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Zemanlandia, l’isola che non c´è

11.07.2014 ZEMANlandia433

Zemanlandia, l’isola che non c´è

di Stella Corigliano 

“Seconda stella a destra questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino, poi la strada la trovi da te, porta all’isola che non c’è. E non è un’invenzione e neanche un gioco di parole. Se ci credi ti basta perché quella è l’isola che non c’è”

Proprio così, “se ci credi ti basta perchè” è dai tempi della prima Zemanlandia, senza mai più abbandonarla ovunque sia approdata, che noi abbiamo segnato il confine netto e invalicabile tra il calcio da ripudiare e il calcio capace di appassionarci. 

Zemanlandia è l’antitesi del calcio che va di fretta, senza progettualità, uccidendo tutte le emozioni con la logica del tutto e subito; è un calcio fatto di programmazione finalizzata al consolidamento di una realtà che cresca attimo per attimo suscitando l´incanto di vederla amalgamarsi e fortificarsi nel tempo. 

Zemanlandia è il lavoro di un Maestro che, generando valore per le casse societarie, insegna calcio a giovani speranze su cui nessuno avrebbe il coraggio di rischiare, altro che pseudoallenatori bravi – e non sempre – solo con i top players pretesi come panacea alla loro totale incapacità di dare un’identità di gioco. Zeman rischia, con successo, su giovani da trasformare con pazienza nei campioni di domani, ai quali spiega cosa devono fare in campo e perché, attraverso concetti che diventano convinzioni che si porteranno dentro di sé per sempre e che nel tempo li renderanno differenti dagli altri, superiori, eletti, baciati dalla fortuna… la fortuna di aver incontrato sul loro cammino un maestro, IL MAESTRO. 

Zemanlandia è il calcio dell´Uomo che ha pronunciato la frase “nessuno scudetto, campionato o coppa vale la salute di un ragazzo” e che ai suoi calciatori insegna la cultura del lavoro, insegna a raggiungere, attraverso la fatica fisica, la condizione di forma ottimale per correre e arrivare sul pallone prima dell´avversario, nell´obiettivo di realizzare il principio fondamentale del calcio, vincere segnando un gol in più dell´avversario.  

Zemanlandia è quel calcio capace di “rapirci” al punto tale che un gesto tecnico, un´azione, un gol, restano indelebili nella nostra mente nel tempo, un calcio caratterizzato da un’identità ben precisa e riconoscibile tra mille. “Zeman diverte anche quando non vince, è capace di dare un’identità alla propria squadra. Se vedi una partita di una sua squadra la riconosci sempre. Dal gioco riconosci se c'è Zdenek in panchina. Come quando si va a vedere una mostra e si riconosce un quadro di Picasso. Ecco, il paragone rende l'idea, è calzante. E Picasso non si offenderebbe” (cit. Arrigo Sacchi). E’ il calcio che esalta il gioco collettivo, come un´orchestra che sublima la logica concatenazione e la sovrapposizione simultanea di suoni, nella più armoniosa delle sinfonie; è la suggestiva idea di un calcio propositivo e offensivo in cui la miglior difesa è l´attacco da tramutare in gol attraverso geometrie prestabilite da realizzarsi con sincronismi perfetti. Lungi da tatticismi e utilitarismi proprio dell’indisponente e narcotizzante anticalcio italiota. 

Zeman è coraggio e sfida… perché chi osa vince e la vera vittoria è quella di colui che osa ciò che per altri è addirittura impensabile immaginare.  

Zeman è etica e cultura… la filosofia di un calcio diverso, da vivere controcorrente. Anche se in realtà è controcorrente chi va contro le regole e non chi le regole le rispetta e si adopera per farle rispettare, nella sua capacità di tenere la rotta della moralità senza mai permettere ai distruttivi tornado del calcio-business di risucchiare il vascello della sua vita e del suo carico di sani princìpi etici. 

Zeman è carisma e stile… è la capacità di trasmettere concetti e valori, di entrare nella mente e di accarezzare l’anima con poche parole, senza mai urlare, riuscendo a distinguersi in un mondo che blatera sguaiatamente“. 

Zemanlandia è espressione massima dell’estetica…  intesa come gusto del bello… come trasposizione nel calcio del bello naturale, artistico e scientifico. Perché sua maestà il pubblico ha il diritto di divertirsi e il calcio di Zeman è finalizzato al raggiungimento del risultato attraverso lo spettacolo quale sublime esternazione della qualità della prestazione. 

Zemanlandia è otto uomini sulla linea di metà campo al calcio di inizio... ma è soprattutto capire il senso di quello schieramento, unico nel suo genere... è una sorta di "haka degli all blacks" dello zemanismo!

Zemanlandia è “L’isola che non c’è”, come il più fantasmagorico parco dei divertimenti, quello in cui l´adrenalina cresce e ti possiede alla funambolica giostra del gol…!  

Di volta in volta “l’isola che non c’è” si è chiamata prima Licata, poi Foggia, Lazio, Roma, Lecce, Pescara… e oggi si chiama Cagliari perché,  ora come allora, Zemanlandia è esaltazione onirica ovunque Zeman allestisca la sua giostra!

“E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché, chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te” 

I veri pazzi sono i pennivendoli di Sistema e di quartiere scientificamente eterodiretti a tracciare un disegno denigratorio basato su sterili luoghi comuni.

I veri pazzi sono i dirigenti smidollati e in malafede che in risposta a una richiesta di regole e disciplina delegittimano l’allenatore consegnandone l’esonero nelle mani di calciatori con la fama di spaccaspogliatoio e mangiallenatori.

I veri pazzi sono gli pseudocalciatori disadattati cronici e gastrosofferenti a comando, mestieranti dell’anticalcio ostili ai gradoni e alle doppie sedute, ma non ai loro faraonici ingaggi da percepire “sotto la soglia della fatica”.  

Non sono certamente pazzi quei giovani di belle speranze che arrivano entusiasti e con una gran voglia a di imparare e di mettersi nelle mani di un Maestro. 

Non  sono pazzi quei ragazzi felici di tornare a lavorare con Lui, che non hanno mai temuto la fatica, che hanno condiviso le sue idee e che con Lui hanno già assaporato il gusto di fare e regalare bel calcio. 

Non è certamente pazzo un presidente che - nel manifestare il proprio fermo desiderio di volerLa in panchina - ha affermato “ Zeman insegna calcio ed è il numero uno” e su quel “numero uno” costruisce un progetto, condiviso, all’insegna della ferma volontà di divertire dando spettacolo, attraverso la valorizzazione di giovani che solo un “numero uno” può  iscrivere all’università del calcio, un presidente che ha già dimostrato come pretenda il rispetto di regole e disciplina senza che gli vengano richieste.

ZEMAN a Sky, nel primo giorno del pre-ritiro di Asseminello: "Io vorrei che si arrivi più lontano possibile. Io vorrei che Cagliari non partecipa a campionato ma che compete. Se riusciamo a competere siamo contenti".

Le premesse ci sono tutte e sono delle migliori.

Cagliari e la Sardegna, si apprestano a rappresentare anche geograficamente l’esaltazione massima del fascino de “l’isola che non c’è”. 

Una nuova Zemanlandia è pronta a stupire.

E noi a stupirci, ancora una volta… al Suo fianco come sempre, per sempre!

Finalmente si torna a respirare l’erba dei campi di calcio. Finalmente si torna a insegnare calcio. Finalmente sarà di nuovo calciospettacolo!

Buon lavoro Maestro, a Lei e al suo staff... Ajo 433!