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Zeman è un sentimento

17.04.2013 Dal Forum

Zeman è un sentimento

di Bohemian Rhapsody 

Prendo in prestito la frase del grande “Frengo e stop” (un Antonio Albanese in forma spettacolare) come incipit di questa riflessione “Zemanologica”.

L'uomo di Praga, si sa, è un catalizzatore di passioni assolute: o si ama o si odia... o si parla con persone che lo ammirano talmente tanto da seguirlo e sostenerlo a prescindere dalla squadra che allena, o ci si imbatte in chi lo critica ferocemente, sempre a prescindere dalla squadra che allena, perché si sente agli antipodi della sua concezione calcistica e ritiene che la regola base del calcio sia “primo non prenderle”

 Ma la categoria che da sempre mi affascina maggiormente è quella dei detrattori assoluti, coloro che lo criticano ferocemente e aprioristicamente semplicemente perché (parafrasando) “Zeman è Zeman”.

Da romanista-zemaniano ho, purtroppo, vissuto in questa sua seconda avventura romanista il fuoco di file continuo delle critiche dei suoi detrattori, lo scherno e l'astio di chi proprio non sopporta il boemo e che gioisce per ogni suo rovescio.

Ovviamente le critiche rivolte al mister sono molteplici (alcune sensate, altre oggettivamente prevenute) e criticarlo non è certo un reato... ma resto sempre perplesso davanti alle argomentazioni usate per denigrare il suo operato; le più ricorrenti possono essere riassunte in 3 punti:

1. è vecchio

2. è un fallito

3. non ha mai vinto nulla

I gusti sono gusti, è vero, ed è altrettanto vero che la libertà di opinione è sacrosanta; ma la cosa francamente inaccettabile è il capovolgimento della realtà che queste affermazioni sottendono...

Fallito? Come è possibile dare del fallito ad un uomo che ha insegnato calcio a tanti giovani, che ha fatto diventare calciatori di livello degli onesti figuranti come Rambaudi e Baiano, che ha lanciato decine di ragazzi nei quali non credeva nessuno, che è considerato un simbolo di spettacolo da grandi del calcio come Josep “pep” Guardiola o Arrigo Sacchi, che ha portato alle soglie dell'Europa il Foggia di Casillo messo su con una manciata di sconosciuti, che ha preso una squadretta come il Pescara che davano in lotta per la salvezza e l'ha portata alla vittoria-monstre della serie B?

Vecchio? E' talmente vecchio che ha saputo come rigenerare un ragazzino di 36 anni, di nome Francesco Totti, che l'anno scorso ansimava dopo 15 minuti e che adesso corre per 95, che ha schierato titolare al centro della difesa uno sconosciuto brasiliano di 18 anni che non aveva mai giocato titolare in patria, che ha mandato a ripescare un ragazzo lasciato a Crotone per insipienza dei dirigenti facendone uno dei crack della stagione, che ha portato Erik Lamela a segnare nella prima parte della stagione (quella sotto la sua guida) tanti gol quanti non ne aveva mai fatti in carriera, e che ha lanciato e valorizzato ragazzi che vagavano senza metà tra primavera e cadetteria... Insigne, Immobile, Verratti, Sau, Romagnoli, Florenzi...

Non ha mai vinto nulla? Un uomo che ha saputo subire con dignità gli attacchi dei potenti del calcio per aver detto la verità, che ha sempre accettato di rimettersi in discussione magari partendo dalla lega pro con una squadra fatta con gli avanzi di altre società, che ha comunque trovato sempre la forza per credere nei giovani e nel gioco in un paese in cui contano solo il risultato e i cosiddetti top player...

Come è possibile dire che quest'uomo non ha vinto nulla?

Ma soprattutto c'è una domanda che non trova mai risposta: perché se è vecchio, inadeguato e fallito e il suo gioco è superato per questi tempi moderni, in più di venti anni non si è trovato NESSUN modo di batterlo giocando a viso aperto?

Il nuovo che avanza, nel quale sono tutti fenomeni, tutti moderni e pieni di idee nuovissime, contro un uomo superato... ma l'unica strategia che sono riusciti a trovare consiste nel mettere tutti dietro e fare i lanci lunghi sulle punte, perché nel momento in cui se la giocano (onore a Allegri e Montella che ci hanno provato) vengono presi a pallonate!

Ma allora,mi chiedo, ma 'sti scienziati che lo hanno denigrato... ma di che cosa hanno parlato per tutto questo tempo?

Vecchio, fallito e senza vittorie? Sarà pure, ma io tra i vincitori “costi quel che costi”, gli esteti del “primo non prenderle” e i teorici del “i calciatori non vanno stressati” ero, sono e sarò sempre dalla parte di chi «dopa» i suoi ragazzi con gradoni, ripetute e corse nei boschi.... dalla parte di chi vuole vincere ma seguendo le regole.... e che considera inaccettabile una sconfitta solo se subita senza lottare, perché “il risultato è casuale, la prestazione no”....

Per me le vostre vittorie non saranno mai belle come le nostre sconfitte.... quindi tenetevi la vostra modernità, i vostri scienziati e le vostre vittorie... a me RIDATEME ER BOEMO!