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Galliani, le prospettive e i rigori di Tagliavento

22.03.2015 ZEMANlandia433

Galliani, le prospettive e i rigori di Tagliavento

di Enzo Follieri

Risuonano ancora forti le polemiche di Galliani sul famoso gol di Tevez in Juve-Milan, circa la sua posizione di fuorigioco. Proteste scaturite da un fermo immagine , in cui vi sarebbe una prospettiva alterata per occultare la posizione di fuori gioco di Tevez. In quel caso si parlava di un presunto fuorigioco millimetrico o di pochi centimetri. E sappiamo che le disposizioni Fifa, nel caso di fuorigioco millimetrici , sono quelle di lasciar correre.

Ieri sera ci siamo trovati di fronte ad uno scandalo di proporzioni gigantesche per chi vive di calcio, arbitri, dirigenti, calciatori, tifosi. Un errore così lo si vede a malapena sui campi di periferia, dove l'arbitro non é coadiuvato dai guardalinee. Guardalinee che ci hanno abituati a decisioni al limite del sovraumano, molti delle quali perfette, che individuavano fuorigioco millimetrici , che in alcuni casi le telecamere confermano. In altri no. Non c'è nulla di sovrumano, persino l'occhio più allenato del mondo non riuscirebbe mai a scovare un fuorigioco millimetrico. Di qui le direttive della Fifa di lasciare al guardalinee l'interpretazione consigliando di non fischiare il fuori gioco in caso di dubbio.

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La prima vittima della guerra è la verità

28.02.2015 ZEMANlandia433

La prima vittima della guerra è la verità

di Silverio Zanobetti

«La guerra santa di Zeman».  Già il titolo è sospetto. Zeman non affronta le sue (quand'è che diventeranno nostre?) battaglie come fossero guerre sante. Troppo facile dividere il mondo in "fanatici" e in "ragionevoli"; il ragionevole è pericolosamente vicino a chi è servo del buon senso, a chi dice "tutti colpevoli, e allora tarallucci e vino" e a chi pensa al proprio orticello spazio temporale. Il "non ragionevole" non è necessariamente qualcuno di fanatico che porta avanti una guerra santa. 

C'è un paragrafo molto strano e poco chiaro, a voler esser buoni. L’articolista Alessandro Bezzi si chiede: «che la battaglia sia diventata la coperta sotto la quale nascondere i propri errori chi lo dice?». Ma come? Ma che Zeman sia stato eliminato per motivi di palazzo dal calcio che conta per 13 anni è lo stesso articolista che lo dice. Non è che Zeman, ogni volta che sceglie un progetto inconsistente, una squadra sbagliata, una scelta progettuale sbagliata scarica tutte le colpe a chi ce l'ha con lui per le sue battaglie! ... questo lo induce a pensare Bezzi, ma è completamente falso. 

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TRATTATIVA HUSBAUER… A TUTTO GAS!

13.01.2015 ZEMANlandia433

TRATTATIVA HUSBAUER… A TUTTO GAS!

servizio-inchiesta di Stella Corigliano

Perché Husbauer non è arrivato durante il calciomercato estivo, quando lo ha chiesto Zeman, e arriva solo ora, dopo l’esonero di Zeman, per altro a condizioni totalmente differenti rispetto alla trattativa estiva?

Perché in estate  non si è fatto nulla per abbattere la distanza tra domanda e offerta rimanendo inchiodati ciascuno sulle proprie posizioni e invece adesso nel mercato di gennaio si conclude la trattativa, in un batter di ciglio,  con un prestito con diritto di riscatto a favore del Cagliari per una cifra misteriosamente  non resa pubblica per decisione concordata dalle due società (come riportato dal sito ufficiale dello Sparta Praga)?

Ma soprattutto chi e’ e cosa fa nella vita il presidente dello Sparta Praga?

