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GIULINI-ZEMAN... Un progetto é per sempre

19.12.2014 ZEMANlandia433

GIULINI-ZEMAN...Un progetto é per sempre

di Enzo Follieri 

Il progetto Cagliari nasce un anno fa in ambienti milanesi vicini a Moratti e all'Inter. Dopo la vendita a Thohir c'è stato il rompete le righe, tranne  che da parte di Moratti che per ovvie ragioni resta vice presidente, in quanto ha dentro ancora tanti soldi. Infatti Thohir libera prima Moratti da una fidejussione di 90 milioni, ma non ha intenzione di liquidarlo, 120-150 milioni di quote sono troppi anche per lui.

Giulini in primis, già socio di minoranza dell'Inter, decide di puntare su un progetto ambizioso, acquistare il Cagliari e farne un volano di bel gioco, in un’ottica europea a cominciare dal progetto di uno stadio nuovo. 

Il Cagliari e la Sardegna rappresentano per Giulini, così come per Moratti, una seconda casa, avendo entrambi interessi economici in quelle terre, le loro aziende sono in Sardegna, il Cagliari é l'unica squadra di calcio che si identifica con tutta la regione, ma sarebbe opportuno chiamare la Sardegna “Stato”, per tradizione, cultura, storia. In una vera Nazione federalista la Sardegna sarebbe uno Stato federato. Per cui forte é l'identità di un popolo, cosi come lo é per l'Athletic Bilbao, con la variante che a Cagliari i giocatori non sono tutti sardi, ma una buona parte sì. 

Giulini prima dell'estate si reca a casa di Zeman, gli spiega il progetto, vuole LUI e solo lui alla guida tecnica di questo progetto, un progetto almeno triennale con possibilità di rinnovo. Va da sè che Zeman come sua abitudine firma solo per un anno, ma la stretta di mano fra due galantuomini vale più di un contratto firmato. Le trattative per rilevare il Cagliari da Cellino si fanno difficili e per portare a casa il “risultato” Giulini deve aumentare la posta. Tanta posta. Il calciomercato nasce all'insegna del contenimento dei costi e sulla linea giovane da affiancare al nucleo storico. Purtroppo due acquisti interessanti saltano all'ultimo momento, Mancosu punta prolifica del Trapani e Husbauer centrocampista col vizio del gol dello Sparta Praga. 

Con la vittoria di San Siro contro l'Inter il Cagliari si pone subito all'attenzione, ma vive di alti e bassi pur giocando bene. Sbaglia un rigore nel finale contro il Genoa dopo aver subito il pari per una sfortunata autorete, subisce il pareggio del Milan in casa con un cross sbagliato di Bonaventura mentre alla prima partita interna pur seppellendo l'Atalanta di tiri in porta perde la partita. Dolce resta anche il ricordo di Empoli e Napoli due partite inappuntabili per capacità realizzative e spettacolo. Poi qualcosa s'inceppa complice l'infortunio di Sau, la squadra ha un forte calo mentale, i punti persi contro Atalanta, Milan e Genoa, ora fanno sprofondare il Cagliari solo al terz'ultimo posto. Ma non ha senso guardare la classifica a dicembre, quando i presupposti del gioco sono buoni e sono già stati manifestati e se qualcosa manca si può correre ai ripari. Del resto Giulini stesso si è già detto pronto ad intervenire sul mercato, ribadendo che il mercato di gennaio lo faranno di concerto e fianco a fianco Marroccu e Zeman e l’insistenza su Husbauer (confermata sulla stampa ceca dallo stesso giocatore) porta inequivocabilmente in questa direzione perché non c’è ragione che ve ne siano altre, a fronte di un progetto così chiaro e così fortemente voluto. Anche la Juve ha avuto un calo e da tre partite non era piú la stessa, solo pareggi, capita, ma non avrebbe avuto bisogno di un Mazzoleni che ha arbitrato a senso unico, non ammonendo nessuno della Juve che aveva fra le sue fila quattro diffidati che potevano saltare la partita di supercoppa con il Napoli. 

Va da sè che i giocatori del Cagliari già impauriti di fronte ad un arbitraggio simile che non fischia quattro autentici falli da macellai contro Ibarbo, finiscono per subire psicologicamente anche il Sig. Mazzoleni che non manca mai nei momenti no della Juve. Ma ovviamente é solo un caso, Nicchi puó stare tranquillo, nessuno pensa alla malafede e fa bene a difendere i suoi arbitri. Dopo calciopoli nessuno ha più voglia di rivedere arbitri e designatori corrotti, per cui che il Sig. Mazzoleni venga indicato per questa partita, arbitro solitamente magnanimo con i bianconeri é solo un caso. Per la cronaca la Juve ha meritato abbondantemente la vittoria. Giusto per fugare ogni dubbio. 

Zeman ha optato per un 4-4-2 con licenza di attaccare, aveva in mente un  4-2-1-3 come egli stesso ha dichiarato, voleva cautelarsi dalle palle alte in difesa e innescare le ripartenze di Ibarbo per scardinare la difesa Juventina. Non é andata così. In oltre mille partite Zeman ha cambiato modulo appena 3-4 volte, non é il caso di tornarci su. 

Ritornando a Giulini, sappiamo che é un uomo serio ed un dirigente di lunghe vedute, così come lo é Moratti, che potrebbe consigliarlo, così come lo sono i dirigenti ex Inter ora in forza al Cagliari. Il Cagliari ha bisogno di serenità, di rilanciare il progetto e di acquistare quei giocatori che servono. Con i se e con i ma non si fa la storia, ma se la società avesse acquistato Husbauer e Mancosu, dopo aver perso Pinilla Nenè e Astori forse, e sottolineo forse, qualche punticino in più oggi l'avremmo. Non dimentichiamo che Zeman sta lanciando contemporaneamente Caio Rangel e Donsah, due diciottenni in un campionato di A e sta facendo di necessità virtù. Al Mister capitò nel primo anno di B a Foggia di finire ultimo con soli otto punti nel girone di andata, nel ritorno sbancò il campionato e sfiorò la serie A, conquistata puntualmente l'anno successivo. Anche lì la squadra giocava con la paura. E’ la paura oggi il nemico da battere ed un’iniezione di forze fresche è l’unica cosa di cui il Cagliari ha bisogno e non di un esonero come vorrebbero gli opinionisti d'avanspettacolo di SKY.

Il progetto è troppo perfetto per moncarlo della sua parte essenziale, Zeman con il suo calcio e la sua filosofia. D’altronde SOLO con ZEMAN Giulini può coltivare il sogno manifestato pubblicamente di portare il Cagliari in Europa per il centenario.

Giulini é uomo di parola, ha sposato un progetto e progetto sia.