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Lecce-Reggina, suggestione zemaniana al "Via del Mare"

04.10.2016 ZEMANlandia433

Lecce-Reggina, suggestione zemaniana al "Via del Mare"

di  Stella Corigliano

2 ottobre 2016, il mio Lecce-Reggina comincia a mezzogiorno o giù di lì… un saluto a Karel nell’hotel che ospita la Reggina, una cordiale chiacchierata in compagnia anche di altri amici... sorride Karel quando gli chiedo se ha scelto lui il pullman della Reggina la cui targa finisce per ZZ. Foto di rito e l’augurio di una “buona partita”…  giammai “in bocca al lupo”, sappiamo che non gli piace.

La sera allo stadio arriviamo più presto del solito, non un istante da perdere nemmeno del riscaldamento pre-gara. L’ingresso delle squadre in campo, il caloroso abbraccio tra Padalino e Karel.

Padalino contro Karel Zeman, 433 speculari nel modulo e nel tipo di gioco. Padalino, allievo di Zdenek Zeman nella Zemanlandia foggiana, Karel Zeman, figlio del Maestro boemo, depositario del 433 paterno che interpreta, come è giusto che sia, in base alle proprie convinzioni.

 Il fischio d’inizio, batte la Reggina: sette uomini sulla linea di centrocampo, uno a ridosso della cerchio e poco dietro i due centrali difensivi.

Il Lecce, con l’organico più forte del girone C insieme al Foggia, è una corazzata costruita per andare in B con la sua macchina da gol; la Reggina, ripescata dalla serie D e costruita negli ultimi giorni di mercato per salvarsi in Lega Pro, è imbottita di giovani (età media 22 anni).

Visto il netto divario tra le due compagini non era peregrino (per chi non ha visto finora giocare la Reggina) prevedere una goleada da parte del Lecce che finora ha sempre vinto con almeno 2 gol di scarto in trasferta e almeno 3 gol di scarto in casa, salvo il pareggio interno a reti inviolate contro una Casertana che aveva fatto le barricate con 10 uomini dietro la linea della palla a ridosso della propria area di rigore.

La Reggina a Lecce non ha fatto barricate. In fase di non possesso, con il Lecce intento a cercare varchi con azioni manovrate, ha occupato la propria metà campo con uno schieramento alto, pronta ad andare in pressing e rubare palla, una Reggina attenta ma che non ha mai rinunciato ad essere propositiva. La squadra di Karel Zeman ha saputo tenere testa ad un Lecce che ha faticato non poco a trovare la via del gol ed è significativo il fatto che la rete giallorossa sia arrivata solo a inizio secondo tempo e solo su palla inattiva: punizione insidiosa di Lepore, respinta corta del portiere amaranto Sala, su cui si avventa Caturano che insacca.

Il gol galvanizza il Lecce che per 10 minuti continua ad attaccare ma senza esito la porta della Reggina che dimostra di avere un ottimo assetto difensivo e un filtro a centrocampo di tutto rispetto. Dopo questa folata offensiva dei giallorossi però è la Reggina, giocando a viso aperto e senza alcun timore reverenziale, a cercare la via del pareggio affacciandosi ripetutamente dalle parti di Bleve con buone trame di gioco ma senza tuttavia rendersi mai veramente pericolosa, in parte per la poca incisività dei suoi attaccanti ed in parte per l'elevata caratura della difesa del Lecce.

Finisce 1-0 per il Lecce con la Reggina che esce a testa alta dal "Via del Mare".

Continua, così, la marcia degli uomini di Padalino che, approfittando del pareggio del Foggia a Matera, raggiungono in testa alla classifica la squadra di Stroppa, mentre la Reggina di Karel Zeman, nonostante la sconfitta di misura che interrompe una serie positiva di 5 risultati utili consecutivi, merita un applauso per la mentalità propositiva e la qualità del gioco con cui in quest’avvio di stagione sta dimostrando di poter giocare a viso aperto contro ogni avversario e di poter puntare a una salvezza tranquilla.

Pienamente consapevole della buona prestazione dei suoi, Karel è il primo ad avviarsi verso lo spicchio di stadio che ospita i tifosi amaranto seguito dai suoi giocatori che si schierano in riga, abbracciati, per il rituale saluto alla “curva” accompagnandone i cori. I tifosi sanno che la loro squadra ha fatto il massimo e le rendono merito.

Oltre che per i risultati ed il gioco Karel sta entrando nel cuore dei tifosi reggini anche per le sue capacità di comunicazione e di interazione con il pubblico.

Karel lascia il “Via del Mare “ e i tanti ricordi che lo legano a questa piazza, dichiarandosi in sala stampa orgoglioso della sua squadra ed ha tutte le ragioni per esserlo.