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Mille volte auguri, Maestro!

06.03.2017 ZEMANlandia433

 

Lo scorso sabato 4 marzo, in occasione di Sampdoria-Pescara, mister Zeman ha festeggiato
la panchina numero MILLE in carriera, tra campionati di serie A, B, C e coppe italiane ed Europee. 

Il germoglio di Zemanlandia, attecchito a Licata a metà degli anni 80, è sbocciato e fiorito nel suo massimo splendore a Foggia nel primo lustro degli anni 90.
E proprio la curva Sud dello Zaccheria domenica, nel corso di Foggia - Juve Stabia, ha reso un suggestivo omaggio al Mister con un bellissimo striscione, accompagnato dal coro di sempre (pubbicato su twitter ), quello che è stato la "colonna sonora" dei fasti rossoneri dell'era Zeman, ripreso negli anni a seguire in tutte le piazze in cui Zeman ha regalato emozioni. 

Non è un caso però, che oltre alla piazza che ha rappresentato il top del calcio zemaniano, l'omaggio per le mille panchine sia venuto anche dal calciatore più forte in assoluto che il Mister ha allenato, Francesco Totti, con questo bel post sulla sua pagina facebook ufficiale.

Chi ama non dimentica.... ed anche da parte nostra giungano al Maestro i migliori auguri per le mille panchine e per altrettante ancora!

supremoboemo.it

LUGANO SALVO: NUOVO MIRACOLO ZEMANIANO

26.05.2016

LUGANO SALVO: NUOVO MIRACOLO ZEMANIANO

di Stella Corigliano

Iniziamo dalla fine… dalla doccia con le bottigliette d’acqua che coglie di sorpresa Zeman mentre si sta godendo la festa da bordo campo… il ghigno di immediata disapprovazione forse proprio per avergli interrotto la visione del Cornaredo in delirio… la corsa verso gli spogliatoi per sfuggire ad altri “agguati” di “bombe d’acqua” è accompagnata però da un lungo sorriso liberatorio. Finalmente!
IL SUO LUGANO è SALVO… Si è salvato all’ultima giornata… e non è stato facile, perché nelle ultime partite il Lugano ha subito arbitraggi accondiscendenti al gioco pesante degli avversari che, impuniti, hanno messo fuori uso quattro giocatori fondamentali, seriamente infortunati. Per non parlare dei momenti di paura per Sabbatini nella sfida salvezza di Vaduz alla penultima giornata. 
ZEMAN è andato avanti con quelli che aveva, ribadendo che i valori dei giocatori si equivalevano, motivando, così, chi di volta in volta veniva chiamato in causa.

Un’autentica impresa e proprio giorni fa in conferenza stampa aveva ammesso che se avesse salvato il Lugano, sarebbe stata l’impresa più difficile della sua carriera.
E così è stato.. lo ha salvato ed è un vero MIRACOLO ZEMANIANO. Perchè Zeman da questi ragazzi pressoché digiuni di calcio è riuscito a farsi seguire e ad insegnargli qualcosa.

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AD UN PASSO DA UN SOGNO

02.03.2016 ZEMANlandia433

Ad un passo da un sogno

di Enzo Follieri

Dove eravamo rimasti? Era il 13 dicembre, il Cornaredo fremeva per la possibilità di vedere il Lugano in finale. Mancavano tre passi da un sogno.  Il Koniz, sulla carta non faceva paura, poi il campo ha scritto un altro copione. Le partite, specie quelle di coppa si vincono sul campo. Tutto ciò che è scritto sulla carta, in realtà è scritto sul ghiaccio. Sulla carta non vince nessuno e le vittorie scritte sul ghiaccio si sciolgono presto. Il Lugano deve arrivare ai supplementari per accedere alla meritata semifinale. Uno, due gol e la pratica Koniz é chiusa. Nel frattempo il Sion ha ragione del Basilea, il Cornaredo ed il suo Lugano sono a due passi da un sogno. Si va a Lucerna, una squadra già messa sotto due volte in campionato, ma che esce indenne sia a Lugano vincendo immeritatamente, con i bianconeri che si divorano 8 gol di cui 5 con l'uomo solo, davanti alla porta e a Lucerna in una gara rocambolesca terminata con un pareggio per 2-2 nel finale con un gran tiro di Culina dopo essere passati in vantaggio nel primo tempo.

Siamo in semifinale dunque e questa volta serve solo la vittoria. Palla al centro e Donis segna su un affondo personale.

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Johan Cruyff "In un certo senso, forse, sono immortale!"

24.03.2016 ZEMANlandia433 

Johan Cruyff  "In un certo senso, forse, sono immortale!" 

di Stella Corigliano 

«Sto battendo il cancro 2-0… dopo il primo tempo di una gara che non si è ancora conclusa ma che sono certo di vincere».
Era appena il 13 febbraio scorso quando Johan Cruyff raccontava con questa metafora calcistica i risultati positivi delle cure dal cancro ai polmoni che gli era stato diagnosticato quattro mesi prima.

 Il calcio totale Johan Cruyff ce lo aveva nell’anima e lo ha portato in campo anche nella sua ultima partita, giocando all’attacco anche contro la malattia… stava vincendo 2-0 ma alla fine il male ha ribaltato il risultato. 

Il “Pelè bianco”, la “bandiera del calcio totale”, “il profeta del gol” sono solo alcuni degli appellativi con cui sono state esaltate le gesta sportive e tecnico-tattiche di uno dei più grandi fuoriclasse di tutti i tempi. Forse  non aveva nei piedi la classe cristallina di Pelè, Di Stefano, Maradona, ma la sua classe – unica - era nella testa, nella sua visione totale e assoluta del calcio, nel suo essere “tutto” in campo, dalla capacità di impostare il gioco alla prodezza nelle conclusioni in porta.
Tutti ricordiamo il calcio totale dell’Ajax e della grande Olanda degli anni ’70… l’Ajax di Rinus Michels prima e di Ștefan Kovács poi… l’Ajax che ha ispirato Zeman. Sarebbe stato mai quell’Ajax se non avesse avuto in mezzo al campo - e a tutto campo - quel mostro di bravura e di intelligenza calcistica di Johan Cruyff?

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A DUE PASSI DA UN SOGNO

15.12.2015 ZEMANlandia433 

A DUE PASSI DA UN SOGNO 

di Enzo Follieri  

Non accadeva da 15 anni. E' stata infatti nel 2000 l'ultima volta che il Lugano è approdato alla semifinale della Coppa di Svizzera.
Ci riesce il Lugano di Zeman, battendo ai quarti il Köniz, squadra di terza serie, rocciosa, fallosa, in undici dietro la linea della palla e schiacciata in 9 dentro l'area di rigore. Perdite di tempo, furberie, insomma un campionario che, specialmente  in Italia, ben conosciamo. Questo però non giustifica un poco brillante Lugano, farraginoso nella manovra e a tratti lezioso, cosicché a metà del primo tempo regolamentare il Köniz colpisce una traversa, che non sveglia del tutto i bianconeri, per l'occasione in maglia rossa. Sul finire del primo tempo Rossini fallisce da pochi passi un tap-in vincente, colpendo male la palla. In precedenza la pressione del Lugano non ha trovato sbocchi in avanti, per la sterilità cronica di Rossini e per la scarsa forma di Bottani che rientrava dopo un lungo infortunio.
 

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