Notizia fresca  di ieri 12 gennaio 2015 (fonte calcioefinanza.it):
E.ON ha venduto i suoi impianti di produzione elettrica a carbone e a gas in Italia al gruppo energetico ceco Energeticky a Prumyslovy Holding (EPH), a capo del quale c’è il Patron dello Sparta Praga Kretinsky,   L’operazione riguarda i circa 600 megawatt della centrale a carbone di Fiume Santo, nel Nord Sardegna, e di circa 3.900 megawatt di altre sei centrali a gas situate nella penisola e in Sicilia. 

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Lotito, da macchietta a macchia

Abbiamo molto apprezzato e pubblichiamo il "ritratto" di Claudio Lotito tracciato dalla penna fine e "appuntita" di Francesco Merlo su Repubblica, all'indomani della pubblicazione della telefonata intercettata tra Lotito e Iodice.
Le foto, scelte dal web, sono la nostro cornice a questo capolavoro giornalistico di controinformazione.

15.02.2014 da Repubblica.it del 14 febbraio 2015

Lotito, da macchietta a macchia

Ora tocca al governo dello Sport e al sottosegretario Delrio costringerlo alle dimissioni perché incompatibile con le leggi e con l'etica

di FRANCESCO MERLO

NEPPURE Luciano Moggi era stato beccato in modo così plateale a truccare i campionati di A e di B, persino opponendosi alla promozione che il Carpi sta conquistando sul campo.

CLAUDIO Lotito, che sembrava solo una macchietta, è invece una macchia da ripulire, un padrino del calcio italiano che truffa, manipola, ricatta per "dare una mission alle leghe, con il sistema mio". Perciò ordina di tenere lontani dalla A i club piccoli perché "se ce stanno Latina Frosinone e Carpi chi cazzo li compra i diritti"? E "se me porti tre squadre che non valgono un cazzo, tra due o tre anni nun ci avemo più na lira".

Ora tocca al governo dello Sport, vale a dire al sottosegretario Graziano Delrio intervenire sul pavido presidente del Coni Giovanni Malagò e costringere Lotito alle dimissioni per incompatibilità con le leggi e con l'etica dello Sport. Da solo infatti Malagò non ce la fa: ieri sera ha speso più parole a difenderlo che a censurarlo. Di sicuro a espellerlo dalla Federazione non sarà il suo presidente Carlo Tavecchio che si è esibito in uno slalom doroteo che lo stesso Lotito in serata, da spavaldo impunito, ha commentato così: "casta vixit". E poi, traducendo dal latinorum al romanesco: "è l'ometto mio".

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GIULINI....NON CI RESTA CHE PIANGERE

06.01.2015 ZEMANlandia433

GIULINI....NON CI RESTA CHE PIANGERE 

di Sergio Buccellato  

Quando la scorsa estate è uscito il calendario, quasi freneticamente ho presto individuato il giorno in cui il Cagliari di Zeman sarebbe venuto a Palermo, e dopo essermi tuffato con immutato entusiasmo nella nuova avventura del Mister, dopo aver creduto ai proclami progettuali di Giulini, dopo essermi fatto contagiare dal suo entusiasmo che a differenza del mio era finto, essendo nel contempo da mezzo secolo un tifoso del Palermo, è facile dedurre il modo e lo stato d'animo con cui ho atteso il giorno dell'Epifania.

Si, perché quello era il giorno in cui il Mister tornava con una sua squadra in quella che è la sua città di adozione, su quel campo dove tanti ragazzi per tanti anni sono cresciuti come uomini e come calciatori grazie a lui e con lui. Di certo non potevo immaginare che un giovane presidente al quale avevo creduto e che avevo imparato a stimare, senza alcuna motivazione tecnica nè umana, avesse improvvisamente scombinato le carte in tavola, mi avesse in pratica detto che era stato tutto uno scherzo, che quello in cui avevo creduto non era vero, che non se ne faceva più niente.

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