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Zeman non vince, Sconcerti ignora...

 05.05.2013 ZEMANlandia433 

Zeman non vince, Sconcerti ignora... 

di Enzo Follieri 

Sconcerti sconsiglia Zeman all'Inter, perché “non vince” ed all'Inter vincono tutti.

Infatti negli ultimi vent’anni hanno  vinto, nell'ordine, Castellini, Bianchi, Hodgson, Lucescu, Lippi, Tardelli, Cuper, Zaccheroni, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni. Fuor di battuta e di metafora chi ha vinto davvero a Milano é stato Simoni (una Coppa Uefa), poi Mancini in una serie A falcidiata dal calcio scommesse con la Juve in B e non in grado di investire quanto l'Inter una volta tornata in A, quindi Mourinho. Sconcerti consiglia un vincente. Noi aspettiamo di conoscerne il nome e sapere sempre da Sconcerti come farà l'Inter con un programma di abbattimento dei costi di almeno 60 milioni annui, pena pesanti sanzioni dall'Europa per un bilancio ultra deficitario, a potersi permettere uno squadrone. Quello che non sa e che non vuol sapere è che l'Inter ha in mente un programma a medio termine basato sulla crescita di una squadra giovane e sulla valorizzazione del proprio vivaio. Per questi progetti servono allenatori competenti e non allenatori cosiddetti vincenti, i quali, senza top player e senza spese folli, all'Inter non andranno mai. Ma intanto il buon Sconcerti, come da linea editoriale di Sky sport, si è messo avanti col lavoro, denigrando Zeman, per la felicità di Vialli, Mauro, Panucci ed i compagni e le compagne di merenda.

 Zeman non ha mai avuto una squadra per vincere, tranne il Foggia in serie B (1990) ed ha stravinto il campionato. Ma lo ha stravinto col gioco, con il miglior attacco e persino con una delle migliori difese, dando inizio alla prima Zemanlandia. 

Poi con quel Foggia senza Manicone (con Manicone per chi capisce di calcio avrebbe lottato per l'Europa), ha strabiliato in serie A, entrando nella storia mondiale del calcio totale:
"Senza ombra di dubbio, l'espressione più pura del calcio totale in Italia è stata rappresentata dal Foggia di Zdeněk Zeman nella prima metà degli anni novanta, capace di sbancare il campionato 1990-1991 di Serie B a suon di goal (70, dei quali 50 realizzati dal tridente offensivo composto da Roberto Rambaudi, Francesco Baiano e Giuseppe Signori), di concludere a metà classifica l'anno successivo in Serie A, e di confermarsi nei campionati seguenti, anche con giocatori sconosciuti provenienti dalle serie minori, sfiorando la qualificazione in Coppa Uefa; il tutto condito da assoluta velocità e spettacolo (talvolta ritenuto troppo spregiudicato) in ogni campo di gioco e contro qualunque avversario" (cit. Wikipedia). 

L'anno successivo come ricorda la stessa Wikipedia, compì il primo capolavoro. Fare la serie A con Mandelli, Di Vincenzo, Seno, Sciacca, Di Bari, facendo quasi gli stessi punti dell'anno precedente. Nella storia del calcio in Italia nessuna squadra é stata mai rifondata dalle fondamenta, vendendo tutti i pezzi pregiati, sostituendoli con modesti giocatori di serie C. A parte Di Biagio, gli altri non erano nemmeno i migliori giocatori di C. Mourinho come Capello o Lippi sarebbero retrocessi. Perché in quel caso - come sostiene Arrigo Sacchi - ha vinto la squadra che giocava meglio al calcio indipendentemente dagli interpreti. Lippi proprio all'Inter ha ampiamente dimostrato di non saper vincere senza campioni e nemmeno di saper proporre un bel gioco. 

La Lazio prima di Zeman in quegli anni non andava oltre il quinto-sesto posto e con Zeman arrivò secondo dietro la Juve dell’abuso di farmaci e poi terza. Conseguendo nel primo anno il miglior piazzamento dopo la Lazio dello scudetto targato 1973, non con striminziti 1-0 ma con partite spettacolari che finivano 8-2 contro la Fiorentina di Ranieri (un allenatore che cura bene la fase difensiva), 7-1 e tanti 4-0 e 5-0 rifilati alla Juve al Milan ed ai malcapitati che finivano sotto i colpi di quella Lazio. 

Poi prese la Roma che l'anno prima sfiorò la B e la riportò in Europa finendo al quarto posto e l'anno successivo al quinto perdendo per un punto la qualificazione in Coppa dei Campioni e con goleade storiche. 

Poi l'esilio imposto da Moggi e dal Sistema, per le famose dichiarazioni sull’abuso di farmaci.

