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RIPARTE LA GIOSTRA DI ZEMANLANDIA… CHI NON CI CREDE è PREGATO DI SCENDERE!

09.03.2015 ZEMANlandia433

RIPARTE LA GIOSTRA DI ZEMANLANDIA… CHI NON CI CREDE è PREGATO DI SCENDERE!

di Stella Corigliano

Zdenek Zeman torna alla guida del Cagliari. E’ la prima volta che Zeman viene richiamato in stagione dopo un esonero. Ma non è questo che ci interessa, se non per un dato puramente statistico.

Il 25 dicembre 2014 Gaetano Tolomeo, un giornalista milanese (NON UNO ZEMANIANO che potrebbe essere accusato di faziosità) su Milanopost scriveva “Cervellotica decisione del Presidente del Cagliari Giulini, esonerare  Zeman è una pazzia.  Non capisco cosa pretendesse da Zeman:  vittoria a Milano con l'Inter, pareggio a Napoli, vittoria 4-0 a Empoli.. forse doveva vincere con Juventus e Milan? Pazzesco, una squadra come il Cagliari, se per caso Giulini non se ne fosse reso conto, deve lottare tutto il campionato per salvarsi e se la salvezza dovesse arrivare festa grande in Sardegna si dovrà fare. Chi prende Zeman deve sapere che le sue squadre stupiscono e giocano sempre a viso aperto, possono vincere con tutti e perdere con tutti, i risultati si vedono alla lunga. Vediamo quale mago sarà scelto per salvare sto squadrone che per colpa di Zeman non si è qualificato in Champions League. Programmazione, idee, pazienza, questo ci vuole nel calcio, altrimenti si scompare, soprattutto oggi che i soldi sono pochi e i migliori vanno all'estero. Arrivederci a presto Zeman, il calcio ha bisogno di te”.

Oggi  forse Tolomeo scriverebbe “bentornato ZEMAN, il calcio ha bisogno di te. Il Cagliari ha bisogno di te. Giulini ha bisogno di te…”  
Chissà se a Giulini sono tornate in mente le parole dell’articolo di Tolomeo e soprattutto se ne ha capito il senso…  dopo quella decisione avventata del 23 dicembre maturata, a suo dire, al termine della sconfitta interna con la Fiorentina. Anche se, durante la presentazione di Zola, Giulini non ha voluto dire perché ha esonerato Zeman…. Né mai lo ha spiegato in seguito. E questo fortifica il sospetto di una crescente insofferenza del giovane presidente milanese verso la personalità forte e poco malleabile del tecnico boemo. Nel tempo, in vario modo, sono emersi i tentativi di Giulini di interferire in questioni tecniche, cosa che Zeman mal digerisce e che certamente non ha sopportato. Probabilmente la partita con la Fiorentina ha sancito la rottura del rapporto tra Giulini e Zeman….  Giulini ha delegittimato Zeman…. gli scontenti della squadra, quelli che giocavano meno, ma soprattutto quelli “allergici” alle doppie sedute, alle ripetute e ai gradoni ne hanno approfittato…  oscurando con prestazioni negative nelle ultime partite gli sprazzi di Zemanlandia che pure si erano visti fino alla partita con la Fiorentina compresa.

Un presidente che si rispetti richiama la squadra al suo dovere, antepone a tutto gli interessi del club che dirige e non si lascia andare ad egoistiche rivendicazioni di potere…. attraverso un esonero che ha tutti connotati di un autentico “colpo di testa”   tanto più che è stato deciso “autocraticamente” contro il parere di Marroccu e di buona parte del CdA del Cagliari…. e, pare, di parte della rosa.

Non analizzeremo in questo contesto il percorso del Cagliari di Zola, non ci va di sparare sulla croce rossa…. ma va detto che il Cagliari di Zola  ha preso più gol del Cagliari di Zeman, ne ha segnati di meno  e del bel gioco del boemo si sono perse le tracce.

Non sono bastate le sportellate, tanto care al presidente Giulini, di un Longo “miracolosamente” diventato il terminale offensivo del Cagliari di Zola, spesso a scapito di un Sau relegato in panchina o messo in campo inspiegabilmente lontano dalla porta… non è bastato l’”ottimo calcio” che solo il presidente Giulini è riuscito a vedere nel Cagliari di Zola… mentre da più parti i tifosi cagliaritani manifestavano la noia per il nuovo corso del pur amato Zola e il rimpianto per il calcio del boemo.

