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ZEMAN A LUGANO PER UNA NUOVA PAGINA DI CALCIO

14.06.2015 ZEMANlandia433

ZEMAN A LUGANO PER UNA NUOVA PAGINA DI CALCIO

di Enzo Follieri

 Zdenek Zeman é il nuovo allenatore del Lugano, appena promosso nella serie A svizzera.

Via da quest'Italia pallonara corrotta, in mano alle scommesse clandestine gestite dalla criminalità organizzata, sin dai campionati minori fino alla serie A. Pagano in pochi, in serie A nessuno, salvo qualche mese ai box ed il gioco è fatto, per riprendere alla prossime partite da buttare in pasto ai burattinai delle scommesse. Via dall'Italia dei Lotito, che non voleva il Carpi ed il Frosinone in A, ed ora é indagato. Via dall'Italia delle pay tv, degli squallidi commentatori a gettone, dei giornalisti a contratto, degli opinionisti imboccati, tutti sempre schierati dalla parte del piú forte, il Padrone di ieri e il Padrone di oggi…. Farebbe anche rima!

Giornalistucoli lecchini, soubrettes, nani e ballerine. Il circo dell'orrore, dei Presidenti e dei DS radiati, ma che - grazie agli artifizi del sistema giuridico - continuano a dare lezioni di moralità. Via da quei giocatori gastroenteropatici che chiudono le discoteche e non vogliono allenarsi.

Via da un mondo maleodorante, che lo ha sempre avversato come è emerso dagli atti di calciopoli, quando gli si mandavano arbitri killer per farlo perdere, quando si minacciavano i Presidenti come quello del Bologna per non ingaggiarlo o come quello dell'Avellino punito con una retrocessione scientifica per essersi opposto all’ordine di stampo mafioso di esonerarlo. Via da quell'Italia che in cambio di una curva, la curva SKY, ne ottiene il licenziamento all’antivigilia di Natale. Via da quell'Italia che non gli perdona mai niente, che dimentica che nessuno degli allenatori emergenti ha mai fatto bene come lui dal Licata al Foggia dei miracoli fino ai piazzamenti onorevoli di Lazio e Roma, quando era l'allenatore piú pagato e più desiderato, prima che parlasse delle farmacie. Via da quel sistema mediatico che omette ad arte che, numeri alla mano, Zeman ha fatto meglio dei Mazzarri di turno e dei vari catenacciari osannati da una stampa eterodiretta. Via dall'Italia che non sa che Lippi prima di andare alla Juve degli anni del doping collezionava retrocessioni e magri piazzamenti nelle serie inferiori. Via dall’Italia dove vincono solo Juve, Milan o Inter e che quando concede uno scudetto alle squadre della capitale le obbliga a investimenti esorbitanti che le portano al fallimento.

Via dall’Italia di un calcio malato, schiavo del risultato a tutti i costi, che non riesce a produrre uno straccio di gioco accettabile e lontano anni luce da quello espresso in Inghilterra, Germania e Spagna. Via da questa cultura pallonara che costruisce mostri e permette a commentatori con un passato poco edificante di sciorinare tesi, accuse e quant'altro contro ogni buon gusto e buon senso. Via da un’Italietta persa nelle gambe della ballerina di turno e dei commenti di una sottospecie di disadattati mentali, legati al carro dei piú forti e dei corrotti.

Lontano dai burattini, dai mangiafuoco e dai pinocchi del calcio, quelli per i quali una stretta di mano non conta quanto conta per un galantuomo. Lontano da quei “sedicenti zemaniani” amici di Moggi che in queste ore lo stanno attaccando con veemenza, così come lo hanno sempre osteggiato ogni volta che Zeman ha operato scelte che andassero contro le basse aspirazioni del loro microcosmo.

Tutta  questa specie sub-umana, non mancherà di far arrivare i propri strali contro il Maestro anche oltre frontiera, ma l'aria di Lugano é decisamente piú pulita, da quelle parti il calcio viene dopo l'hockey su ghiaggio e non c'é quella pressione spasmodica che pone l'Italia sullo stesso piano dei campionati sud-Americani, dove per il calcio si uccide.

Certamente dopo le recenti indagini sulla FIFA, lavorare in una nazione dove il calcio non é il primo sport, aiuta a disintossicarsi. Un campo verde e dei ragazzi che corrono dietro ad un pallone, per un po’ il Maestro uscirà dall'industria e troverà dei ragazzi che hanno voglia di seguirlo.

Anche a Lugano ZEMAN farà ancora del bene al calcio. E noi siamo e saremo sempre dalla sua parte.

Buena suerte Maestro!