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“Perché il mondo sputa, proprio quando nasce un fiore?”

31.05.2014 ZEMANlandia433

“Perché il mondo sputa, proprio quando nasce un fiore?”

di Ennio Truscelli

Lettera aperta a Mister Zeman da un suo ex allievo

Ciao Mister,

“Perché il mondo sputa, proprio quando nasce un fiore?”.

Ho preso spunto da una canzone di Jannacci per dirti quello che penso e soprattutto per dirti

Grazie.

Ho provato varie volte a comunicare con te ma credo di non averti mai raggiunto. L'ultima mail l'avevo scritta a caldo e inviata al tuo sito, dopo che i due perfetti galantuomini di Sabatini e Baldini ti avevano voltato le spalle molto graziosamente al primo vero momento importante della tua gestione in cui chiedevi in modo chiaro compattezza di ruoli in una realtà in cui c'era da prendere davvero solo il calore dei tifosi e l'impegno fedele di Totti, dato che il presidente si era rivelato figura inesistente e assente e non solo perché fisicamente lontano...

Mi bruciava, ero pazzo di rabbia e decisi di gufare Roma da quel momento in poi. La finale del derby mi restituì in parte la giustizia che cercavo attraverso una tua nuova avventura lontano da Roma e da quella parte di ambiente che tende a genuflettersi incondizionatamente a “personaggini” tipo De Rossi & C. con perpetua riconoscenza.

Che tristezza! La cultura machiavellica del risultato. Una vera schiavitù fine a se stessa.

Chissà, stavolta. Magari mi leggerai.

Non importa.

Devi sapere che sono sempre talmente in ansia sulla tua nuova destinazione per il prossimo anno, che cerco su internet disperatamente tue notizie e oggi, per caso, sono capitato su un nuovo sito che reputo eccellente. Supremoboemo .it. Una meraviglia!

Ma chi ti scrive?

Uno che è fiero di essere stato un tuo allievo nella stagione 1978-79 nelle giovanili del Palermo (esordienti). Ricordo ancora il provino. Era un pomeriggio caldissimo al campo Castelnuovo vicino alla palazzina cinese. Terra battuta. Un mare di ragazzi pieni di speranze che aspettavano il Mister, che arrivò con una maglietta bianca, pantaloncini neri e capelli svolazzanti. Appena apparve ai nostri occhi piombò un silenzio pazzesco.

Ognuno di noi doveva dare il meglio di sè in quel quarto d'ora. Avevo 14 anni. Emozionatissimo. Praticamente non toccai palla ma detti l'anima correndo a vuoto. Alla fine venne da alcuni di noi e mi disse:

"tu vieni domani alle tre".

In questo preciso modo conobbi la tua voce.

Fu un giorno memorabile. Il mio primo vero esame di sport era superato. Non ci credevo.

Questa frase rimbomba ancora nelle mie orecchie. Dopo 36 anni.

Rimanesti con noi solo pochi mesi perché poi passasti ad occuparti dei più "grandetti" fino ad arrivare alla Primavera. Io non continuai, ero fisicamente piccolo, veloce, ma a scuola andavo male e feci una scelta.

Non so se giusta o sbagliata.

Certo è che grazie ai tuoi allenamenti giocavo con i miei amici al Malvagno, vicino la fiera del Mediterraneo, anche 5 partite a settimana.

Ti seguo sempre con smisurato Orgoglio.

Quello che mi hai trasmesso in quei meravigliosi mesi a Palermo è niente rispetto a quello che mi hai trasmesso dopo. Ma sempre con lo stesso denominatore comune.

La tua maniera unica di Amare lo Sport.

Quando ci siamo persi di vista, hai cominciato a far decollare dalla tua anima i valori dello sport, seminandoli OVUNQUE.

Sono sempre stato e sempre sarò un tuo estimatore e non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

Veramente sì...

Sono diventato papà da qualche tempo e nel caso in cui mia figlia volesse accostarsi allo sport, la prima cosa che le insegnerò sarà quella mirabilmente sintetizzata nelle “perle di saggezza zemaniana” del sito supremoboemo.it.