Eppure c’era chi aveva ritrovato l’autostima (Dessena), chi avvertiva una maggiore serenità per una migliore copertura difensiva (Rossettini), chi parlava di equilibrio (Ekdal), chi sbandierava  freschezza e allegria (Avelar). L’abolizione delle doppie sedute e del ritiro pre-partita aveva fatto felici i refrattari agli allenamenti definiti “duri” di Zeman.  Conti e Cossu non hanno partecipato, almeno ufficialmente, alla “sagra” delle rivendicazioni antizemaniane….  benché da più parti, nel parlare di senatori contro Zeman, il capitano e il vice capitano siano stati tirati in ballo, probabilmente a sproposito almeno fino a prova contraria. E a questo proposito fa riflettere il fatto che, in assenza di Conti, Cossu sia stato “spodestato” da Dessena nel ruolo di vicecapitano….
Come se l’esonero di Zeman avesse stabilito nuove gerarchie nello spogliatoio… e lascia perplessi una dichiarazione di Dessena sviscerata al termine del mercato di gennaio “i nuovi sono ben accetti a condizione che si adeguino alle regole dello spogliatoio”… Ma chi le stabilisce le regole?? Dessena???

Il ritorno di Zeman era nell’aria… se n’era già parlato la settimana scorsa, poi… Dessena e Rossettini (sempre loro!!!!) si erano apertamente schierati con Zola… e lo spauracchio del ritorno di Zeman era stato temporaneamente scongiurato... fino all’ennesima prestazione amorfa, scialba e perdente contro la Sampdoria, che non ha potuto impedire l’esonero di Zola.

Due giorni e due notti di discussioni tra i vertici di viale La Playa, con i nomi più disparati per la sostituzione di Zola e alla fine la decisione di richiamare ZEMAN.

La Gazzetta dello Sport, a nostro avviso ben informata,  l’8 marzo scriveva: “Il presidente Giulini non lo ammetterà mai, ma i risultati dimostrano che la rinuncia a Zeman a stagione in corso si è rivelata una mossa avventata oltreché impopolare, visto che la piazza era per la sua conferma e oggi preme per il suo ritorno. Non stava andando bene il Cagliari di Zeman, ma aveva una ipotesi di gioco ed era costruito sulle indicazioni del tecnico. Ad oggi il bilancio di Zola rispetto a quello del tecnico boemo recita meno punti, meno gol fatti, più gol subiti. E una squadra che nonostante l'impegno non dà mai l'idea di poter far sua la partita perché in attacco crea troppo poco. Eppure le possibilità di un ritorno del boemo, ancora sotto contratto, sono ridotte. Lo strappo tra Giulini e il tecnico è stato tale da rendere difficile un nuovo percorso insieme anche se solo fino a fine stagione. I tifosi e alcuni consiglieri del presidente però premono per la soluzione Zeman. Basteranno a convincere Giulini?”
Oggi, nell’annunciare il ritorno di Zeman, La Gazzetta dello Sport scrive "Gran tessitore per il ritorno del boemo è stato il ds Marroccu”.

Zeman ritorna quindi in una situazione paradossale.... Giulini è stato messo spalle al muro da chi già a dicembre era contrario all'esonero e che ora di fronte agli esiti nefasti delle scelte del presidente tuttologo... ha imposto a Giulini il nome di Zeman, presentandogli il conto delle sue scelte a dir poco sbagliate.... quindi Zeman riparte con l'appoggio della dirigenza con in testa Marroccu e probabilmente Filucchi... ma con un presidente che ha subìto la decisione di traverso..... quindi non una delle situazioni più idilliache.... Ci basterebbe che Giulini imparasse dai suoi errori, che non interferisse in questioni tecniche nelle quali, per altro, ha dimostrato di non avere minimamente competenza…. Visto che tutti quelli che lui definiva “suoi pallini” si sono rivelati fallimentari…. a incominciare dalla questione portieri (il no ad Anania, la farsa Almunia e i due giovani di belle speranze Cragno e Colombi) fino a stendere un velo pietoso sul “pallino” Montero da egli stesso ostentato come possibile alternativa a Zola, se Magic Box non avesse accettato la panchina.

