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E venne il giorno di ZIO CESTO

15.10.2014 ZEMANlandia433

E venne il giorno di ZIO CESTO

di Stella Corigliano

Lunedì 20 Ottobre, alle ore 9,30 si terrà a Palermo la cerimonia di intitolazione a Čestmír Vycpálek del Piazzale antistante lo Stadio Barbera, deliberata dalla giunta comunale di Palermo il 31 luglio scorso.

Alla cerimonia parteciperà mister Zdenek Zeman… si fa presto a dire “nipote di Vycpálek”. Zio Cesto per Zeman è stato molto di più.

E’ prevista anche la presenza del figlio Daniele che vive a Torino, delle massime rappresentanze delle istituzioni locali e dell’ambiente calcistico palermitano oltre che di molti ex calciatori rosanero, tra i quali Biagini, Caramanno, Vasari, Arcoleo  Malavasi, Raffin, De Bellis, Landoni, De Grandi, Troja, Cerro, Galeoto.

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ARRIGO SACCHI “Ci vorrebbero 100 Zeman nel calcio italiano”

07.10.2014 

ARRIGO SACCHI “Ci vorrebbero 100 Zeman nel calcio italiano” 

di Stella Corigliano 

ARRIGO SACCHI, intervenuto nel corso della trasmissione Tg Zero su Radio Capital, nell’analizzare la situazione critica del nostro calcio e la distanza abissale rispetto al concetto di calcio applicato nei paesi europei calcisticamente più all’avanguardia, tenuto conto dei minimi storici del calcio italiano nel ranking internazionale,  si è soffermato sulla necessità di puntare a un calcio offensivo, attraverso la qualità del gioco,  senza perdere di vista una peculiarità specifica del calcio: essere un gioco collettivo.  

  «Il calcio è nato come uno sport offensivo -  afferma Sacchi - noi italiani come nostra abitudine lo abbiamo tramutato in uno sport difensivo. Oltretutto non sappiamo riconoscere il merito, nemmeno il pubblico lo chiede. Studiamo il calcio come uno sport individuale, invece dovremmo partire dal collettivo, dal gioco, per poi arrivare al singolo solo in ultima analisi. Un allenatore dovrebbe scegliere gli uomini non tanto in considerazione della sola tecnica, ma piuttosto di quanto tali elementi siano funzionali al progetto». 

Quello che disegna Sacchi è inequivocabilmente il ritratto del calcio di ZEMAN e non solo ne esalta l’efficacia ma porta ZEMAN con modello in modo inconfutabile.

«La partita più bella che ho visto di recente è stata quella giocata dal Cagliari a Verona. Ci vorrebbero 100 Zeman nel calcio italiano, lui gioca un calcio propositivo e divertente. La cosa più importante per lui è trovare giocatori disponibili: di solito quando aumenta la qualità cresce anche l'egoismo, e viene meno la disponibilità. Se si pensa al calcio come gioco individuale ogni assenza diventa pesante, se invece lo si vede come gioco collettivo, alla mancanza di un giocatore sopperisce un altro della rosa. Il gioco è un propulsore, moltiplica le potenzialità di tutti i partecipanti. In questo senso la visione di cui parlo è l'unica che permetta ad esempio di valorizzare i giovani».

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Animali da combattimento

14.09.2014 ZEMANlandia433

Animali da combattimento

di Enzo Follieri

Dopo aver visto le prime due gare ufficiali del  Cagliari dal vivo questa volta mi tocca la tv dei nani e delle ballerine.

A Cagliari c'é l'Atalanta.

Animali da combattimento, una squadra votata al catenaccio puro, cosa da far rabbrividire il povero Rocco. Difesa ad oltranza, giocatori come Boakye che appena toccato stramazza  a terra. Morto? No, solo simulazione. La stessa simulazione che vede solo l'arbitro quando nel secondo tempo Ibarbo, dopo aver saltato il portiere, viene atterrato prima di andare in porta.

L'Atalanta non ha mai subito gol nè in gare ufficiali nè nelle amichevoli estive. Colantuono è un allenatore “schierato” nell'anticalcio, un passo dietro Mazzarri e Garcia, con l'aggravante dell'antisportività, come in occasione degli ultimi quattro minuti persi nell'angolo della bandierina.

La partita.

Il leit motiv della partita è un Cagliari costantemente nella metà campo avversaria. Segna subito Farias, ma l'arbitro annulla giustamente per un fuori gioco di Cossu autore del passaggio vincente, poi ancora e solo Cagliari con percussioni da capogiro, tre nitide occasioni da gol in un minuto (fra il 35’ e il 36’), prima Farias poi Avelar fanno il tiro a segno e così sarà per tutto il primo tempo.

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Chi segna nel Cagliari? La risposta é sempre EKDAL

29.09.2014 ZEMANlandia433

Chi segna nel Cagliari? La risposta é sempre EKDAL

di Enzo Follieri

Eccolo lì, sornione e sereno, negli studi televisivi. Studi pronti a cantargli il de profundis hanno  dovuto  cestinare un copione giá scritto e recitare a soggetto... Fuori dagli studi, in tanta parte d'Italia, molti provano un interesse sconfinato per Mister Zeman, un uomo all'apparenza di ghiaccio, che ha un potere così forte su di loro, da suscitare passioni smodate, emozioni che infrangono solitudini e durezze del vivere quotidiano. Un uomo che per alcuni momenti unici ed irripetibili, ha reso possibile elevare la vita verso la felicità. Attimi soli e irripetibili verso l'estasi. Verso un gol qualsiasi in un pomeriggio qualsiasi, in una Milano da bere , travolta da una "squadra del Mister".

Un gioco da ragazzi, basta vederli seduti nella foto dopo la partita ai margini di un locale Sardo-Milanese, come una normale squadra Primavera in trasferta, in attesa di un panino, un modo molto britannico di festeggiare un successo alla Scala del calcio. 

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Non siamo ad un pranzo di gala

01.09.2014 ZEMANlandia433

Non siamo ad un pranzo di gala

di Enzo Follieri 

Balzano entra in area, prova il cross, nota che l'attacco non é posizionato, esita, capisce che deve saltare l'uomo, lo fa e serve un delizioso assist a Sau  e a quel punto il gol diventa una formalità.

È stata la reazione al gol di Zaza, che mette dentro al volo, di collo pieno su un perfetto traversone.

Questi gli episodi che hanno fissato il risultato sull'1-1.

La preparazione del Cagliari non é stata "un pranzo di gala", fra un villaggio Alpitur, un volo negli States ed una birra ghiacciata.  Sappada é stato un luogo di duro lavoro, di quel lavoro necessario che serve a forgiare un gruppo, a mettere benzina nelle gambe per tutto il campionato, a trasmettere l’abitudine al sacrificio, allo sforzo, perché nulla ti sarà regalato.

Dopo anni di abitudini, c'è una mentalità da cambiare, giocatori ai quali insegnare un gioco diverso, con una difesa alta da tenere per tutta la partita e la squadra in costante pressing per conquistare la palla una volta persa, il prima possibile ed il più avanti possibile.

Ieri dalla tribuna del Mapei Stadium, con la visuale globale del terreno di gioco, ho fissato spesso lo sguardo sulla difesa alta del Cagliari, dopo trent'anni di partite del  Maestro non mi sono ancora abituato, la vedevo disinvolta, come se l'applicassero da sempre, come se avessero giocato sempre cosi. Sicuri, precisi, attenti.

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