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ZEMAN è POESIA!

27.04.2013 ZEMANlandia433

ZEMAN è POESIA!

di Stella Corigliano

Dopo l’esonero di Zeman ho assistito sorniona alla fuga dal carro dei poveri di spirito, pronti ad aprire la sassaiola contro il carro su cui - tronfi e impettiti - si erano autoinvestiti dei fregi della zemanianità quando a suon di vittorie era fin troppo facile stare sul carro...

Ed è questo il momento in cui io “canto” la poesia del calcio zemaniano....

I tifosi italiani sono SCHIAVI del risultato...

ZEMAN non è per tutti... è solo per palati fini....  ZEMAN è per GLI ESTETI....

Per coloro che quando ZEMAN indica la LUNA sanno guardare la LUNA e non il dito....

La luna sono le prestazioni... il dito sono i risultati.

La luna sono i giovani lanciati da Zeman..... ma la luna è anche il calcio propositivo e spumeggiante che solo  Zeman sa offrire..... “tutto il resto è noia” (cit. F. Califano).

 IL FOGLIO E IL PUNTO NERO. Un maestro indù mostrò un giorno ai suoi discepoli un foglio di carta con un punto nero nel mezzo. «Che cosa vedete?», chiese. «Un punto nero!» risposero. «Avete visto solo il punto nero. Ma nessuno di voi è stato capace di vedere il grande spazio bianco!», replicò il maestro.

Pirandello in "Il piacere dell'onestà" fa dire al protagonista «È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini si dev'essere sempre».

Il risultato spicciolo, il trofeo vinto, rappresentano il bagliore momentaneo dell'atto di eroismo che attira tutta l'attenzione, facendo dimenticare che è ben più mirabile il filo di luce continuo che percorre tutte le giornate di un MAESTRO che insegna calcio e vita ai suoi allievi.

E' quell'eroismo quotidiano che non finisce nei palmares, ma che consegna il MAESTRO alla STORIA.

ZEMAN è POESIA e per questo è e sarà sempre un vincente......

Ma l'importante è essere capaci di interpretare il termine vincente...

Quando si dice che Zeman è vincente non ci si riferisce al mero risultato, ma alla mentalità con cui attraverso la cultura del lavoro si costruisce una prestazione vincente, fatta di superiorità nel gioco sull'avversario, attraverso il concetto di collettivo e sempre nel rispetto dell'etica sportiva.... La poesia di ZEMAN è dichiarare "La mia più grande soddisfazione è uscire tra gli applausi quando perdo" ed è ancora più poesia quando dice “non mi piace andare a rubare punti”.

Perchè Zeman sa guardare oltre... e noi con lui.

E saper guardare oltre significa essere capaci di trasmettere un concetto semplice ma di una profondità unica:  "il risultato è casuale, la prestazione no".

E' questo uno dei capisaldi della sua filosofia... Ma la filosofia (amore per la sapienza), come il calcio di Zeman (amore per l'estetica), è una disciplina che spesso sfugge a chi di un intero campo di calcio sa guardare solo la porta... a chi in 90 minuti di partita sa guardare solo l'attimo in cui il pallone finisce in rete.... senza saper vedere come e perché finisce o meno in rete.... senza capire come e perché una squadra crea ogni domenica più di venti azioni da gol... indipendentemente dal risultato...

Chi invece sa cogliere tutto ciò si gode Zeman e il suo calcio con positività di pensiero...  con spirito libero dal condizionamento del risultato.

Si gode la POESIA di ZEMAN sempre... comunque vada.

ZEMAN è POESIA... lo è sempre stato!

Lo è stato a Licata e Foggia, lo è stato a Roma (Lazio e Roma), lo è stato a Lecce.....

Poi il Sistema gli ha rubato il foglio e la penna, per impedirgli di fare POESIA... lo ha fatto a partire dall'estate del 1998, a Roma, poi a Napoli, in parte a Salerno, del tutto ad Avellino....Hanno provato a rubargli carta e penna il primo anno a Lecce ma non ci sono riusciti..... Ci sono riusciti la seconda volta.... mentre Zeman scriveva la sua ennesima poesia, seduto sotto l'Albero di Natale...  In ultimo a Roma con mezzucci di basso profilo da personaggi di basso profilo e per ragioni di basso profilo….

Sì... gli hanno rubato il foglio e la penna per impedirgli di fare poesia....

Ma la POESIA non sono MAI riusciti a rubargliela.... perchè la POESIA è nella sua anima...

Noi abbiamo saputo intravedere la POESIA che è dentro di lui anche quando non aveva foglio e penna per esternarla....

Tutte le volte che ha riavuto foglio e penna, Zeman è tornato a scrivere la sua POESIA........

Una poesia incompiuta (non per colpa sua) l'ha riscritta a FOGGIA....la POESIA, l'opera epica l'ha scritta a PESCARA.... e quel foglio se lo sono passato di mano in mano (sventolandolo come un personale vessillo) tutti quelli che la poesia sanno leggerla solo quando la vedono scritta....

Zeman a ROMA stava riscrivendo un poema d'amore..... il più grande che aveva in mente.......

Chi è stato capace di coglierlo perchè ha saputo leggerlo negli occhi di Zeman continua a sventolare il foglio anche dopo il suo esonero.

Chi sa leggere la POESIA di ZEMAN tocca il cielo con un dito a prescindere dal risultato.

E  il CIELO CON UN DITO possono toccarlo solo coloro che ci hanno sempre creduto e che ci credono sempre senza il minimo cedimento....

Perché come scrive Giuseppe Brindisi  “chi tifa Zeman non perde mai”...!

E la poesia non perde mai!