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Quattrhopper!!!

07.12.2015 ZEMANlandia433

Quattrhopper!!!

di Stella Corigliano

Rubo la geniale intuizione al mio amico Primiano: “Quattrhopper”!!!

Rubo a Zeman quel sorriso che si è lasciato scappare al gol di Susnjar! Quel sorriso di soddisfazione non tanto per il quarto gol quanto per la risposta di un ragazzo in cui pochi credevano a inizio campionato e che invece è maturato al punto da risultare decisivo nelle ultime due partite in cui è stato chiamato a dare il suo contributo. Oggi rigore procurato e gol, col Vaduz azione personale in pressing che ha propiziato il gol di Sabbatini.  Dopo Piccinocchi, Culina e Datkovic, è Sunsnjar l’ultima “creatura” di Zeman, ma anche Veseli, che oggi ha dovuto adattarsi per assenza di centrali da accostare a Datkovic, ha mostrato evidenti segnali di crescita. E mi piace sottolineare anche la disponibilità con cui l’esperto Padalino, dopo le difficoltà iniziali, ha saputo adattarsi fruttuosamente al gioco zemaniano.

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Prima o poi la palla entra

01.11.2015 ZEMANlandia433

Prima o poi la palla entra

di Enzo Follieri

Se giochi bene prima o poi i risultati arrivano, prima o poi si vince, perché prima o poi la palla entra. É quasi matematico, basta passare un pomeriggio di ottobre o il primo pomeriggio di novembre dal Cornaredo, per vedere i progressi del Lugano, nel gioco, nell'approccio, nella testa. 3 vittorie nelle ultime 4 partite, coppa compresa, con il rammarico di una partita buttata a Thun. Solo 3 gol subiti a fronte di 9 gol fatti: 3 al Grasshopper in casa,1 al Thun, 2 in coppa , 3 contro il Sion. Il Lugano si é messo il vestito della festa.

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E’ la dura legge del gol

01.09.2015 ZEMANlandia433

E’ la dura legge del gol

di Stella Corigliano

“E' la dura legge del gol / fai un gran bel gioco però / se non hai difesa gli altri segnano / e poi vincono / loro stanno chiusi ma / alla prima opportunità salgon subito / e la buttan dentro a noi / la buttan dentro a noi“.
Canta così Max Pezzali degli 883.

Nel caso del Lugano contro il Lucerna  non si è trattato nemmeno di non avere la difesa. In fondo il Lucerna si è visto solo quando ha preso un palo al 52’ e ha segnato di testa da calcio d’angolo al 65’. E’ vero che il Lugano ha iniziato la ripresa a un ritmo più basso rispetto al più spumeggiante primo tempo, lasciando l’iniziativa al Lucerna, ma dopo il gol subìto - stando alle statistiche di fine gara prodotte dalla FC Lugano, che conta anche un 61% complessivo di possesso palla - il Lugano ha ripreso ad attaccare e a cercare insistentemente la via della rete per ben 9 volte per tutta la ripresa.  La via della rete la si trova sempre e ripetutamente…  è la rete che non si riesce a trovare! Complice anche il terreno di gioco (come evidenziato da Zeman) caratterizzato da numerosi vuoti d’erba che falsano le traiettorie.

Il Lugano del primo tempo ha strappato applausi a non finire,  ha dominato in lungo e in largo con piglio autoritario, padronanza degli schemi, tagli, sovrapposizioni e verticalizzazioni. La cosa che più colpisce è che i ragazzi di Zeman, pur nei loro limiti tecnici, cercano attentamente di non sprecare mai un pallone, fanno ripartire l’azione, cercano di applicare gli schemi. Datkovic fa un paio di diagonali perfette, Padalino per la prima volta offre una prestazione esemplare dimostrando disponibilità ad entrare nella mentalità del terzino che vuole Zeman. I centrali difensivi hanno capito i movimenti sulla palla scoperta e giocano d’anticipo. A centrocampo si rispettano misure e geometrie, in fase di non possesso si va in pressing. Si cerca di giocare con uno-due tocchi, ma a volte per via del terreno, tre non bastano. Il Lugano del primo tempo scende verso la porta del Lucerna con facilità estrema, costruisce 9 palle gol mettendo per cinque volte i suoi giocatori davanti alla porta di Zibung. Manca solo il gol. Le occasioni più clamorose con Lombardi, Padalino e Bottani. Non solo gli attaccanti vengono messi in condizione di segnare. Al tiro ci arrivano anche centrocampisti e difensori, come da sempre accade nel miglior repertorio zemaniano. Accade anche qui a Lugano con un potenziale di squadra che non è certo la Lazio o la Roma, ma nemmeno il Foggia o il Lecce.

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Zemanlandia e il piacere di averla aspettata!

20.10.2015 ZEMANlandia433

Zemanlandia e il piacere di averla aspettata!

di Stella Corigliano

Il Lugano brilla sul piano del gioco per un’ora a Basilea e, nonostante la sconfitta, Renzetti chiede 3 punti nelle successive due partite, a Lucerna e in casa col San Gallo. E allora? Eccone serviti 4 sul piatto d’argento dalla squadra di Zeman, capace di segnare 5 gol in 2 partite, e pensare che ne aveva segnati 7 nelle precedenti 10 partite! E pensare anche che il pareggio a Lucerna sta pure stretto per come è maturato! Dopo un periodo di smarrimento durato tre partite, in cui i soloni del calcio parlato già recitavano il de profundis, il Lugano ha ritrovato la via del gol, ma soprattutto la via del gioco nelle ultime tre partite.

Mi viene in mente il discorso di Al Pacino alla sua squadra in “Ogni maledetta domenica” . Nell’immediata vigilia della partita col Lucerna Zeman "arringa" a modo suo la sua squadra dai microfoni di RSI durante la trasmissione “Ogni maledetto sabato”.  Quello che a molti appare come un atto d’accusa del Mister, in realtà si rivela come uno scossone positivo capace di sortire l’effetto del famoso “sparita Zemanlandia.. e mo’ ce la faccio vedere di nuovo” di Pescara che portò alle 7 vittorie consecutive che fruttarono la promozione in A col primo posto in classifica.

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Furto con scasso a Zemanlandia

23.08.2015 ZEMANlandia433

Furto con scasso a Zemanlandia

di Enzo Follieri

LUGANO - Oggi era un dì di festa a Lugano, scendeva la capolista, la città si era vestita di tutto punto come si conviene per le grandi occasioni, enormi misure di sicurezze, la zona dello stadio era off limits, impossibile parcheggiare, forse misure un po’ esagerate, ma non la pensavano così i poliziotti schierati in tenuta antisommossa, che impedivano perfino alla stampa di fotografare il mini corteo degli ultras del Basilea che avanzavano verso lo stadio. Ma qui siamo in Svizzera, non si lascia niente al caso, specie in fatto di ordine pubblico e tutta la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione. Stamattina é stato bello arrivare a Lugano in treno, perché costeggi tutto il lago prima da una parte e poi dall'altra con panorami mozzafiato, spettacolo unico. Alla stazione mi aspetta Mauro, zemaniano varesino trapiantato a Lugano, sempre presente agli allenamenti, spesso col suo amico croato Vlado, già giocatore di pallavolo del Lugano e tutt'ora allenatore in seconda della squadra di pallavolo. Mi racconta di una città blindata nella zona stadio e di una tifoseria al settimo cielo, qui l'entusiasmo si taglia a fette, nonostante la tradizionale compostezza e freddezza degli Svizzeri.

Zemanlandia comincia ad attecchire e a mettere radici, la vittoria a Berna con lo Young Boys ha lasciato il segno.

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