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L’imponderabile magia di Zemanlandia

15.08.2015 ZEMANlandia433

L’imponderabile magia di Zemanlandia

di Stella Corigliano

Lo Young Boys non ha vinto di goleada, anzi ha perso. Il calcio non é una scienza esatta, specie se c'é di mezzo Zemanlandia. Il Lugano é una squadra assemblata dopo la promozione dalla B ,con giocatori primavera. Non ha grandi nomi e a detta di molti dovrebbe essere la vittima designata per la retrocessione. Palla al centro nella prima partita a San Gallo ed il Lugano dimostra di che pasta é fatto, prova a mettere in pratica gli insegnamenti del Maestro e per due, tre, quattro volte grazia il San Gallo, poi perde. Stessa cosa con il Thun: va in vantaggio, sfiora ripetutamente la seconda marcatura, poi viene fuori tutta l'inesperienza dei ragazzi di Zeman. Ma al terzo tentativo il Lugano batte il Vaduz lasciandogli l'ultima posizione in classifica. Poi contro il Grasshopper imbarca sei reti nonostante abbia collezionato 15 tiri di cui sei nello specchio della porta del Grasshoper, ma come ha sottolineato Zeman il Grasshopper con i suoi sei tiri ha segnato sei volte, il Lugano no.

I gufi, quelli Italiani, cominciavano a parlare di esonero, i Moggiani erano già con la bava alla bocca, il Maestro per loro, ormai , sarebbe andato incontro solo a goleade e disfatte.

Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport, pur avendo la settimana scorsa evidenziato il passivo di 6-1 maturato contro il Grasshopper, con atteggiamento equo e professionale, questa settimana hanno sottolineato l’entità dell’impresa del Lugano a Berna contro la terza in classifica.

Di contro, un commentatore Sky abruzzese, invece di preoccuparsi del nuovo Mourinho di Pescara… sul suo profilo facebook ha aperto la discussione sul 6-1 di Zeman a Zurigo… strano che non abbia aperto la discussione per la vittoria col Vaduz. Era una diretta concorrente alla salvezza e non faceva notizia? Se fosse questa la motivazione sarebbe potuta anche passare come giustificazione. Ma solo se coerentemente avesse aperto la discussione dopo la vittoria epica di Zeman in casa dello Young Boys , terzo in classifica, secondo l’anno scorso e quest’anno impegnato nella champions league. Non lo ha fatto.. ma è stato invitato a farlo… o quanto meno glielo si è fatto gentilmente notare!

Il Lugano si è presa una bella scoppola col Grasshopper (che ha un valore di mercato di 16,5 milioni, contro i 6 milioni del Lugano), nel calcio capita… è successo alla Roma in casa col Bayern (1-7), è successo al Sassuolo con l’Inter (7-0) e se ne potrebbero ricordare un’infinità di risultati tennistici. Anche quelli inflitti dal Pescara di Zeman… lo 0-6 a Padova e il 6-0 col Vicenza… per esempio!

I matematici del risultato, gli statistici dei valori di mercato delle squadre, guardando il calendario fino alla partita della sesta giornata contro il Basilea avevano già sentenziato che il Lugano non sarebbe andato oltre i tre punti col Vaduz e forse anche su quelli nutrivano dubbi.  Il Lugano di punti ne ha 6 ed è quinto in classifica a pari punti proprio con lo Young Boys.

I matematici del risultato, gli statistici dei valori di mercato delle squadre, avevano già sentenziato che un Lugano che ha speso appena 6 milioni non può competere contro squadre che hanno speso di più.

E invece il Lugano compete, e per qualità della prestazione (perché è alla prestazione che si deve guardare per capire fin dove una squadra costruita per fare un calcio propositivo può arrivare, specie se è una squadra di Zeman), avrebbe meritato di vincere contro il Thun che ha speso 11,2 milioni e contro il San Gallo che ne ha spesi 13,3, ha vinto col Vaduz che ha speso 10,2 milioni ed ha vinto addirittura in trasferta contro lo Young Boys che ne ha spesi ben 38,3.

E allora c’è qualcosa che sfugge alle logiche del calcio “parlato” o “blaterato” a tavolino…  quel qualcosa che sfugge si chiama ZEMANLANDIA… ed è quell’imponderabile a cui Zeman ci ha abituati, quell’imponderabile che è stato il Foggia di Zeman. E ci infonde fiducia in tal senso la risposta di Zeman alla domanda: “a quale delle sue precedenti squadre assomiglia il suo Lugano?”. “Secondo me assomiglia più al Foggia del secondo anno” risponde Zeman.. e aggiunge “arrivammo in Serie A e cambiammo molti giocatori ingaggiando ragazzi che non avevano esperienza. Eppure risposero bene e arrivammo a giocarci l’accesso alle coppe Europee”. Stanno rispondendo bene anche i ragazzi del Lugano e Zeman non perde occasione per sottolinearne l’impegno.

Col Lugano Zeman non punta alle coppe europee, sa bene che deve giocarsi la salvezza, sa bene di che parco giocatori dispone e ridimensiona i “sognatori” precisando “se arriviamo noni è positivo”.  Zeman ha accettato questa sfida, fa lavorare i suoi ragazzi per farli crescere, per farli migliorare, per insegnare loro ad osare di più perché la salvezza nella filosofia zemaniana si conquista affrontando gli avversari alla pari, puntando sulla forza del collettivo e questi ragazzi già dalle prime giornate hanno dimostrato di ragionare da squadra, da gruppo. Di buono c’è che lo seguono, che non soffrono di gastroenteriti, che non si lamentano delle doppie sedute, che in campo si sforzano di mettere in pratica quanto  provato in allenamento,senza obiettare, senza discutere.

Lo Young Boys ha sofferto il Lugano in lungo ed in largo per 90 minuti, ha perso e non é riuscito a battere la difesa di Zemanlandia. Difesa in cui dei modesti giocatori hanno già imparato tutto quello che Rossettini l'anno scorso non é riuscito a capire in un intero campionato. La squadra del Lugano si impegna, segue le direttive di Zeman, verticalizza, corre, ora segna anche. Verranno altre sconfitte ma verranno anche altre vittorie. E non c’è da recitare il de profundis per le prime né gli osanna per le seconde.

Godiamoci serenamente quest’esperienza svizzera, non siamo in Italia dove ogni partita è presentata come una guerra, a Lugano il calcio è un gioco. A Lugano si stanno divertendo a vedere una squadra di giovani impegnarsi a fare vedere un bel calcio.

La mano del Maestro si vede. E’ ancora una volta una missione impossibile, ma siamo sicuri che la nave la porterà in porto.
E’ l’imponderabile magia di Zemanlandia
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