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ESCLUSIVA - KAREL ZEMAN salva l’Abano ma ci dice: “si poteva puntare più in alto”

26 aprile 2016 ZEMANlandia433 

ESCLUSIVA - KAREL ZEMAN salva l’Abano ma ci dice: “si poteva puntare più in alto” 

di Stella Corigliano

Partiamo dal 63’ del secondo tempo di Belluno-Abano: Gnago pareggia il vantaggio del Belluno e aggiunge un punto alla scalata per la salvezza dell’Abano, ma non è finita. All’84’ - con l'Abano in 10 per l'espulsione di Bortolotto - Rampin subentrato dalla panchina regala all’Abano il gol vittoria e della matematica salvezza conseguita in trasferta, in casa della quarta in classifica in piena corsa play out.

Obiettivo raggiunto a due giornate dalla fine del campionato!.

Era l’11 dicembre quando Karel Zeman era stato chiamato in corsa per risollevare le sorti dell’Abano sprofondato in zona play out, per portarlo alla salvezza. Karel arriva dopo la diciassettesima giornata e trova l’Abano al quindicesimo posto in zona play out con 18 punti… Karel ha salvato l’Abano conquistando 30 punti in 19 partite portandolo al nono posto in classifica a nove punti dalla zona play off.

Forse nessuno ad Abano, quando Karel è arrivato, immaginava una salvezza così tranquilla, raggiunta attraverso percorsi importanti come un filotto di 4 vittorie consecutive a gennaio seguite da un pareggio l’ultimo giorno del mese (13 punti in 5 partite), i pareggi in casa della capolista Venezia e in casa dell’allora vice capolista Campodarsego… fino alla vittoria di domenica scorsa col Belluno quarto. 

Un Abano grande con le grandi, capace di giocare quel calcio propositivo inculcatogli dal suo allenatore.

E’ la terza volta in carriera che Karel Zeman, chiamato in corsa consegue con pieno merito gli obiettivi stagionali, era già successo nel 2012 a Fano in lega pro (salvezza al decimo posto) e nel 2014 al Quormi (serie A maltese) dove Karel non solo ha raggiunto la salvezza con 2 giornate d’anticipo ma ha addirittura portato il Qormi ad un passo dalla finale della Coppa di Malta.

Segno evidente che quando Karel Zeman viene messo nelle condizioni di lavorare bene riesce a mettere a frutto tutto il suo bagaglio di competenza calcistica e la sua idea di calcio offensivo.
Abano oggi rappresenta per Karel una nuova pagina, di un nuovo traguardo conseguito con pieno merito.

Il portale di controinformazione zemaniana supremoboemo.it ha voluto fare una breve chiacchierata con KAREL ZEMAN per parlare di questa sua nuova esperienza all’indomani della salvezza del suo Abano. 

Karel, hai un ringraziamento particolare da fare?
“Sono stato scelto dopo un lungo colloquio con il direttore Andrea Maniero in cui ha voluto testare per filo e per segno le mie competenze calcistiche.. anche lui è molto competente, quindi è stata un’assunzione per i meriti che mi sono stati riconosciuti. Il presidente Rizzato è una persona molto seria e per bene, che ha garantito mese per mese le spettanze, anche se il budget è assai limitato. Quindi ringrazio loro due. 

Quando hai preso l’Abano in corsa, ci credevi nella salvezza?
Quando sono arrivato ho trovato una squadra impaurita e bloccata, ma vedendo che avevano buone qualità e che era una società semplice ma seria, non capivo perché.. e per fortuna dopo il duro lavoro che abbiamo fatto durante le vacanze di Natale, la situazione si è sbloccata ed abbiamo vinto 4 partite di fila in un mese, lo stesso numero di partite che prima del mio arrivo avevano vinto in tutto il girone d'andata. Quindi, a parte quando sono arrivato, non mi sono mai sentito in corsa per la salvezza. Alla metà del girone di ritorno eravamo primi insieme al Venezia (rispetto alla classifica del girone di ritorno) ed il mio obiettivo era diventato quello di primeggiare.

Voleva primeggiare Karel Zeman, andare oltre l’obiettivo stagionale della società, ma come spesso accade nel calcio, un allenatore ambizioso come lui si trova a doversi confrontare con l’altrui mancanza di ambizioni che fa subentrare quella sorta di appagamento che non spinge ad andare oltre gli obiettivi minimi, che non stuzzica maggiori motivazioni, né quella voglia di emergere che dovrebbe essere propria di uno spirito competitivo soprattutto in ambito sportivo.

