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Otto fenicotteri rosa salutano Zemanlandia

24.08.2014 ZEMANlandia433

Otto fenicotteri rosa salutano Zemanlandia

di Enzo Follieri

Palla conquistata a centrocampo, Conti sfrutta la superiorità numerica e lancia Cossu sulla sinistra, quest'ultimo rientra col destro, si libera di uno, due giocatori in orizzontale e lascia partire un tiro, la palla colpisce la traversa interna vicino l'incrocio e ritorna in campo. Siamo già nel secondo tempo di Cagliari Catania, terzo turno di coppa Italia, la prima partita ufficiale nell'anno di Zemanlandia 2014-2015.

Sarebbe stato il terzo gol di una bella partita davanti a 12000 persone, molte delle quali ed io con loro, sono entrate a partita in corso e non hanno potuto vedere il primo gol di Sau imbeccato da Farias dopo una lunga sgroppata sulla corsia di destra. Fuori c'erano file allucinanti, con un'organizzazione pari allo zero, eppure sapevano che c'erano dodicimila persone ma si erano preparate come al solito come quando al massimo ne entravano cinquemila. La folla era composta e silenziosa, nonostante la tensione salisse. Quanto manca all'inizio della partita? 15 minuti, poi dieci, cinque, la gente cominciava allora a rumoreggiare e come d'incanto 8 fenicotteri rosa hanno sorvolato le nostre teste in parata. Iniziava la partita con il loro benvenuto a Zemanlandia come gli otto a centrocampo che partono lancia in resta verso questa nuova avventura.

 Siamo entrati, con me c'erano altri zemaniani venuti dal continente, l'entusiasmo si tagliava a fette. Il gioco ci sembrava fluido, i giocatori si cercavano, si vedeva l'impegno alto per rispettare le consegne del Maestro ed applicare il suo calcio. Sotto di noi come una saetta Pisano si sovrapponeva spesso, giocavano palla a terra. E all'improvviso pressing degli attaccanti Cagliaritani sulla difesa del Catania in uscita. Il difensore pressato si libera con affanno passando ad un compagno di reparto ma Crisetig con perfetta scelta di tempo si inserisce sulla traiettoria del passaggio e d'anticipo riconquista la palla lanciando all'istante l'accorrente Farias che in corsa di piatto destro mette a segno la seconda marcatura. Non erano le esercitazioni di Sappada, la lezione è stata applicata come da copione a regola d'arte. É passato appena un quarto d'ora, non tutta la gente era entrata nello stadio, molti increduli chiedevano chi avesse segnato ancor più increduli quando gli dicevano che non era il primo ma il secondo gol. Da queste parti non erano abituati.

Parlando con gli spettatori c'era qualche timore dopo le sconfitta con le squadre spagnole, timori subito rientrati dopo la scoppiettante partenza. Giorni or sono i nemici di sempre hanno provato a dipingere di nero la nuova avventura del Maestro, giudicando disastroso il precampionato e, naturalmente, si sono accodati pochi ma sempre in prima fila quando si tratta di sparare sul Maestro, alcuni sedicenti Zemaniani, che rimproveravano a Zeman di non aver chiesto a Giulini Giovinco e Quagliarella, gli stessi che due anni fa criticavano il Maestro perché faceva giocare Verratti e non Togni.
Roba da manicomio criminale. Purtroppo dobbiamo sopportarli, ogni tanto ci capita di leggere il loro delirio, la medicina nonostante i progressi della scienza non é riuscita a trovare gli antidoti per i "rompicoglioni", frenarne gli impulsi, il loro presenzialismo imbarazzante, amici dei nemici del Maestro, qualunquisti e subdoli, nascosti nel buio pronti a pugnalare alle spalle, come un raffreddore improvviso, altra malattia che la medicina non é riuscita a curare.

Nella parte centrale del primo tempo, il Cagliari sembrava voler gestire il risultato, cosa che puntualmente il Maestro non ha gradito sottolineandolo a fine gara, pur se soddisfatto della prestazione. Nella ripresa dopo l'avvio scoppiettante con la traversa di Cossu, il Catania andava via via sparendo dal campo con il Cagliari padrone del gioco. Ancora occasioni mancate di un soffio, Caio Rangel subentrato a Farias riesce ad arrivare a tu per tu col portiere ma si fa ribattere la conclusione. Longo subentrato a Sau negli ultimi minuti, proprio all'ultimo istante, spreca una ghiottissima occasione con la palla che danza sulla linea di porta senza entrare. In precedenza per un nonnulla altri palloni non sono finiti nella rete. Il risultato poteva essere più rotondo, almeno cinque gol di scarto avrebbero fotografato meglio la gara. Parlando dei reparti la difesa é sembrata solida e puntuale, il centrocampo saldamente in mano a Conti , giocatore che ha i tempi giusti, sa far salire la squadra ed è il vero leader di questo gruppo, con Ekdal pronto sia nell'impostazione che nell'interdizione e un Crisetig ordinato.
Il terzetto di attaccanti volenteroso e pungente, a tratti pericoloso. Nel complesso un ottimo inizio, anche se le gambe non sembrano ancora liberate dai notevoli carichi di lavoro. Il pubblico soddisfatto ha applaudito la "prima". Nell'augurarci, come in una bellissima canzone di Enzo Jannacci, che un giorno possano sparire i "rompicoglioni", restiamo in trepidante attesa della partita di Reggio Emilia contro il Sassuolo, fiduciosi che il gioco possa soddisfare i tifosi, gli esteti..... e basta.