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Storie di ordinaria follia

04.05.2014 ZEMANlandia433

Storie di ordinaria follia

di Enzo Follieri

La finale di Coppa Italia è stata ancora una volta il pretesto per sciorinare un'ennesima giornata di violenza.

Dalle notizie frammentarie sarebbe stato un tifoso giallorosso a sparare per difendere un amico aggredito da un gruppo di tifosi napoletani. Altre notizie parlano di un agguato di tifosi giallorossi a tifosi napoletani e la reazione di questi avrebbe indotto uno dei tifosi giallorossi a fare fuoco. Dunque ora la violenza non si sviluppa piú fra le tifoserie contrapposte inerenti la partita, bensì fra tifoserie diverse e non direttamente collegate all'evento. Se questa é la nuova tendenza, ci si può scontrare al mare, in vacanza, in qualsiasi luogo, dove possano trovarsi tifosi di squadre rivali. Infatti spesso negli autogrill dove transitano tifosi di opposte tifoserie succedono tafferugli; fu proprio in uno di questi che uno sciagurato poliziotto senza un valido motivo seppur distante dall'evento sparò ed uccise il povero Sandri. L'anno scorso in serie D in una partita fra il Campania ed il Foggia, i pugliesi subirono un agguato non dai tifosi del  Campania, ma dai tifosi del Napoli per vecchie ruggini. Per fortuna non ci furono feriti.

Ieri si sono, sì, verificati  scontri fra le tifoserie viola e partenopea, riconducibili direttamente alla partita, ma l'evento delittuoso, comunque non estraneo al contesto, aveva come scenario un altro punto della città dove avveniva una vera e propria resa dei conti fra romanisti e napoletani; magari da un'altra parte potevano scontrarsi milanisti e genoani, trovatisi per caso a Roma in gita con le relative scolaresche. Insomma la gravità dell'evento delittuoso prefigura una guerra generalizzata per bande, fra tifoserie opposte che sposta il terreno dallo stadio alla piazza.

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Al di là del calcio – Zemanlandia

30.01.2014 da maidirecalcio.com

Al di là del calcio – Zemanlandia

di Antonio Nunziata

S’è più volte ribadito di come – in questa rubrica specialmente – il calcio fine a sé stesso non interessa, non interessano le classifiche, i risultati, ma ci si sofferma ad “analizzare” tutto ciò che rende il calcio uno sport magico.

La “disciplinarietà” in contrasto con la sacra “indisciplina” – intesa qui come superamento delle barriere concettuali con le quali si identifica uno sport, una disciplina, a favore di quei gesti, di quegli atti che non sono più prettamente calcistici, ma sfociano in altro (come già s’è detto nell’articolo introduttivo di questa rubrica) – dimostra ogni volta di come lo sport più bello del mondo – senz’altro il più fantasioso – sia stato trasformato in un viaggio per turisti.

Già, un viaggio per turisti! Il calcio, visto in questo modo, come mera competizione, trasforma gli ignari cittadini in turisti sportivi belli e buoni, i quali – così come in estate vanno in vacanza – la domenica si distraggono allo stadio o davanti alla tv, non per passione ma per perder tempo – anche se animati da una fede calcistica.

Come già s’è detto, si possono annoverare nella storia del calcio, 4-5 squadre che hanno cambiato l’intero concetto d’organico calcistico e un anticipatore in minoris, senza bisogno di “risultare”, è stato Zdenek Zeman.

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STORIA DELLA MENZOGNA E GIORNALISMO SPORTIVO

13.09.2013 ZEMANlandia433

STO
RIA DELLA MENZOGNA E GIORNALISMO SPORTIVO 

di Enzo Follieri

Lazio 1994/95 seconda in campionato con 63 punti (torneo a 18 squadre)

Miglior attacco con 69 gol

Quinta miglior difesa con 34 gol subiti

+35 miglior differenza reti

51 gol fatti in casa con la media di 3 gol a partita 

 Miglior difesa fuori casa con 17 gol subiti

Allenatore Zdenek Zeman

 Questi risultati smentiscono uno degli stereotipi più comuni tra quelli cuciti dai giornalisti sportivi su Zeman; stereotipi che configurano il calcio di Zeman come incapace di una fase difensiva. Posto che quello che conta é la differenza reti fra quelle fatte e quelle subite, i dati statistici di cui sopra smontano nei fatti l'impianto di menzogne che il giornalismo sportivo dopo "la FATWA DI MOGGI"  ha costruito ai danni di Zeman.

