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I REPARTI

Il portiere di Zeman dev’essere abile a giocare lontano dai pali, configurandosi come un libero aggiunto, tanto da risultare un sicuro appoggio per i retropassaggi dei compagni in caso di pressing: è richiesta perciò una notevole abilità con i piedi e la capacità di leggere e prevedere il gioco avversario, trovandosi spesso in situazioni di inferiorità numerica difensiva. Il portiere di Zeman deve avere anche la velocità e la visione di gioco necessaria per innescare rapidamente l’azione della propria squadra.


Il prototipo e la massima espressione del portiere del calcio zemaniano è stato l’indimenticabile Franco Mancini, affermatosi nella Zemanlandia foggiana e confermatosi sempre con Zeman nella Lazio e nel Napoli, per poi seguire il Maestro nel Foggia e nel Pescara come preparatore dei portieri.

La difesa del 4-3-3 è disposta a semicerchio, con i due difensori centrali molto alti per innescare il fuorigioco e per tenere gli avversari lontani dalla porta. I terzini devono essere dotati di notevole capacità di corsa e devono essere pronti in ogni istante ad appoggiare la fase d’attacco, partecipando alla copertura con la catena con l’interno di centrocampo e l’attaccante di riferimento per l’occupazione degli spazi e il rispetto delle distanze, rimanendo sempre equidistanti.

Il centrocampo a 3 è costituito da un regista che funge da vertice basso, deve dare equilibrio al reparto ed essere in grado di capire tutti i movimenti dei compagni. In fase di non possesso deve provvedere all'interdizione del gioco avversario, in fase di possesso deve innescare l’azione offensiva e dettare i tempi e i ritmi del gioco, oltre ad avere un buon calcio nel medio-lungo e nel lungo, sia per l’impostazione del gioco che per la finalizzazione. I due intermedi in fase difensiva devono pressare il portatore di palla, in fase offensiva fungono da incursori e sono collegati, per l’occupazione degli spazi, con i terzini esterni e con gli attaccanti delle relative zone di competenza. Entrambi devono accompagnare tutte le azioni offensive fino ad occupare, nella fase finale dell’azione, la zona davanti all’area avversaria.

L’attacco è costituito da tre attaccanti con notevole dinamismo e rapidità. Con i loro movimenti continui devono riuscire a non dare punti di riferimento ai difensori avversari. Gli esterni offensivi, in fase di non possesso devono pressare e contribuire alla fase difensiva arretrando fino a centrocampo. Tutto il tridente ha pari compiti di finalizzazione.