Chi siamo

Forum

01757682
Oggi
Ieri
Questa settimana
Nel mese
Lo scorso mese
Visite totali
49
371
1691
4401
10295
1757682
dal 30 marzo 2013

FILOSOFIA ZEMANIANA: IL 433

La visione del calcio di Zeman si interseca inevitabilmente con la sua visione della vita: “mi considero un uomo pro. Vorrei tutto bello, tutto carino, tutto giusto. Sono contro quello che è sbagliato e ce ne sono tante di cose sbagliate”

Le idee calcistiche viaggiano nella stessa direzione e con lo stesso passo con cui Zeman percorre il suo cammino di Uomo: sempre avanti, a testa alta, nel rispetto delle regole, senza cedere, senza pentirsi.


Perché una scelta fatta non si rinnega mai, se si è consapevoli che in quel momento era la scelta giusta.
Le origini del credo tattico di Zdenek Zeman sono state da lui stesso palesate e argomentate nei passaggi di due diverse interviste:
“il mio grande modello nel calcio di alto livello è stato Ştefan Kovács (allenatore dello Steaua Bucarest nel 1967-71 e dell’Ajax nel 1971-73 - ndr). Aveva idee modernissime e un grande senso del collettivo. Come me veniva da una scuola calcistica che si chiamava ancora danubiana, dove già c’era l’idea del collettivo, di lavorare insieme. Solo che lì si giocava a ritmi bassi. Io ho voluto giocare ad altri ritmi, più alti.”
e ancora:
“Il mio calcio è la miscela del vecchio calcio danubiano e del nuovo calcio, a quei tempi, olandese. Mi sono ispirato a quello e ho cercato di fare qualche cosa, compresa la regola, detta da quel signore che era sicuramente tra i più bravi, che si difende solo verso avanti mai verso dietro ed io ho cercato di farla mia e di farla applicare alle mie squadre “

Secondo la visione del calcio di Zdenek Zeman, il 4-3-3 è il modulo più razionale perché consente di coprire la maggior parte del campo di calcio sia in lunghezza che in larghezza , disponendo sempre di un numero di giocatori adeguato per far fronte ad ogni situazione si presenti nel corso della partita senza creare squilibri.

La logica del credo tattico di Zeman si fonda su una concezione geometrica tale per cui gli spazi del rettangolo di gioco vengono coperti mediante un sistema che offre il maggior numero possibile di triangoli, attraverso le varie combinazioni delle posizioni in campo dei giocatori.
E’ questa l’espressione massima della “zona”. Categoricamente applicata in fase difensiva anche nelle situazioni di palla inattiva.

In virtù degli scambi continui di posizione e delle sovrapposizioni dei compagni il portatore di palla in fase di possesso dispone sempre di almeno 3 soluzioni in ogni parte del campo mentre in fase di non possesso ha la possibilità di attaccare immediatamente l’avversario che porta palla e i suoi riferimenti più vicini applicando un pressing asfissiante.


Il principio base della filosofia zemaniana è che “la miglior difesa è l’attacco”. Per porre in essere tale principio è indispensabile creare una supremazia territoriale e numerica in fase di possesso palla: la squadra si mantiene molto corta, con i terzini che spingono sulle fasce ed i centrali di difesa che salgono fino al centrocampo, creando una situazione di 2-5-3.

Questa disposizione costringe gli avversari a schiacciarsi all’indietro abbassando il baricentro rendendoli di conseguenza meno pericolosi e più esposti a subire le azioni d’attacco.
La concezione fondamentale del gioco di Zeman è la copertura degli spazi riuscendo a mantenere le distanze e la disposizione tattica del 433 con tutte le variabili dei suoi triangoli.

In fase di possesso i movimenti sincronizzati e armonici dei giocatori garantiscono, conquistando metri di campo, la creazione degli spazi, essenziali per imbastire azioni d’attacco efficaci attraverso la formazione di corridoi di passaggio mediante le sovrapposizioni degli uomini senza palla.

L’obiettivo è la ricerca della profondità, attraverso passaggi filtranti in verticale operati dall’azione congiunta dei centrocampisti e dei terzini, in collaborazione con gli attaccanti esterni.
Peculiarità del gioco di Zeman è infatti il lavoro delle cosiddette “catene” di destra e di sinistra, ovvero i movimenti concatenati di terzino, intermedio ed attaccante esterno, capaci di proporre svariate soluzioni offensive attraverso un’azione combinata di aggressione degli spazi e sovrapposizioni .

Il movimento degli attaccanti, che con un sistema di tagli si liberano negli spazi, deve favorire e “suggerire” le verticalizzazioni” e contemporaneamente scardinare le difese avversarie facendo perdere i riferimenti per arrivare alla finalizzazione del gioco.

Altro fondamento del gioco di Zeman è il pressing a tutto campo sia in fase di possesso che di non possesso. Il pressing manifesta la sua efficacia solo mantenendo la squadra corta, il che favorisce gli inserimenti offensivi così come i ripiegamenti difensivi. In una squadra corta la partecipazione al gioco coinvolge contemporaneamente tutta la squadra, per cui i due centrali difensivi sono chiamati a giocare alti e a innescare sulle ripartenze avversarie la tattica del fuorigioco, gli attaccanti sono chiamati a partecipare alla fase difensiva tanto quanto i terzini partecipano attivamente alla fase offensiva.

L’esigenza di tenere la squadra corta comporta altresì una diversa interpretazione del ruolo del portiere, che opera quasi come un libero, controllando l’area di rigore sia nelle uscite sia giocando il pallone con i piedi.
I giocatori di una squadra di Zeman devono essere dotati di grande duttilità tattica ed assimilare la capacità di analizzare le diverse situazioni tattiche per potersi scambiare con efficacia le posizioni in campo. Le caratteristiche del gioco, altamente propositivo, dinamico e veloce rendono necessarie buone doti tecniche ed un’ottima preparazione fisica, particolarmente curata nei minimi dettagli da Zeman con metodi di allenamento notoriamente intensi e faticosi, ma che consentono alle sue squadre di Zeman una capacità di corsa tale da fare la differenza rispetto agli avversari.

Il 433 di Zeman è unico nel suo genere perché, nell’interpretazione del modulo, Zeman ha applicato una serie di schemi mutuati dagli sport in cui ha eccelso in età giovanile, come l’ hockey su ghiaccio e la pallamano.
E unico nel suo genere è anche lo schieramento di una squadra zemaniana al calcio d’inizio… con otto uomini sulla linea di metà campo… pronti a cercare da subito la profondità… a sferrare l’attacco sin dal primo secondo di gioco, perché il primo caposaldo della filosofia zemaniana è attaccare, attaccare e ancora attaccare, senza tatticismi, in base al principio che l’importante è segnare un gol in più dell’avversario, giocare per vincere divertendosi e divertendo il pubblico… perché tutta l’idea di calcio di Zeman è finalizzata all’obiettivo di offrire spettacolo.