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ZEMANlandia: l’attesa e l’esplosione delle sensazioni

10.04.2013 Dal Forum

ZEMANlandia: l’attesa e l’esplosione delle sensazioni

di  Mario Butti

E’ strano provare tanta passione e non riuscire a dominarla. E’ ovvio che conta la vita di tutti i giorni ed è più importante rispetto ad ogni altra cosa. Ma poi, se possibile, è bello lasciarsi  andare alle proprie passioni, soprattutto se non toglie nulla a nessuno e sempre che resti qualcosa di sano e non smisurato e deviato.

“L’attesa” nella mia passione per il calcio è nata quando a metà-fine anni 80 per la prima volta sentii parlare del rivoluzionario Zdenek Zeman. Sentivo dire che assistendo alle partite del suo Foggia si veniva coinvolti da una cascata di sensazioni: un grande spettacolo. Da quel giorno ho aspettato di poter vedere qualcosa di quella squadra in TV ma passò molto tempo prima di riuscirci.

Erano tempi in cui si vedeva poco o nulla, al massimo un tempo di una partita di serie A la domenica alle 19: la serie B era praticamente oscurata. Anche se le occasioni per farlo erano ancora minime, dopo aver visto quei primi 45’ l’attesa per rivedere quel calcio divenne mia fedele indistruttibile compagna di viaggio.

25 anni ed è sempre forte qui, dentro di me ed ogni tanto, come ora, è accompagnata per mano con una sempre più insopportabile astinenza, un’astinenza mescolata ora con tanta rabbia per come provocata e contro chi mi costringe a sopportarla.

C’è la squadra di Zdenek Zeman che gioca e dalle tenebre più profonde si passa alla forte luce di tanti fari accesi, dall’attesa al piacere dello spettacolo che porta con sé un turbinio di emozioni e sentimenti contrastanti e alla fine si rifà strada pian piano l’attesa, ed è così ogni volta, ogni giorno, ora e minuto che scorre tra una partita ed un’altra, tempo intriso dalla voglia che passi il più veloce possibile. L’attenzione si fissa sui movimenti dei giocatori, l’esaltazione fiorisce quando con quei movimenti l’azione si sviluppa e si conclude con un gol che gli avversari non possono evitare: e anche a loro non resta che ammirare l’evoluzione di quel gol subito.

Nel calcio di Zdenek Zeman c’è l’essenza del divertimento nel fare e  far vedere calcio. Perché mi piace il calcio di Zdenek Zeman? Dico sempre che nel calcio di Zdenek Zeman c’è testa, cuore e anche anima. Nessun altro sa dare proprio anima alla sua squadra, ai suoi giocatori che nelle sue mani fioriscono di nuova vitalità, mai vista prima e allo spettacolo che mostra. Per Zdenek Zeman è così perché lo fa con profondo amore e questo suo grande amore per fare calcio riesce a mostralo in ogni dove si presenta, solo a guardarlo, ed è manifestatamente eclatante quando parla di calcio con quell’espressione piena che la trasmetta al di là di ogni ragionevole dubbio.

Questo è il mondo del calcio di Zdenek Zeman, quello fatto in modo sano, nel rispetto delle regole sportive e sociali: è quell’albero che ha radici nella testa, cresce e si alimenta nel cuore e svetta nell’anima: è quel mondo che la storia ha oramai inciso indelebilmente sui suoi libri e a cui è stato dato il nome di ZEMANlandia.