I valori veri, l'onestà, il sacrificio, la voglia di migliorarsi sempre, il dare tutto, cercare di superare l'avversario attraverso il lavoro e il dolore, e non coi prodotti farmaceutici o le vie brevi...

Le insegnerò che non conta vincere ad ogni costo. Quello che conta nello Sport è Costruire, onorare se stessi e chi viene a guardarti e dare tutto per cercare di Vincere in modo Pulito.

Questi Valori che ho ereditato da te e solo da te glieli ripeterò fino allo sfinimento. Dovrà sentirsi come mi sentivo io quando finivo un tuo allenamento. Perché nello sport la sola cosa che conta è Amarlo, non conta contare i trofei. Conta sentire la stima incondizionata del pubblico anche e soprattutto dopo una sconfitta!

Già, una sconfitta. Edoardo Bennato in una sua canzone diceva:

"venderò la mia Sconfitta a chi ha bisogno di sentirsi forte..."

Ma quanto sei forte Mister?

Sei invincibile. Hai saputo combattere da solo contro tutti e nel frattempo costruivi.

Hai fatto nascere fiori mentre gli altri ti sputavano addosso. Con la complicità di tanti. E contavano i trofei! Vinti in farmacia o ingraziandosi con ogni mezzo gli arbitri… e non solo!

Sei un Esempio unico! La tua Missione è la nostra gioia! La nostra salvezza. Ci hai insegnato a non tradire MAI i valori interni.

Quanto vale il tuo stupendo esempio?

Te lo dico io?

Vale come la Gioconda di Leonardo.

I tuoi valori ora sono i nostri. La carica si è trasmessa. I concetti sportivi e della vita.

Quelli su  cui hai costruito la tua grande dignità quando hai dovuto lasciare i tuoi affetti e la tua terra per andare a Palermo da tuo zio!

Cosa ne può sapere quel gran genio di De Rossi di tutto questo? L'avevo capito subito quando eri arrivato a Roma, che ti seguiva tanto per dire...che questo arricchito e viziato aveva quel distacco di chi non si voleva sporcare le mani. E aveva tutti con lui! Giornalisti inclusi! Quelli a cui tu hai sempre rispettosamente risposto dicendo la verità. E questa cosa mi fa rabbia. Perché quando ti provocavano, e lo facevano sempre, avresti dovuto distruggerli anziché assecondarli. Ma vabbe'...

Prima di chiudere e salutarti vorrei dirti ancora una cosa.

La cosa che mi ha colpito e che mi è piaciuta più di tutte  nella tua ultima esperienza con la Roma è stata quella di vederti entusiasta. Un entusiasmo così genuino credo che nessun allenatore della tua esperienza si sogna di averlo. Eri felice. Amavi e ami quello che fai. E ciò si vedeva da tutte le tue interviste.

Altro esempio di vita per noi.

Hai sempre trovato la tavola da apparecchiare!

Te lo dice uno che vive in Svizzera per lavoro e ha la moglie e la figlia a Bagheria, che vede ogni tre settimane e ogni sera su Skype.

Senza Entusiasmo come faremmo?

Eppure ci proviamo e grazie ai valori interni ci stiamo riuscendo. Come vedi è l'entusiasmo e l'amore per quello che si fa il vero protagonista. Per fortuna.

Chiudo per salutarti e ringraziarti di cuore con una frase di Fabrizio De Andrè:

"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori".

Tu di fiori nello sport ne hai fatti nascere tanti, mentre gli altri ti sputavano e oggi abbiamo molti campioni in meno proprio perché ti hanno fatto stare dietro i vetri per tanto tempo.

Fabio Capello è sempre arrivato e ha raccolto il frutto del lavoro degli altri. Prima nel Milan raccogliendo da Sacchi e poi nella Roma raccogliendo dal tuo lavoro.

Ha trovato sempre la tavola apparecchiata.

Avendo a disposizione Samuel, Emerson e Batistuta. Grazie al cavolo!

Ma non importa. Grazie per la tua immensa coerenza.

In bocca al lupo Mister e, se mi leggi, Grazie ancora.

Ci vediamo domani alle tre...

Tuo Ennio Truscelli