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…E MANCIO PARA ANCORA!

30 marzo 2014 ZEMANlandia433

…E MANCIO PARA ANCORA!

di Stella Corigliano

FRANCO MANCINI….  il portiere zemaniano per eccellenza,  affermatosi nella Zemanlandia foggiana e confermatosi sempre con Zeman nella Lazio e nel Napoli, per poi seguire il Maestro a fine carriera nel Foggia e nel Pescara come preparatore dei portieri.
Franco ha fatto scuola tra i portieri, rappresentando la massima espressione di un modo diverso di interpretare il ruolo di estremo difensore.  Quel ruolo di portiere che Zeman ha saputo far uscire dai canoni della staticità, trasformandolo in un libero aggiunto a cui ha inculcato il concetto che “chi osa vince”. E Franco osava come nessuno mai,  dentro ma soprattutto fuori dai pali. Scatto felino in porta riuscendo a volare fino  dov’era impossibile arrivare (“il segreto è vedere da dove parte il pallone” diceva Franco); coraggio, tempismo e piedi buoni fuori dall’area piccola e oltre quella grande… fino alla propria tre quarti…. Era questo il suo raggio d’azione… ben oltre i confini della consueta accezione del ruolo di portiere.
Un sicuro appoggio per i retropassaggi dei compagni in caso di pressing subito e una notevole capacità di leggere e prevedere il gioco avversario. Velocità di pensiero e di azione e la visione di gioco necessaria per innescare rapidamente l’azione della propria squadra.
Franco difendeva la porta attaccando,  ma mai con spavalderia, la sua era consapevole acquisizione della mentalità del suo Maestro “I rischi ai quali va incontro un portiere di una squadra che gioca a zona non sono, ovviamente, quelli di un complesso chiuso, guardingo nelle retrovie. Chiaro che in un contesto simile io mi esponga, più dei ogni altro compagno di reparto, a magre figure…. Ma è tutto calcolato” affermava Mancini nel gennaio 1992.

Franco interpretava il suo ruolo come una sfida… con una determinazione al limite della caparbietà e con tanto spirito di sacrificio,  allo stesso modo di quella sfida che da ragazzino lanciò alla vita… alla condizione difficile di un ragazzo del Sud, figlio di una famiglia umile e numerosa, che voleva uscire dalla monotona sedentarietà della sua Matera.  Ancora ragazzino lavorava presso un fornaio di notte per poter allenarsi e giocare a calcio di giorno… Un esempio da sbattere in faccia agli pseudo campioni di oggi… Viziati, vuoti, tristi ma con la sindrome del Padreterno…
FRANCO era ed è rimasto sempre umile. Anche dopo quel sombrero a Van Basten, anche dopo che in area tolse a Baggio il pallone dai piedi senza che il Codino se ne accorgesse…
Una sfida a due grandi campioni…. come a tanti avversari ogni domenica… in perfetta sintonia con la sfida che la Zemanlandia foggiana lanciava su e giù per l’Italia, anche lontano dallo Zaccheria, ad ogni avversario, infischiandosene dei palmares e del blasone…  
“Rimaneva piantato sul terreno fino all’ultimo secondo. Le mani a tenaglia, i quadricipiti in ebollizione” scrive Giuseppe Sansonna in un ricordo di Franco. Già, perché tra le caratteristiche più affascinanti del Franco portiere c’era proprio quella sua abilità nel rimanere sempre in piedi fino all’ultimo, senza lasciarsi beffare dalle finte dell’avversario, che per quanto astuto, trovava di fronte un portiere ancora più astuto, capace, lui sì, di beffarlo.
Ma oltre che per le doti uniche come portiere, Franco è entrato nel cuore della gente soprattutto per le sue qualità umane, per il suo continuo esempio di professionalità, per la sua lealtà, per quel suo essere sempre stato un antidivo, per quel suo sorriso semplice e solare, per quel suo sguardo limpido e sincero.
Tanto schivo e riservato nella vita privata, quanto leader in campo… Franco era zemaniano anche in questo!

