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La fiera delle bugie e le verità di Zeman

03.06.2013 Dal nostro forum

La fiera delle bugie e le verità di Zeman

di Mario Butti
Sono giorni e giorni che la comunicazione devia le menti dei tifosi della Roma inventando trattative a iosa, allenatori improbabili, sorvolando sul vero e grande problema della Roma: i giocatori, la squadra e come rifarla ex novo. Già, perché il vero grande problema è proprio cedere molti giocatori rivelatisi sbagliati e prendere quelli giusti: ma per chi? Da quello che traspare siamo alle solite: Sabatini va avanti da solo forte del suo principio per cui “la squadra la fa lui e il tecnico l’allena” e cosi facendo sono stati persi ben due anni, l’ultimo in modo scellerato proprio con Zdenek Zeman che era e resta l’ideale valorizzatore di giocatori e che può dare un’impronta indelebile alla squadra.

 Resta netta la mano di Zeman in primis su Marquinhos e Lamela, ritornati “oggetti” oscuri appena tolti dalle sue amorevoli cure. Sono spariti del tutto lunghi tratti di gioco spettacolare e le occasioni da gol a grappoli, passando a un non gioco che ha portato risultati non probanti di nulla e non di prospettiva. Il disastro tecnico ed economico che si è visto dal 2 febbraio in poi dimostra in modo incontrovertibile che Zeman era l’allenatore giusto e che erano sbagliati tantissimi altri aspetti: l’approccio professionale dei giocatori; la morbidezza e tolleranza dei dirigenti verso le loro “birichinate”; abbattimento del valore di ogni singolo giocatore; improvviso stop dell’immagine ASRoma in cui spiccava il grande successo dello spot VW “Daje” con protagonista Mister Zeman. Sarebbe bastato e basterebbe veramente poco per avere risultati economici e sportivi strabilianti: imporre professionalità a molti giocatori che da troppi anni si erano abituati alla pigrizia fisica e mentale, tanto da non riuscire a fare nemmeno i più elementari movimenti in campo, contrariamente ai giocatori del Pescara dell’anno scorso che, pur non essendo geni della pedata, avevano semplicemente voglia di imparare e giocare al calcio; fare programmi tecnici con l’allenatore lasciandogli la totale gestione. Non è che ci voglia molto a capire cosa fare, soprattutto oggi, in un momento di estrema debolezza e difficoltà. Al di là di ogni ragionevole dubbio Zdenek Zeman ha dimostrato di avere capacità superiori a tantissimi allenatori: è riuscito ad elevare il rendimento di ogni giocatore (persino quello dei meno convinti di ciò che il Mister chiedeva) accrescendo notevolmente il valore patrimoniale dei giocatori. Ma la sua valenza si è vista soprattutto nella rinascita fisica e psicologica di un fuoriclasse come Totti il cui fine carriera va gestito sapientemente e Zeman lo ha saputo gestire al massimo delle potenzialità . Zeman ha dimostrato di conoscere i problemi che impedivano la crescita della Roma, ha fatto scudo fin quando proprio la dirigenza ha voluto togliere qualsiasi paravento: lo hanno esonerato e immediatamente tutti i problemi sono venuti clamorosamente alla luce e da quel giorno la Roma ha conseguito continue e incredibili figuracce. Zeman doveva essere non solo supportato ma ringraziato per avere coperto innumerevoli magagne: non si sa quanti allenatori sarebbero capaci di tanto. Per loro sarebbe facilissimo accettare la panchina, firmare un buon accordo pluriennale, andare avanti fin quando è possibile e poi mollare quando le cose si mettessero male: intanto la colpa sarebbe sempre e comunque della Società e nemmeno ci sarebbero dubbi in proposto.
Ebbene, si tiri una riga di chiusura e si ricominci daccapo: si decidano i vari punti di passaggio per arrivare ad avere una squadra che riesca ad entrare nell’elite del calcio europeo con impegni economici ragionevoli. Ma si eviti accuratamente di lasciare tutte le scelte di mercato nelle mani di un solo uomo che opera in modo del tutto avulso dalle reali esigenze tecniche. Di certo la Roma non può più aspettare ed è venuto il momento di porre fine alla fiera delle bugie e  di dare corso alle verità di Zdenek Zeman.