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Moviola in campo? No, meglio la regia arbitrale

16 aprile 2014 Dal nostro Forum

Moviola in campo? No, meglio la regia arbitrale

di Mario Butti

Non passa turno di campionato che non ci siano discussioni su svariate decisioni arbitrali che condizionano l’andamento delle gare ed ogni volta la soluzione più facile è pensare di utilizzare la “moviola in campo” ma arriva puntuale ed immediato il solito “no” seguito dalle solite scuse che chiudono il discorso appena iniziato. Il Presidente AIA, Nicchi, addirittura dichiara "Non ne voglio proprio più parlare." E’ indiscutibile che porterebbe allo spezzettamento del gioco, a richieste di intervento da parte di una o dell’altra squadra ed altro che snaturerebbe la partita trasformandola in qualcosa lontanissima dal campo. Però l’esigenza di non vedere più orrori arbitrali che condizionano i risultati è sempre più impellente e auspicabile: non a caso vengono pubblicate classifiche  che tengono conto di errori e favori arbitrali e che prospettano sempre più campionati falsati. Chi favoreggia quel “no” fa finta di dimenticare che anch’egli davanti alla TV è arbitro: davanti allo schermo lo sono anche lo stesso designatore e il Presidente dell’AIA. Un episodio controverso viene visto chiaramente in pochissimi secondi, anche meno di una manciata, tempo che permetterebbe abbondantemente di correggere l’eventuale errore commesso dai ben 5 arbitri in campo. A vederli spesso viene da chiedersi a cosa servano i due arbitri di porta se è rarissimo che intervengano a correggere l’errore dell’arbitro di campo, anzi, in qualche caso sono stati proprio loro, vicinissima all’azione, ad indurre all’errore.

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La fiera delle bugie e le verità di Zeman

03.06.2013 Dal nostro forum

La fiera delle bugie e le verità di Zeman

di Mario Butti
Sono giorni e giorni che la comunicazione devia le menti dei tifosi della Roma inventando trattative a iosa, allenatori improbabili, sorvolando sul vero e grande problema della Roma: i giocatori, la squadra e come rifarla ex novo. Già, perché il vero grande problema è proprio cedere molti giocatori rivelatisi sbagliati e prendere quelli giusti: ma per chi? Da quello che traspare siamo alle solite: Sabatini va avanti da solo forte del suo principio per cui “la squadra la fa lui e il tecnico l’allena” e cosi facendo sono stati persi ben due anni, l’ultimo in modo scellerato proprio con Zdenek Zeman che era e resta l’ideale valorizzatore di giocatori e che può dare un’impronta indelebile alla squadra.

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Zeman è un sentimento

17.04.2013 Dal Forum

Zeman è un sentimento

di Bohemian Rhapsody 

Prendo in prestito la frase del grande “Frengo e stop” (un Antonio Albanese in forma spettacolare) come incipit di questa riflessione “Zemanologica”.

L'uomo di Praga, si sa, è un catalizzatore di passioni assolute: o si ama o si odia... o si parla con persone che lo ammirano talmente tanto da seguirlo e sostenerlo a prescindere dalla squadra che allena, o ci si imbatte in chi lo critica ferocemente, sempre a prescindere dalla squadra che allena, perché si sente agli antipodi della sua concezione calcistica e ritiene che la regola base del calcio sia “primo non prenderle”

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La normalità, per quanto putrida possa essere, è sempre consolante

24.04.2013 Dal Forum

La normalità, per quanto putrida possa essere, è sempre consolante

di Silverio Zanobetti

In occasione del pareggio interno con il Pescara, sono accadute alcune cose che ritengo debbano essere rimarcate. I giocatori della As Roma non hanno "giocato al di sotto delle loro possibilità", non si sono semplicemente trovati in una giornata storta. I giocatori della As Roma non sono entrati in campo: svogliati, assenti mentalmente, vanitosi, passeggiatori. Questa partita ha dato una sentenza: la As Roma calcio non effettua due passaggi di fila, non c'è un filo logico, ognuno gioca per sé e i talenti cercano di risolvere la partita nei loro soliti modi, ormai prevedibili. Squadra in autogestione. Ad ogni passaggio sembrano dire: "Che ce famo cor pallone?". Nessuno si muove senza palla, nessuno attacca lo spazio.

"Non possono avere un'identità" riflette ad alta voce Zdenek Zeman.

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ZEMANlandia: l’attesa e l’esplosione delle sensazioni

10.04.2013 Dal Forum

ZEMANlandia: l’attesa e l’esplosione delle sensazioni

di  Mario Butti

E’ strano provare tanta passione e non riuscire a dominarla. E’ ovvio che conta la vita di tutti i giorni ed è più importante rispetto ad ogni altra cosa. Ma poi, se possibile, è bello lasciarsi  andare alle proprie passioni, soprattutto se non toglie nulla a nessuno e sempre che resti qualcosa di sano e non smisurato e deviato.

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