MANCIO nel calcio ha lasciato un segno indelebile, ne sono l’emblema la scelta di Buffon e De Santis di rendergli omaggio indossando, nel posticipo serale Napoli-Juventus, la maglia con la scritta “ciao Franco”…. Totti che sul suo sito ufficiale ricorda che il suo primo gol in carriera lo segnò proprio a Franco… Del Piero che twitta che il giorno del suo esordio in A ebbe di fronte come portiere Franco Mancini….
Solo la Lega Calcio senza un minimo di sensibilità impone, imperdonabilmente, di disputare quel Pescara-Bari che non si sarebbe mai dovuto giocare.
 FRANCO MANCINI ha entusiasmato i tifosi del Foggia quanto quelli del Bari (tre stagioni fantastiche), ha lasciato un ottimo ricordo di sé alla Lazio come al Napoli…. ma anche al Pisa, alla Sambenedettese, alla Salernitana e ovunque sia andato…  ma non c’è onorificenza più grande della stima dei tifosi avversari di cui Franco godeva .
Nel suo ricordo si sono ritrovate unite tifoserie “nemiche” come quelle di Foggia, Bari e Pescara…. che potranno litigare a vita sul piano sportivo, ma nel nome di Mancio avranno sempre un punto di incontro; il giorno di Matera-Foggia, in coincidenza con l’intitolazione a Franco della Tribuna dello stadio materano,  la commissione per la sicurezza degli eventi sportivi, per nulla sensibile alla straordinarietà dell’evento, nega la trasferta ai foggiani… e i materani solidarizzano con i tifosi rossoneri, notoriamente storici rivali, non entrando nello stadio, ne segue uno scambio di striscioni di reciproco apprezzamento e un’amichevole tra tifosi foggiani e materani giocata a Foggia in occasione del primo anniversario di Franco. Un gemellaggio consolidato nel nome di Franco e che, in occasione del secondo anniversario, vedrà tifosi foggiani e materani incontrarsi nuovamente in amichevole, questa volta a Matera, il 5 aprile.
La Curva Nord dello stadio Zaccheria, da subito intitolata a FRANCO MANCINI, è stata finalmente riaperta ed in essa campeggia una gigantografia dell’ “Higuita di Matera“ che sembra sorridere sornione al catino dello Zaccheria che lo ha visto per tanti anni protagonista… e che sembra espandere il suo sorriso quando parte l’immancabile coro “Curva Nord Franco Mancini”.
Il Foggia, nella trasferta di Castel Rigone,  il giorno prima del suo secondo anniversario, ne ha onorato la memoria,  indossando una maglia con su scritto “Mancio sempre nel cuore”, come logo una suggestiva farfalla rossonera con un cuore al centro, che ha un significato particolarmente intenso nei sentimenti della moglie Chiara. 
Una giornata di grandi emozioni a Castel Rigone: a incominciare dal coro incessante "Alè Mancini alè alè..." intonato ripetutamente dai numerosi tifosi foggiani sugli spalti durante la cerimonia di consegna della maglia celebrativa alla moglie Chiara e al dg della Lega Pro Ghirelli, fino alla straripante vittoria, con un roboante 6-1, del Foggia di Pasquale Padalino e Beppe Di Bari, ex compagni e grandi amici di Franco dai tempi del Foggia di Zeman.
Le 18 maglie, realizzate per l’occasione in edizione speciale, messe all’asta a cura dell’associazione Live Onlus e  il ricavato devoluto in beneficenza soprattutto per l’acquisto di defibrillatori da destinare a società di calcio dilettantistiche… una nobile causa nel nome di un nobile d’animo.

Il gruppo facebook “FRANCO MANCINI SEMPRE CON NOI!!!” conta quasi 4000 iscritti che quotidianamente ricordano il portiere, l’allenatore, il cultore di Bob Marley ma soprattutto l’UOMO, un GRANDE UOMO.
Sono passati due anni… e MANCIO PARA ANCORA!