Chi siamo

Forum

01738582
Oggi
Ieri
Questa settimana
Nel mese
Lo scorso mese
Visite totali
160
1815
3502
7972
10508
1738582
dal 30 marzo 2013

FRANCO MANCINI… E ti ricordo ancora!

30.03.2016

FRANCO MANCINI… E ti ricordo ancora! 

Quattro anni e sembra ieri…!
Il ricordo è sempre vivo e suscita tuttora grandi emozioni, nella memoria di chi ha condiviso momenti di vita calcistica con FRANCO MANCINI

A quattro anni esatti da quando Franco ci ha lasciato, Gigi Garzya, Andrea Seno, Giovanni Bucaro e Luca Anania, hanno raccontato a supremoboemo.it il loro rapporto con Franco Mancini, tra ricordi e aneddoti simpatici che ne tratteggiano il profilo umano e calcistico. 

Servizio realizzato da Stella Corigliano

 

GIGI GARZYA, compagno di squadra di Franco nel Bari dal 1997 al 2000 e attuale vice allenatore della Nazionale italiana  Under 20.

Franco è stato uno dei migliori portieri con cui abbia mai giocato. 
Oltre la vita professionale con lui era nata una gran bella amicizia. Praticamente eravamo sempre insieme, quindi posso dire di averlo conosciuto molto bene.
All’apparenza un orso... ma in privato era molto simpatico.
Abbiamo vissuto momenti bellissimi insieme, come quella volta che andammo a visitare Londra in tutta la sua bellezza…  ed i negozi di dischi di musica reggae… Franco ce li fece visitare tutti! Era un grande collezionista di dischi e musicassette, sapeva tutto sul genere. Era un fenomeno… 
Ogni volta che guardo la sua foto ... non mi capacito sul fatto che non ci sia più.  Mi manca.

Gigi Garzya 

 

 

ANDREA SENO, compagno di squadra di Franco dal 1992 al 1994. Fino a 2 anni fa Direttore Sportivo, attualmente imprenditore. 

Io arrivai a Foggia l’anno successivo al famoso smantellamento della  squadra. Ci fu il ricambio e mancava il capitano, doveva essere uno tra  Franco, Petrescu o qualcuno tra i pochi veterani rimasti. Invece Zeman chiese di mettere ai voti per far decidere alla squadra e non so come ma venne fuori il mio nome, il che mi meravigliò perché ci conoscevamo solo da tre giorni. Ricordo che Franco mi venne vicino e mi disse “sono contento che sia uscito tu” e la cosa mi inorgoglì molto perché Franco era il pilastro della squadra e mi dette anche una grossa mano all’inizio. Franco nel calcio ha rappresentato, grazie al gioco di Zeman, un modo innovativo di interpretare il ruolo di portiere, capace di giocare con i piedi, ancora più unico perché lui era un mancino. Ha anticipato di tanti anni quello che viene considerato oggi il concetto del portiere moderno, quello che è oggi Neuer.  Oltre ai ricordi calcistici ci sono anche i momenti vissuti con Franco… Noi ci allenavamo spesso a Candela, era uno stradone dritto che ho ancora impresso nella mente… non ricordo il motivo, ma un giorno andai in macchina con lui… la strada non era tanta, ma fu un viaggio interminabile perché Franco alla sua Volvo inserì il controllo della velocità… sì.. ma a 200 all’ora... e controllando il volante con le ginocchia rullava le bacchette da batteria con la musica di Bob Marley a palla… Quando arrivammo a Candela mi chiese se avevo avuto paura, gli dissi di no… ma al ritorno mi feci accompagnare da un altro compagno e sulla sua auto non ci sono mai più salito!!!! 

Andrea Seno 



GIOVANNI BUCARO, compagno di squadra di Franco dal 1989 al 1991 e dal 1993 al 1995. Da allenatore del Manfredonia nel 2009/10 ha avuto Franco come vice allenatore e preparatore dei portieri 

I ricordi che ho di Franco si incrociano tra due periodi. Gli anni in cui siamo stati compagni di squadra nel Foggia e l’anno in cui l’ho avuto come vice allenatore a Manfredonia. Nei due periodi ho conosciuto due versioni diverse del carattere e della mentalità di Franco. Nel periodo di Foggia abbiamo vissuto insieme in appartamento per due anni , quelli di B il secondo dei quali fu quello della promozione.
Zeman decideva tutto, anche la suddivisione nelle camere.
 