L'orda dei nuovi commentatori sportivi e giornalisti riciclati in qualche pay tv, è l'ultima frontiera del sistema Moggiano, imperniato sulla menzogna malvagia elevata a “sistema” e ripropone nei fatti "La FATWA"

Ma la storia dice altro rispetto alle menzogne che ci propinano. La Lazio, prima dell’arrivo di Zeman, viaggiava fra un quinto ed un settimo posto. Con Zeman ottenne il miglior risultato, dopo lo scudetto del 1974, battuta dalla Juve dell'abuso di farmaci della premiata ditta Lippi&Moggi.

Precedentemente Zeman veniva da due miracoli calcistici, quello del Licata portato in C1 con un gruppo di giovani siciliani pescati nei settori giovanili, e quello del Foggia, portato in A e mantenuto tra zona Uefa e metà classifica nella massima serie, con una squadra di giovani scoperti e consacrati da Zeman, riconosciuto da tutti come il Foggia dei miracoli fino alla definizione di Wikipedia che consacra il calcio di Zeman come l'evoluzione del calcio totale. 

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TRAVAGLIO: “Moggi mi ha tolto la passione per il calcio. ZEMAN? Lo stimo molto”

01.10.2013 asromaradio.it

TRAVAGLIO: “Moggi mi ha tolto la passione per il calcio. Zeman? Lo stimo molto”
Scritto il 28 settembre 2013 11:59

E’ intervenuto ai microfoni di Tele Radio Stereo il giornalista Marco Travaglio. Queste le sue parole:

Mai scoccata la scintilla con il calcio?

State scherzando? Sono andato allo stadio tutte le domeniche dai 6 anni a quando ne avevo 25-30.

Il momento in cui si è affievolita questa passione?

Sono diventato giornalista e ho continuato a seguire le partite perchè ero corrispondente per il giornale di Montanelli. Poi è arrivato Moggi e mi ha fatto passare tutta la passione: non credo più alla genuinità del calcio da quando ho visto Moggi in attività alla Juventus.

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Fra lapsus e orrende veritá, per Zeman si profila un nuovo esilio

29.06.2013 ZEMANlandia433

Fra lapsus e orrende veritá, per Zeman si profila un nuovo esilio

di Enzo Follieri

Zeman non fa parte del nostro mondo”, mai frase pronunciata da un Presidente fu più calzante di quella  di  Preziosi. Testualmente "è un allenatore che ammiro, ma, per il nostro mondo é inapplicabile".
Salvo correggere immediatamente la gaffe con l'aggiunta "abbiamo un organico non adattabile", detto da uno che cambia quattro allenatori l'anno non depone a favore di una sua presunta competenza tecnica. E sempre Preziosi arrampicandosi su specchi appena insaponati: "posso solo dire che non vogliamo più soffrire" . Infatti mai nessuna squadra in serie A ha sofferto con Zeman: Foggia, Lazio, Roma, Lecce, con l'eccezione di un Napoli Moggiano, datato, incompleto che non ha voluto dare al Mister il tempo di lavorare.

Dunque, buona la prima, "Zeman per il nostro mondo é inapplicabile”. Deve esserci stato un forte terremoto, l'anno scorso, dalle parti dell'As Roma: allenatori che rifiutavano la "magica", gli Americani che non ricapitalizzavano, salvo farlo per soli 20 milioni dei 50 promessi, con ulteriore esborso forzoso dell'Unicredit di 30 milioni, non previsti, non concordati. La terra bruciava sotto i piedi dell'Unicredit, di Baldini e Sabatini, infatti avrebbero tranquillamente riconfermato Luis Enrique ma lo spagnolo, avendo capito l'antifona e la nuova trappola, tagliava la corda. Siamo al dramma: la sventolata svolta del bel gioco e de "le magnifiche sorti e progressive"  mostrava la corda, l'ingranaggio messo in piedi con lo “sputo” si stava ingrippando. Ecco allora l'idea Zeman, il buon calcio, ha appena stravinto un campionato di B, la Roma è salva, non perde la faccia, ma il mondo del calcio le ricorda che non si fanno sconti a chi ha destabilizzato il Sistema. Sabatini se ne ricorderà a gennaio per esonerarlo il 2 febbraio dopo un bombardamento mediatico di 5 mesi con la redazione sportiva di SKY in prima linea.

Dunque dov'é il nuovo calcio? Dove sono i nuovi vertici del calcio post-moggiano?

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