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Non siamo ad un pranzo di gala

01.09.2014 ZEMANlandia433

Non siamo ad un pranzo di gala

di Enzo Follieri 

Balzano entra in area, prova il cross, nota che l'attacco non é posizionato, esita, capisce che deve saltare l'uomo, lo fa e serve un delizioso assist a Sau  e a quel punto il gol diventa una formalità.

È stata la reazione al gol di Zaza, che mette dentro al volo, di collo pieno su un perfetto traversone.

Questi gli episodi che hanno fissato il risultato sull'1-1.

La preparazione del Cagliari non é stata "un pranzo di gala", fra un villaggio Alpitur, un volo negli States ed una birra ghiacciata.  Sappada é stato un luogo di duro lavoro, di quel lavoro necessario che serve a forgiare un gruppo, a mettere benzina nelle gambe per tutto il campionato, a trasmettere l’abitudine al sacrificio, allo sforzo, perché nulla ti sarà regalato.

Dopo anni di abitudini, c'è una mentalità da cambiare, giocatori ai quali insegnare un gioco diverso, con una difesa alta da tenere per tutta la partita e la squadra in costante pressing per conquistare la palla una volta persa, il prima possibile ed il più avanti possibile.

Ieri dalla tribuna del Mapei Stadium, con la visuale globale del terreno di gioco, ho fissato spesso lo sguardo sulla difesa alta del Cagliari, dopo trent'anni di partite del  Maestro non mi sono ancora abituato, la vedevo disinvolta, come se l'applicassero da sempre, come se avessero giocato sempre cosi. Sicuri, precisi, attenti.

Ma le gambe, ad un occhio attento, appariva evidente che risentivano della pesante preparazione di Sappada, prima sul fondo poi sulla resistenza, almeno 180 chilometri nelle gambe, salite di gradoni a go-go, partitelle a perdifiato e schemi da mandare giù.

Ma nemmeno Asseminello é stato uno scherzo, la seconda parte della preparazione, le famose piramidi consistono in scatti sulla media distanza fra i 400 ed i 600 metri per complessivi 10 chilometri al giorno, fino a scendere a 8 nei chilometri complessivi accorciando gli scatti dai 400 fino ai 50 metri. Quella che volgarmente chiamiamo velocità altro non é che un carico pesantissimo su gambe che hanno da poco smesso il fondo e la resistenza. 

In altri sport si fa molta più fatica. Dunque non ci sono scorciatoie né chimiche né modaiole, col Mister la preparazione è una cosa seria e scientifica, finalizzata alla brillantezza nella velocità e all'abitudine allo sforzo prolungato, perché nel suo gioco bisogna correre per 90 minuti senza soluzione di continuità. 

Da Reggio ci si aspettava una squadra innanzitutto organizzata, perché la preparazione non é stata solo atletica, la preparazione ha infuso i dettami del calcio moderno. La squadra é apparsa organizzata, ben messa in campo, Conti ha guidato la truppa da par suo, pulito, essenziale, sempre presente e da buon Capitano va a prendersi un giallo per un fallo tattico, per sopperire ad uno svarione di  Farias. Bene le mezze ali. La difesa a parte qualche sbavatura ha retto inizialmente le folate in contropiede del Sassuolo, un Sassuolo posizionato dietro la linea della palla e pronto a ripartire, non ci ha provato nemmeno per un attimo a fare la partita, la partita l'ha fatta il  Cagliari. 

Quando la difesa é stata superata, si é superato Colombi parando una conclusione da distanza ravvicinata. Una parata capolavoro, così come quella di De Santis in Roma-Fiorentina e di Buffon in Chievo-Juventus. Normale in una partita di calcio che si rischi di subire una rete, capita a tutte le squadre, che non si vada a cercare il pelo nell'uovo per mettere sotto processo ora questo ora quello. Nel secondo tempo il Cagliari poteva chiudere la partita e Conti avventandosi di testa su un cross da calcio piazzato, ha incornato un pallone che il portiere avversario ha respinto con una grande parata, Longo nella sua breve apparizione ha fatto reparto da solo, essendo il più fresco del tridente d'attacco andando al tiro e tenendo in costante apprensione la retroguardia avversaria. Cossu ha avuto un paio di spunti interessanti. Nel complesso al tridente d'attacco forse sono mancati i tagli, per il resto nel rispetto dei tempi hanno svolto bene il compito. 

Non é il momento di parlare dei singoli, conta la prestazione e la condizione della squadra, non é pensabile pretendere sin d’ora la Zemanlandia finita e rifinita, quella dei 6-0 del Pescara e dei 4-2 della Roma. Zemanlandia è un percorso fatto di tappe, bisogna lavorare e apprendere, abituarsi ad imporre il proprio gioco con le grandi e con le piccole, giocare in casa e fuori con la stessa disinvoltura, restare alti per novanta minuti non è facile nemmeno per il  Barcellona che pratica la difesa alta da anni e anni.

Ieri sera nella città del tricolore al Mapei Stadium, è andato in onda la prima versione di Zemanlandia 2014-2015, la prima tappa, tabella di marcia, per quello che si é visto, rispettata. Fra quindici giorni la prima in casa, le gambe dovrebbero essere più brillanti e si attendono progressi. Il Cagliari l'anno scorso é arrivato sestultimo, non sono autorizzati voli pindarici, il cammino sarà difficile, nulla gli sarà regalato, “non sarà un pranzo di gala" ma lo spettacolo puro arriverà.

Un cambio radicale di mentalità richiede tempi e pazienza, l'importante é avere la capacità e la voglia di apprendere, di cementare il gruppo, perché ognuno aiuti l'altro, in quanto  Zemanlandia é uno spartito collettivo solitamente eseguito da un orchestra nel "golfo mistico che ribolle di tempesta e libertà".