 Saltando gli anni dell'esilio in cui accettò squadre con poche prospettive in B, senza società e senza soldi, solo per amicizia, nel 2005 compì un altro capolavoro con il Lecce, piazzandolo al decimo posto con 44 punti, migliore classifica di tutti i tempi del Lecce con il secondo miglior attacco ad un solo gol dalla Juve campione d’Italia e con un gol in più dell’Inter milionaria. Quindi dopo qualche anno il Foggia dei giovanissimi Insigne, Romagnoli, Laribi, Regini, Salamon, Burrai, Kone, Sau, Farias, in serie C, primo caso di una squadra con 18 under 23 quasi tutti provenienti da formazioni primavera. Arrivò sesto, lanciando nel grande calcio Insigne e Sau su tutti, a suon di gol. Poi l'ennesimo capolavoro di Pescara, una squadra sulla carta da zona salvezza, che straccia letteralmente il campionato con un attacco da 90 gol e miglior differenza reti: + 35. Nelle ultime sette partite 24 gol segnati ed appena 3 subiti e il capocannonierei della B: Ciro Immobile. Ecco, Sconcerti che parla di statistiche, farebbe bene a ricercare un simile exploit negli annali del calcio di serie B. Senza dimenticare che il tutto partì con un altro capolavoro, quello di Licata agli inizi della sua carriera.

 Zeman ha, dunque, vinto sfide impossibili . 

Quando avrebbe dovuto vincere un trofeo e dove? Lo scudetto con La Roma dell'epoca? O con la Lazio? Nella capitale andò oltre gli obiettivi che gli furono richiesti. Dunque Sconcerti ci dica quando ed in quale anno avrebbe dovuto vincere lo scudetto? 

Mourinho avrebbe vinto col Pescara? E col Foggia di Mandelli? 

Questo non lo sapremo mai, ma una cosa la sappiamo, il gioco di Zeman e l'entusiasmo che porta quest'uomo in qualunque piazza, tranne rare eccezioni, non lo porta nessuno.
Il suo é il più bel calcio del mondo. Un Napoli-Foggia 3-3, un Foggia-Juve 2-1, un Lazio-Milan 5-0, un Lazio-Fiorentina 8-2, un Messina-Lecce 1-4, un Foggia Lanciano 5-2, un Padova Pescara 0-6, un Roma-Fiorentina 4-2, un Roma-Milan 4-2, riconciliano col gioco del calcio. Tralasciando tanti altri risultati roboanti, Foggia-Verona 5-0, Pescara Vicenza 6-0, Lecce-Lazio 5-3 e tante goleade ancora da poterci scrivere un romanzo. Campionati con bel gioco e tanti gol, quasi sempre il miglior attacco: Lazio 2 volte, Roma 2 volte, Pescara e Foggia in B, Licata in C. Solo Zeman può farlo.
E tanto per essere obiettivi Zeman nei cinque anni di Roma con 4 miglior attacchi non è stato certo l’allenatore che ha subito più gol, 49 il massimo con la Roma, mentre Ranieri e Spalletti a Roma hanno anche subito 60 gol, nonostante fossero maestri nella fase difensiva.

 Questa è un analisi obiettiva.
Dunque se l'Inter punta su un allenatore capace di programmare negli anni una squadra di giovani, ha bisogno di un allenatore con le caratteristiche di Zeman, secondo Sconcerti un non vincente, così come il giornalismo italiano avrebbe bisogno di obiettività e di competenza e soprattutto di professionisti che non nascondano la verità e che non la manipolino.
Un giornalismo che vive di stereotipi e di mezze verità, é un giornalismo succube di poteri che impongono un pensiero unico, poteri che hanno distrutto il calcio in Italia portandolo al fallimento economico e depauperandolo di valori.
Poteri criminali che hanno portato a calciopoli prima ed a scommessopoli poi, passando per l'abuso di farmaci a detta di alcuni ancora presenti nelle pratiche di integrazioni “vitaminiche”. Per dirla con Zeman un calciatore sano a vent'anni, per reintegrare gli sforzi ha bisogno di bere acqua, mangiare pasta asciutta e non fare le 5 in discoteca. Per un giornalista serio, basterebbe vedere i numeri, quelli veri, essere obiettivo e, a proposito di Zeman, leggere quanto su riportato.

Noi continueremo a fare opera di controinformazione, sul nostro portale www.supremoboemo.it, contro ogni luogo comune ed ogni stereotipo inventato di sana pianta dai nemici del calcio pulito. Contro il più grande massacro nella storia del calcio che un allenatore abbia dovuto subire, per il solo torto di aver detto la verità, verità scomode che hanno urtato un sistema criminale! I giornalisti d'ora in poi farebbero bene a documentarsi, così, tanto per non fare danni inutili.