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Zemanlandia e il piacere di averla aspettata!

20.10.2015 ZEMANlandia433

Zemanlandia e il piacere di averla aspettata!

di Stella Corigliano

Il Lugano brilla sul piano del gioco per un’ora a Basilea e, nonostante la sconfitta, Renzetti chiede 3 punti nelle successive due partite, a Lucerna e in casa col San Gallo. E allora? Eccone serviti 4 sul piatto d’argento dalla squadra di Zeman, capace di segnare 5 gol in 2 partite, e pensare che ne aveva segnati 7 nelle precedenti 10 partite! E pensare anche che il pareggio a Lucerna sta pure stretto per come è maturato! Dopo un periodo di smarrimento durato tre partite, in cui i soloni del calcio parlato già recitavano il de profundis, il Lugano ha ritrovato la via del gol, ma soprattutto la via del gioco nelle ultime tre partite.

Mi viene in mente il discorso di Al Pacino alla sua squadra in “Ogni maledetta domenica” . Nell’immediata vigilia della partita col Lucerna Zeman "arringa" a modo suo la sua squadra dai microfoni di RSI durante la trasmissione “Ogni maledetto sabato”.  Quello che a molti appare come un atto d’accusa del Mister, in realtà si rivela come uno scossone positivo capace di sortire l’effetto del famoso “sparita Zemanlandia.. e mo’ ce la faccio vedere di nuovo” di Pescara che portò alle 7 vittorie consecutive che fruttarono la promozione in A col primo posto in classifica.

In quella trasmissione Zeman parla di squadra piatta e appagata dalla promozione in Super League, tanto da non reagire all’ultimo posto in classifica, vorrebbe giocatori che in campo si parlano e si aiutano, anche rimproverandosi a vicenda quando sbagliano ma secondo Zeman è un gruppo compatto e nessuno si sente di rimproverare il compagno quando sbaglia, dice che vorrebbe poter “litigare” con i suoi giocatori pur di avere una reazione. In molti si aspettano la spaccatura tra Zeman e i suoi giocatori.

Invece la squadra reagisce e si compatta attorno al suo allenatore, superando il blocco mentale che l’aveva portata a tre prestazioni deludenti e col Lucerna sfodera una prestazione più che positiva, arrembante, coraggiosa, passa in vantaggio, poi brucia tutto con un quarto d’ora di blackout, salvo poi reagire sul finale agguantando un pareggio che rimedia al rischio dell’ennesima beffa di una partita da vincere e che stava sfuggendo di mano per i soliti errori individuali. La prima parte della partita e la reazione finale testimoniano che il Lugano è vivo, capace di giocare, di superare i propri limiti, di ritrovare la via del gol… Lo aveva detto Zeman “"Se gli attaccanti in area di rigore sono 3, possono collaborare, mentre se ce n'è solo uno, è dura". Il Lugano a Lucerna e domenica scorsa in casa col San Gallo ha imparato a muoversi in avanti arrivando con più giocatori in area di rigore… e, al netto dei soliti errori sotto porta, che ci stanno nel Lugano tanto quanto nelle partite delle big della serie A italiana, i risultati si vedono.

Il Lugano ha trovato equilibrio, stabilità e consapevolezza nei propri mezzi. Col San Gallo si sono visti i ragazzi imprecare per gli errori, aiutarsi, chiamarsi, reagire con grinta, caparbietà. Giocare con prepotenza e convinzione. Cercare di costruire le trame del gioco zemaniano a volte riuscendoci, a volte no, ma comunque provandoci sempre e con costanza... ed è questo quello che più conta.

Stilando la classifica delle ultime 4 partite di Super League il Lugano è quinto con 5 punti. Nella classifica generale delle partite in casa è settimo.

Il Lugano ha trovato i gol di Culina, tre nelle ultime tre partite. E’ tornato a giocare ma ha anche imparato a segnare (5 gol nelle ultime 2 partite, 6 col gol di Culina a Basilea). Lo stesso Zeman, dichiarandosi soddisfatto per la prestazione e per la capacità realizzativa, ha sottolineato quanto sia stato appagante vedere i frutti del lavoro che si è svolto in modo intensificato proprio sulle azioni d’attacco. Il Lugano ha trovato il gol di un difensore (Datkovic) con un prepotente tuffo di testa su calcio d’angolo. Ha trovato il gol di Bottani (su punizione, tiraccio sulla barriera con deviazione in porta) ma ciò che più fa piacere, ha trovato la serenità per scherzarci su, durante la partita e anche dopo. Durante la partita, subito dopo il gol, si è visto Zeman dire ridendo “non vale, non vale così”… chissà quali congetture saranno passate per la mente degli "inquisitori" nell’interpretazione di questo labiale carpito dai più… ma poi il dopo partita ha offerto la risposta nel secondo atto del simpatico siparietto.

C’è una scommessa tra Zeman e Bottani… Zeman pagherà un pegno se Bottani segnerà 15 gol…. Per Bottani, a quota 3 reti, quel gol è valido ai fini della scommessa… Zeman, per districarsi dal rischio del pegno, afferma simpaticamente che è deviato dalla barriera e non vale… Poche storie Mister! Il gol è stato attribuito a Bottani e quindi vale… Altri 12 gol… e il Mister dovrà pagare pegno!! Ce lo auguriamo noi… ma in fondo il primo ad augurarselo è proprio Zeman… mentre si gode il suo Lugano che sta imparando a vincere i proprio limiti tecnici con l’organizzazione del gioco, come lui chiede…  mentre vede i suoi ragazzi imparare ad entrare in area con tre giocatori, come lui chiede.

E’ questo il Lugano che Zeman voleva: “I ragazzi non si sono risparmiati. – afferma Zeman orgoglioso a fine partita - A questa squadra è sempre stata riconosciuta la voglia di giocare e competere. La squadra ha sempre mostrato carattere”.
Questa dichiarazione di Zeman ci insegna che si possono fare le pulci ai campioni, ai top player, dai quali è lecito aspettarsi che non commettano errori (eppure sbagliano anche loro!), non ad una squadra di ragazzi appena validi per la categoria e che Zeman sta riuscendo a far andare ben oltre i propri limiti, pur auspicando che migliorino.

E’ un Lugano che segue ZEMAN… e che sta imparando a giocare e a segnare… E’ un Lugano che diverte, come mai prima dell’arrivo di Zeman, e che strappa applausi ai suoi tifosi.

A Lugano si sta compiendo l’ennesimo miracolo zemaniano. Per la gioia di chi ci ha sempre creduto anche nei momenti più difficili… Per la gioia, cioè, di chi ha saputo attendere… Perché una squadra zemaniana bisogna saper vederla in divenire… è stato sempre così quando i giocatori hanno seguito Zeman, dai tempi di Foggia fino a quelli di Pescara, ed è così anche per il Lugano!

“Beati coloro che coltivano la voluttà dell'attesa” (Jean Josipovici) perché “l'attesa del piacere è essa stessa il piacere” (Gotthold Ephraim Lessing).