karel era stato chiamato è stato ampiamente raggiunto, facendo crescerei giovani e portando Grech in nazionale!

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ESCLUSIVA – KAREL ZEMAN, da Kovács al calcio totale, fino agli auguri a Papà Zdenek

10.05.2014 ZEMANlandia433

KAREL ZEMAN: “che soddisfazione portare il mio Qormi dalla scuola elementare all’università, in appena due mesi!”

Intervista di Stella Corigliano ed Enzo Follieri

KAREL ZEMAN, professione ALLENATORE, doveva espatriare per dimostrare il suo valore.

In una piccola realtà come quella del campionato di serie A maltese, ancora parzialmente incontaminata dalle storture del cosiddetto “campionato più bello del mondo” (luogo comune fine a se stesso e senza un minimo di fondamento) Karel Zeman, nel Qormi, ha saputo “esportare” e trasmettere concetti di gioco, cultura sportiva, basi tattiche. Aveva provato a farlo anche in Italia (a Bojano, Maglie, Manfredonia, Fano)… la differenza è che al Qormi lo hanno messo nelle condizioni di lavorare bene e, nonostante ci fosse una squadra da salvare, è stata accolta con buoni auspici la sua idea di lottare per la salvezza imponendo un calcio propositivo. L’ambiente interno ed esterno alla squadra ha seguito i dettami di Karel Zeman, si è lasciato prendere per mano e guidare verso il raggiungimento dell’obiettivo imparando a giocare palla a terra, applicando specifici movimenti di gioco e soprattutto scoprendo il gusto di divertirsi, divertendo la gente. Non è stato facile, in un ambiente in cui si doveva partire dall’insegnare l’ABC, comporre un poema… Karel ci è riuscito… e l’Italia resta a guardare…. Volesse il cielo che qualcuno se ne sia accorto!
Di Karel si tende a parlare pressoché esclusivamente come il figlio di Zeman, lo si considera un depositario del 433 per eredità genetica acquisita dal padre… forse perché erroneamente non si è mai andati a scavare nella sua conoscenza poliedrica del calcio, per rendersi conto di quanto Karel sia un cultore consapevole e convinto del 433 zemaniano.
Ascoltare Karel dissertare di calcio è un vero piacere, si resta ammaliati… perchè ne parla, sì, da appassionato, ma soprattutto da studioso, manifestando una cultura calcistica ad ampio respiro e di grande spessore.

In ESCLUSIVA per www.supremoboemo.it KAREL ZEMAN, dal calcio danubiano al calcio totale, passando per i successi col Qormi, fino agli auguri per l'imminente compleanno di Papà Zdenek.

Karel, tuo padre si è ispirato al calcio danubiano di Ştefan Kovács e al calcio totale olandese degli anni ‘70, tu a quale calcio ti ispiri?

Kovács, più che ispiratore di mio padre, è considerato l’ideatore del calcio moderno, quindi dovrebbe essere punto di riferimento per tutti coloro che vogliano davvero “fare calcio”. Chiunque di noi allenatori voglia costruire qualcosa sul campo, in minima parte si ispira a Kovács. Io ho trascorso ogni domenica della mia vita a seguire le partite di Zeman, e raramente mi sono annoiato. Quando, negli ultimi anni, ho iniziato a seguire molte altre partite per “aggiornarmi”, ho avuto l’ennesima dimostrazione che la preferenza per la filosofia di mio padre non è frutto di amore filiale, ma di un obbligo (soprattutto morale) nei confronti dei veri fruitori del nostro lavoro, cioè il pubblico che segue il calcio e merita di assistere a spettacoli degni di tal nome.

Che differenza c'é fra il tuo calcio e quello di tuo padre?

Sul campo spero che ci siano meno differenze possibili... mi auguro di far continuare a vivere nel futuro il calcio che mi è stato insegnato. Mio padre ha creato un sistema di gioco che è difficilmente migliorabile, quindi cerco più che altro di ideare esercitazioni sempre più originali per insegnare la stessa filosofia con metodologie diverse, che più appartengono al mio modo di essere.