Franco allora era molto spendaccione, diciamo che viveva un po’ alla giornata e Zeman gli requisì lo stipendio per evitare che spendesse soldi in cose futili, impianti stereo, dischi….  Ricordo che Franco di nascosto da Zeman mi chiedeva i soldi per le sigarette, perché lui ogni tanto fumava ed io non riuscivo a dirgli di no. Di volta in volta quando arrivavano le bollette io dovevo andare da Zeman che mi dava la quota di Franco dal suo conto per pagarle ma non potevo dire al Mister delle sigarette. E quindi capitava che ci rimettevo anche se poi devo dire che a distanza di tempo Franco appena poteva me le rimborsava! Sono bei ricordi di vita vissuta insieme. Grazie a lui ho avuto modo di farmi anche una cultura su Bob Marley… anche se ascoltandolo a tutto volume nella sua Volvo rischiavi di compromettere i timpani!!! 

Franco era un portiere insolito per quel periodo, perché all'epoca era difficile trovare portieri bravi a giocare con i piedi e lui era anche abilissimo ad uscire fuori dall'area, risultando così efficacissimo per il calcio che facevamo noi con Zeman ed aveva grande coraggio e personalità. Un portiere di grande livello. Sicuramente nel calcio moderno, con la nuova concezione del ruolo di portiere, oggi Franco sarebbe titolare in squadre importanti e le sue caratteristiche, che oggi sarebbe viste come un grande pregio, all’epoca  gli hanno un po’ penalizzato la carriera. 

Del periodo di Manfredonia, in cui  Franco era con me nel doppio ruolo di vice allenatore e di preparatore dei portieri ho un ricordo bellissimo, perché a distanza di anni, anche se in realtà non ci eravamo mai persi di vista ma ci mancava la quotidianità, ho ritrovato un Franco molto maturo e molto responsabile. Io ero alla mia prima esperienza nel calcio professionistico e Franco mi ha aiutato davvero molto. Ricordo che in un periodo di crisi in cui c’erano problemi seri con una gestione societaria latitante io volevo dimettermi e Franco mi convinse a restare e mi fu di grandissimo aiuto, le cose poi andarono bene e lo ringrazierò sempre per avermi sostenuto. Con lui ho condiviso anche il Corso di Allenatore a Coverciano dove ci ritrovammo con altri amici come  Signori e Baiano, fu una bella rimpatriata di Zemanlandia. 

Giovanni Bucaro 

 

LUCA ANANIA, ha avuto Franco come preparatore dei portieri nel Pescara di Zeman nel 2011/12. Dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2014,ha preso il patentino da allenatore.

Franco ha lasciato un vuoto incredibile in un’annata bellissima che è stata rovinata dalla sua improvvisa scomparsa che è stata per tutti come un fulmine a ciel sereno. E’ una persona che mancherà tanto al calcio perché è stato un ottimo grande portiere ed è la sua storia che lo racconta. Il rammarico è che anche come preparatore dei portieri poteva dare ancora tanto.
Tutti voi sapete quanto fosse forte il legame tra Franco Mancini e il Mister e tutti avete avuto modo di vedere le lacrime che Zeman non è riuscito a nascondere davanti alle telecamere, questo per dire quale fosse il rapporto tra loro due. Io stavo instaurando un ottimo rapporto con Mister Mancini ed è stata una batosta forte anche per me.
 

Era bello vedere Franco e il Mister che si punzecchiavano prendendosi in giro. Un episodio simpatico che ricordo sempre volentieri.: un pomeriggio Franco ci stava facendo fare degli esercizi di prese. Mister Zeman, come sua abitudine, veniva dalla metà campo e si avvicinava per guardare il lavoro di noi portieri. Mentre ci osservava disse “Franco, ma non dovrebbero allungare di più le braccia?” Franco smise di colpo di calciarci i palloni e guardò fisso il mister senza dire niente. Si guardarono per un minuto senza parlare. Poi Franco si girò verso di noi quasi a voler dire “che ne sa lui della tecnica degli allenamenti dei portieri?” e ci mettemmo tutti a ridere. Il tutto nel massimo rispetto dei ruoli ma anche nella confidenza che avevano tra di loro. Allora Mister Zeman se ne tornò zitto zitto a metà campo. Ma ci sono tanti altri episodi che facevano parte della routine della vita di campo, Franco ci prendeva in giro sempre ogni volta che prendevamo gol. Questo per dare l’idea dell’armonia che regnava.
Ricordo ancora quando mi arrivavano i guanti nuovi dagli sponsor: io lo canzonavo dicendogli “Franco ti piacciono questi guanti nuovi, ma anche a te ai tuoi tempi li mandavano?” E allora lui mi guardava quasi a voler dire “certo che me li mandavano. Io ho giocato ad alti livelli, che pensi?” Poi quando aprivo la confezione c’erano dei bigliettini e lui li prendeva e mi sfotteva dicendomi “guarda qui, dice che ci devi mettere le mani dentro, lo sai?” e ricordo che queste scenette avvenivano davanti a Mister Zeman e ridevamo tutti insieme! Momenti indimenticabili della vita di campo che ci si porta dentro! Così come mi porto dentro il ricordo della sua famiglia e dei suoi figli che saluto con affetto.
 

Luca Anania