Il Veneto è una regione in cui si pratica un buon calcio con società serie e in cui militano tante nobili decadute che stanno cercando di risalire verso categorie più consone al loro passato calcistico.
Il nostro auspicio è che l’esperienza proficua di Abano possa rappresentare un trampolino di lancio per la carriera di Karel, verso palcoscenici più ambiziosi dove poter lavorare secondo i suoi canoni, per vincere… ad oltranza!
Ma anche oltre il Veneto, dove oggi Karel allena, dovrebbero arrivare gli echi di questo risultato di Karel.

Se l’Abano poi volesse confermare la fiducia a Karel… sarebbe auspicabile che la società alzasse l’asticella delle ambizioni. Questo campionato dovrebbe aver insegnato ai dirigenti dell’Abano dove si può arrivare con Karel in panchina in termini di gioco e di valorizzazione del proprio parco calciatori. 

Sul forum del nostro portale il nostro utente Praga54, nel topic dedicato a Karel Zeman ha stilato settimanalmente le classifiche specificatamente riferite al periodo da cui Karel è subentrato come allenatore dell’Abano… Alla trentaseiesima giornata, quella della matematica salvezza, il percorso di Karel Zeman va ben oltre il ruolino di marcia di una squadra che si deve salvare… 19 partite giocate, vinte 8, pareggiate 6, perse 5. 30 punti in classifica, media di 1,57 punti a partita, gol fatti 26 e gol subiti 21.

Eppure Karel Zeman, rispetto a questa classifica, le prime due partite della sua gestione non le sente sue, perché la squadra non giocava ancora secondo i suoi dettami tattici.

Non solo. I numeri che presenta questa speciale classifica sono comunque  riduttivi rispetto a quello che l’Abano di Karel Zeman ha prodotto in termini di gioco. Ieri per esempio, a fronte di una prestazione gigantesca giocando il calcio-champangne che vuole Karel si sono raccolti i frutti della mole di gioco costruita, ma altrettanto era stato fatto anche in altre due partite interne in cui l’Abano aveva surclassato le avversarie: contro la Luparense (persa immeritatamente per 1-2) e nel 3-3 col Campodarsego, due partite in cui si è raccolto un solo punto rispetto ai 6 che l’Abano avrebbe meritato. Un dettaglio rilevante per chi come Karel bada più alla prestazione che al risultato.

C’è da pensare che, senza l’arrivo di Karel, la squadra nella fase involutiva in cui era attanagliata rischiava di scendere oltre quel quindicesimo posto dove Karel l’ha presa dopo la diciassettesima giornata di campionato.

A questa squadra serviva una svolta decisiva e Karel Zeman è riuscito a darla, portandola al nono posto in classifica a 9 punti dalla zona play out. 

La senti come un successo questa salvezza, in relazione all'organico, alla posizione di classifica in cui hai trovato l’Abano e all'obiettivo stagionale?
No, la salvezza no. Sento un successo l'averli ricostruiti mentalmente ed atleticamente, essere riuscito in poche settimane a fargli abbandonare il loro tikitaka e farli andare verso la porta, aver giocato alcune partite in modo spettacolare. 

Sempre in base alla classifica a partire da quando è arrivato Karel Zeman, alla trentaseiesima giornata l’Abano con 30 punti sarebbe sesto, a 2 punti dalla zona play off, dietro a Venezia 46, Este 40, Luparense 37, Campodarsego 34 e Belluno32. 

Pertanto è lecito chiedersi e chiedergli, cosa sarebbe stato del campionato dell’Abano, se Karel avesse preso l’Abano dalla prima giornata.
“Come valori la squadra poteva arrivare dal terzo posto, ovviamente seguendomi alla lettera, al diciannovesimo, se si fosse continuato come prima. Nel girone C del campionato di D, ad eccezione delle prime 2-3 squadre che giocano per vincere, tutte le altre si equivalgono anche se con budget diversi. Per questo penso che si poteva puntare più in alto della salvezza”.

Quindi visto che tu volevi andare oltre l’obiettivo stagionale, nessuna dedica per la salvezza?
Dedica mi sembra eccessivo.. Ringrazio il presidente, il direttore e chiunque perda anche un secondo del suo tempo per "seguirmi".