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Karel Zeman: gufo la Roma e chi ha fatto del male a mio padre

14.02.2014  globalist.it

Karel Zeman: gufo la Roma e chi ha fatto del male a mio padre

L'allenatore del Qormi a Malta, parla del calcio italiano, di vecchi rancori e del padre Zdenek: «Mi dispiace che non abbia avuto la carriera che merita».

di Sara Lucaroni

Un ragazzone educato e diffidente. Eloquio lento, negli occhi la solennità tragica del destino senza pietas degli eroi a cui non è toccata la gloria. Da poco più di un mese è a Malta per allenare il Qormi FC, terzultimo di 12 squadre in Premier League, la locale serie A. Karel Zeman porta agli allenamenti le parole assai pratiche che suo padre Zdenek gli ha infilato in valigia: "Devi far diventare loro come te, non ti puoi piegare a come sono fatti loro".

Quattro stadi, il professionismo esclusività delle prime tre in classifica, il vento insistente che sferza le bandierine e le gambe dei giocatori quando vanno ad allenarsi dopo il lavoro, alle 18. Qui il mito del calcio azzurro vive nelle dirette pay, nei fans club di Milan, Juve, Inter e nel mercato che porta giocatori dalle giovanili o Lega Pro, dirigenti e appunto allenatori. C'è Pietro Ghedin ct della nazionale. E c'è il 37enne Karel, allenatore di Eccellenza, serie D e Lega che coltiva il talento del canto e della scrittura perché "non si può essere soli e senza risorse".

Come sta andando?

È un ambiente difficile per chi è abituato a fare calcio in Italia. Molti giocatori sono dopolavoristi, spesso ho l'allenamento a metà campo per la presenza delle giovanili nell'altra. L'organizzazione sicuramente difetta.

Suo padre non voleva che facesse l'allenatore.

Assolutamente no perché mi voleva evitare la sporcizia che c'è in questo ambiente. Io ho ribattuto che la sporcizia è ovunque e che volevo fare quello che amo e che credo di saper fare meglio. Come lui, in maniera pulita.

Lei che calcio vede?

Siamo a livelli di eccellenza, ma dobbiamo evitare i grandi scandali. Il calcio è un business. Le società sono più interessate agli introiti dei diritti televisivi che alle presenze dei tifosi allo stadio. Si è perso il senso primo del calcio, quello di giocare per la gente. Senza questo non c'è bisogno di allenatori che creano spettacolo, ma di gente che porti a casa un qualunque risultato, e "qualunque" significa anche farlo pescando nel torbido.

Che consigli le dà?

Mi ripete spesso che devo essere padrone di quello che insegno. E che chi non mi segue va obbligato a seguirmi. Ma neanche lui c'è riuscito sempre, specie quando dall'altra parte c'è gente spocchiosa e maleducata, anche a livello di Nazionale, che non vuole ascoltare il parere del proprio allenatore.

I nomi..

Chi si riconosce si sentirà toccato.

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SMENTITA DI KAREL ZEMAN

15.02.2014 ore 10.35 ZEMANlandia433

SMENTITA DI KAREL ZEMAN

In riferimento all'intervista, a fima di Sara Lucaroni, pubblicata ieri sul sito globalist.it

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=54631&typeb=0

e più specificatamente al titolo "KAREL ZEMAN: gufo la Roma e chi ha fatto del male a mio padre" e altresì al seguente passaggio dell'intervista

Che squadra tifa?

"Per nessuna. Tifo contro tutte le squadre che hanno fatto del male alla mia famiglia... gufo un bel po' di squadre. E adesso, principalmente ... diciamo che la Roma non mi è simpatica"
riportiamo e pubblichiamo la SMENTITA che KAREL ZEMAN ha voluto affidare alle pagine del nostro portale supremoboemo.it:

Voglio chiarire che il titolo dell'intervista non corrisponde affatto ad una frase detta da me... il contenuto dell'intervista è invece veritiero, seppur ovviamente scherzoso in alcune sue parti, tra cui questa. Il mio eventuale "gufaggio" (tra l'altro non molto redditizio!) non riguarda squadre, bensì persone che hanno nuociuto alla mia famiglia. E, soprattutto, chiarisco che i rancori che provo io non corrispondono affatto a quelli che il 99% delle volte NON prova mio padre.

