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AD UN PASSO DA UN SOGNO

02.03.2016 ZEMANlandia433

Ad un passo da un sogno

di Enzo Follieri

Dove eravamo rimasti? Era il 13 dicembre, il Cornaredo fremeva per la possibilità di vedere il Lugano in finale. Mancavano tre passi da un sogno.  Il Koniz, sulla carta non faceva paura, poi il campo ha scritto un altro copione. Le partite, specie quelle di coppa si vincono sul campo. Tutto ciò che è scritto sulla carta, in realtà è scritto sul ghiaccio. Sulla carta non vince nessuno e le vittorie scritte sul ghiaccio si sciolgono presto. Il Lugano deve arrivare ai supplementari per accedere alla meritata semifinale. Uno, due gol e la pratica Koniz é chiusa. Nel frattempo il Sion ha ragione del Basilea, il Cornaredo ed il suo Lugano sono a due passi da un sogno. Si va a Lucerna, una squadra già messa sotto due volte in campionato, ma che esce indenne sia a Lugano vincendo immeritatamente, con i bianconeri che si divorano 8 gol di cui 5 con l'uomo solo, davanti alla porta e a Lucerna in una gara rocambolesca terminata con un pareggio per 2-2 nel finale con un gran tiro di Culina dopo essere passati in vantaggio nel primo tempo.

Siamo in semifinale dunque e questa volta serve solo la vittoria. Palla al centro e Donis segna su un affondo personale.

Siamo solo nei primi minuti e i bianconeri  fanno la partita, segnano, colpiscono un palo, attaccano e per il primo quarto d’ora la partita sembra in discesa per il Lugano, ma poi qualcuno gli dice che Babbo Natale in quel di Lugano lavora tutto l'anno e così Valentini allo scadere del primo tempo attenta alle nostre coronarie regalando la palla agli avversari che increduli crossano al centro e trovano un rigore per fallo di mano involontario di Diurjc.

Nella ripresa il Lugano segna ancora, sempre con Donis su respinta corta del portiere avversario e ancora Donis solo davanti al portiere sbaglia la palla del clamoroso 1-3, tirandogliela addosso.

Da lì inizia una sofferenza infinita, Zeman legge la difficoltà della squadra, accentuata dall’espulsione di Dijuric per doppio giallo. Lo Zeman che i luoghi comuni dipingono come integralista fino alle estreme conseguenze, corre in “soccorso” dei suoi ragazzi e dopo aver inserito il prezioso Datkovic per rimediare all’espulsione, gioca una carta che si rivela fondamentale, il giovane terzino offensivo Alioski al posto dell’attaccante Donis… Un terzino in attacco con compiti difensivi e offensivi! E’ lui che procura il rigore che Sabbatini, con l'ennesimo regalo, “riesce” a mandare sulla traversa con un pretenzioso cucchiaio alla Totti. Il rigore fallito e la paura di doverlo pagare caro fa salire la tensione emotiva in campo, Zeman se ne rende conto e manda in campo Pusic per Sabbatini, appena reduce dal rigore sbagliato. Non un’azione punitiva, ma una sorta di precauzione per preservare la squadra dal rischio che Sabbatini accusasse il colpo e perdesse lucidità in campo e l’esigenza di aggiungere fisicità a centrocampo.  

Quattro interminabili minuti di recupero, il fiato sospeso, poi finalmente il triplice fischio finale ci dice che il Lugano disputerà la finale di Coppa Svizzera.

Dopo 23 anni Mister Zeman ed il suo staff Cangelosi e Ferola regalano ai bianconeri una pagina storica. 

Ancora una volta la storia cammina al fianco del Boemo, siamo ad un passo da un sogno. Un grande sogno.