Per quanto riguarda i giocatori scontenti usciti allo scoperto... da un lato verrebbe  da auspicare che vengano sbattuti in tribuna facendogli fare i gradoni a balzi….... dall'altro è opportuno chiedersi e soprattutto chiedere a loro se sono elementi su cui poter fare affidamento..... Ma se intendono partecipare alla salvezza del Cagliari devono abbassare la testa e la cresta e lavorare.

Perché la salvezza è difficile ma non impossibile, se tutti si rimboccano le maniche e sono disposti a seguire Zeman senza se e senza ma. Lasciando da parte ripicche ed interessi personali. Ma anteponendo a tutto quello che è, o dovrebbe essere, l'interesse comune: la salvezza del Cagliari.

Zeman ha lasciato il Cagliari terzultimo, ma c’erano davanti 22 partite. Lo ritrova sempre terzultimo, con distanze ridotte e con solo 12 partite da giocare.

L'impresa  è ardua e Zeman ha accettato la sfida…. E non lo ha certamente fatto per i mesi residui di contratto che lo legavano al Cagliari fino a giugno. Zeman ha accettato perché ci crede, perché ha sempre creduto in questa squadra. Ma deve avere la certezza di poter  godere di libertà assoluta nelle scelte... e in questo credo abbia chiesto ampie garanzie che dovranno essere categoricamente rispettate..... Zeman deve sapere chi sono i giocatori su cui poter contare, quelli che ci credono veramente, quelli che sono disposti a sudare e a correre... chi non ci crede, chi non ce la fa, per il bene del Cagliari, è pregato di farsi da parte e di non intralciare il percorso... che già non è semplice...

I tifosi cagliaritani ci credono, hanno dimostrato di capire di calcio, hanno fortemente auspicato il ritorno di Zeman ed al suo arrivo a Cagliari stasera, le uniche parole di Zeman sono state meritatamente per loro “sono tornato per voi”.

Chi nella dirigenza e nella rosa non ha creduto in Zeman non meritava il suo ritorno…. E sinceramente ci auguravamo che Zeman non accettasse di tornare a dover “combattere” con un presidente tuttologo, con qualche giocatore svogliato, con qualche scontento che pretende di giocare per grazia ricevuta, con chi pensa di poter imporre scelte perchè il contratto prevede un certo minutaggio di questo o quel giocatore. Queste logiche non appartengono al calcio di Zeman… e se qualcuno prima non lo aveva capito ora lo sa e deve lasciare Zeman libero di fare le sue scelte, per il bene del Cagliari, per le esigenze del gioco collettivo, per l’armonia necessaria in una squadra di Zeman.
Il Mister è stato esonerato il 23 dicembre, mentre stava lavorando sul richiamo della preparazione, interrotto a metà e ci auguriamo che questo (unitamente agli allenamenti ridotti e ad orari comodi della gestione Zola) non debba pesare sulla corsa finale verso la salvezza. A Zeman si chiede ora il miracolo di salvare il Cagliari…. Ma se l’impresa non dovesse riuscire, un’eventuale retrocessione non può minimamente essere addebitata al Mister, ma solo ed esclusivamente a Giulini, che è l’unico artefice dello scempio perpetrato con l’esonero del Mister e con le scelte suicide successive.

A luglio avevamo fortemente creduto nel progetto Giulini, ne siamo rimasti profondamente delusi . Siamo rimasti scottati dal pressappochismo manifestato con l’esonero e dal protagonismo esasperato e maniacale del giovane presidente milanese. Giulini, se non vuole ammettere le sue colpe, almeno si faccia da parte e lasci lavorare Zeman in pace.
Non crediamo più nel progetto, offeso e vilipeso…. Neanche ora che apparentemente è stato ripreso.

Ma crediamo in ZEMAN e nella sua idea di calcio, ci abbiamo sempre creduto e continueremo a crederci. Ed ora che ha deciso di tornare a Cagliari, accettiamo la sua decisione, perché sappiamo essere una scelta di cuore, e dove batte il suo cuore batte anche il nostro, pronti a sostenerlo come prima e più di prima, pronti ad emozionarci ancora per il ritorno di Zemanlandia.
Perché la giostra ritorni a girare e a divertirci.

Chi non ci crede scenda dalla giostra…. Perché non faremo sconti a nessuno!

Forza Maestro! Per sempre al tuo fianco!