KAREL ZEMAN

KAREL ZEMAN “Mi piacerebbe essere ingaggiato da una società che condivida con me la gioia di fare calcio per la gente”

21.06.2013 ZEMANlandia433

KAREL ZEMAN “Mi piacerebbe essere ingaggiato da una società che condivida con me la gioia di fare calcio per la gente”
LA SPERANZA: che prevalga la meritocrazia. IL SOGNO NEL CASSETTO: Allenare Palermo e Foggia.
KAREL ZEMAN si racconta in esclusiva a supremoboemo.it

Intervista di Stella Corigliano

Cresciuto a pane, panelle e 433, KAREL ZEMAN è il depositario dei segreti del calcio di papà Zdenek… li ha acquisiti nel corso degli anni… e quel 433 per Karel non rappresenta lo stemma di famiglia esposto sul gonfalone tanto per identificare il “casato” e pubblicizzarsi… ma è la condivisione di un’idea di calcio metabolizzata, fatta propria e applicata sul campo nella sua giovane carriera di allenatore.
Personalmente abbiamo avuto modo di apprezzare  la qualità del lavoro di Karel Zeman seguendolo da vicino durante la sua esperienza a Maglie (LE) in eccellenza, assistendo  con assiduità ad allenamenti e gare ufficiali ed è stata una piacevolissima sorpresa e un bel vedere. Ed è per questo che crediamo in Karel.
 Zeman jr prova a mettere in campo la stessa idea calcistica di suo padre, ma guai a fare confronti… e guai a pretendere dal figlio i miracoli calcistici a cui ci ha abituati suo padre: Karel è un grande conoscitore di calcio, con una visione del gioco non comune, ma è pur sempre un giovane allenatore in cerca di affermazione e merita di essere valutato e apprezzato per le sue qualità, per la sua competenza, perché quello che Karel sa di calcio appartiene al suo bagaglio di conoscenze e non gli è stato certo trasmesso per via genetica.

E’ per questo motivo che supremoboemo.it, nell’intervistarlo, ha scelto di non parlare di suo padre ma solo ed esclusivamente di Karel, del suo calcio e delle sue aspettative future… anche perché, e ci piace sottolinearlo, Zdenek Zeman non ama interferire nella carriera di suo figlio, convinto com’è che l’esperienza di un giovane allenatore debba passare anche attraverso  la capacità di districarsi nella giungla del calcio, senza favoritismi, misurandosi con se stesso e con gli altri e provando sulla propria pelle quanto è dura la salita… Fa parte degli insegnamenti sani ed etici che un padre deve al proprio figlio e di questo Karel ne va fiero e, com’è giusto che sia, con serenità accetta di mettersi in gioco  e di fare la sua gavetta indipendentemente dal cognome che porta .

Prendiamola alla larga: cosa fa in questi giorni  Karel Zeman in attesa di una chiamata? 

Difficile fare qualcosa in questo periodo… come ogni allenatore in cerca di squadra, aspetto la chiamata giusta che da un momento all’altro può stravolgermi la vita, costringermi ad un trasloco e permettermi di rimettermi in gioco.

 Che musica ascolti,  cosa leggi, hobby?

Non ho un cantante, un gruppo nè un genere preferito: apprezzo le singole canzoni, spaziando da ritmi esagitati come i System Of A Down, passando per i Muse, fino alle melodie più romantiche. Leggo poco, e tutto ciò che leggo riguarda lo sport. Adoro cantare e scrivere, e se non fosse esistito il calcio avrei senza dubbio provato a diventare cantante o poeta/scrittore.

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