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Paolo Liguori: “Io caccerei i dirigenti e rimetterei Zeman in panchina”

Paolo Liguori: “Io caccerei i dirigenti e rimetterei Zeman in panchina”

24.04.2013 Esclusiva Asromalive.it

Intervista realizzata da Marco Pennacchia

ASROMALIVE.IT  - E’ ormai risaputo che Paolo Liguori sia un grande tifoso della Roma e anche uno zemaniano  convinto. Il popolare giornalista ha concesso un’intervista ai microfoni di Asromalive.it, dove si sono toccati diversi argomenti tra cui: la situazione attuale della squadra; i motivi che hanno portato all’allontanamento di Zdenek Zeman; la scelta del nuovo tecnico e la prossima finale di Coppa Italia. Queste le sue parole:

Nelle ultime partite tra campionato e Coppa, la Roma, a tratti, è sembrata una squadra senza anima. Secondo lei da cosa è dipeso?

Mi sarei meravigliato del contrario, perché la Roma non ha nessuna struttura alle spalle. Qualche volta tira ancora fuori un’anima grazie a giocatori come Totti che danno il meglio. In questo momento mancano tre componenti: squadra, società ed allenatore. C’è solo il capitano e qualche altro giocatore e, sporadicamente, si trova il gioco in modo spontaneo. La Roma è messa in campo in maniera totalmente casuale ed è senza anima e senza carattere perché non c’è società. La Roma aveva un allenatore, Zeman, che dava un’impronta, una tattica, un carattere e che aveva capito anche che ci voleva un pugno fermo per tenere insieme i giocatori. La società lo ha sconfessato e lo ha esonerato sulla base di una sua denuncia e protesta sul fatto che nella Roma non ci fosse disciplina.

Quindi, se un allenatore fa un appello alla società per riportare la disciplina vuol dire che i giocatori si sono schierati contro di lui per via degli allenamenti troppo duri. Difatti, la prima cosa che hanno fatto è stato dimezzare gli allenamenti e mettere in panchina uno che, non me ne voglia Andreazzoli, non è un tecnico: è un uomo che sta lì e da una mano soprattutto nello spogliatoio. Questa è una squadra che entra in campo e subisce il gioco dell’avversario, non ha una sua identità, non sa imporsi. Entra in campo e aspetta; prende il gol e reagisce e, quando lo fa, pareggia oppure vince ma solo per via delle individualità. E’ successo a Milano ma parliamo delle macerie dell’Inter“.

Secondo lei, dunque, Zeman è stato una vittima? E’ stato scelto solo per dare un buon nome alla piazza?

Sì, Zeman è stato scelto solo perché bisognava mettere a tacere la piazza, che si stava rendendo conto che l’affare Montella era gestito molto male. Bisognava dare una risposta dopo il fallimento grave con Luis Enrique. L’episodio di Montella poi è stato gravissimo: aveva già avuto la Roma ed aveva fatto bene, poi è stato mandato a Catania e, alla fine, si è licenziato per tornare nuovamente a Roma. Al momento di fare il contratto, ha chiesto ciò che era stato dato a Luis Enrique, il quale veniva da una Primavera del Barcellona e che aveva avuto un contratto faraonico dalla dirigenza romanista. In tutta risposta, lo hanno liquidato. Quindi, approfittando del fatto che Zeman fosse a Pescara e avesse una grande passione per la Roma (lo ha detto anche nell’intervista alla Gazzetta), ha accettato un contratto inferiore e il suo nome ha galvanizzato i tifosi. Zeman non ha chiesto campioni, è andato a riprendersi Florenzi, incautamente ceduto al Crotone, e ha trovato una posizione in campo a Lamela. In più, ha fatto comprare Destro affermando che avrebbe usato anche Osvaldo. Ad un certo punto, di fronte a certi episodi di indisciplina, che riguardano non solo De Rossi e lo stesso Osvaldo, ma anche altri giocatori (penso ai brasiliani) e avvenuti soprattutto sotto le feste di Natale, Zeman ha chiesto un intervento della società che non è arrivato. In pratica ha denunciato la mancanza di disciplina. A questo punto, allora, la società ha preso la decisione di esonerarlo“.

Non per i risultati?

Guarda, se rivedi quelle partite, noterai che ci sono alcuni giocatori che hanno giocato contro di lui. In questi casi la società dovrebbe multarli e appoggiare l’allenatore, invece ha appoggiato questa rivolta. Io penso che Zeman sia stato il capro espiatorio. Io ho scritto che a Roma ci sono troppe vedove di Moggi, perchè Zeman ha fatto un errore: fin dall’inizio non ha avuto paura di una sfida che gli lanciava un certo ambiente, quello che difende l’impostazione della Juventus dei farmaci e quant’altro. Il boemo è stato attaccato sistematicamente ogni domenica, qualunque fosse il risultato. Prendi, ad esempio, Sky: l’assoluto gestore dei commenti si chiama Gianluca VialliVialli ha fatto una campagna contro Zeman, sia esplicita che occulta, coinvolgendo tutti i commentatori: perfino Panucci, che ha giocato nella Roma, ha fatto un martellamento contro Zeman e, non a caso, si è parlato anche di lui come possibile sostituto, come se Baldini dovesse fare pace con quell’ambiente. Tra i dirigenti c’è stata un’accondiscendenza molto forte con un ambiente che detesta Zeman. Questo perché lui è pulito. Avrà il problema della difesa ma fa giocare i ragazzi, gli insegna lo sport, gli da delle regole. Se la Roma non è riuscita a seguire il gioco di Zeman, è perché è marcia. I giocatori che non sono marci come TottiInsigne ,Immobile, VerrattiMarquinhosFlorenzi sono riusciti a seguirlo

Si parla tanto del nuovo tecnico. I nomi sono sempre gli stessi: Pioli, Mazzarri, Allegri, Donadoni…Qual è la sua idea?

Oggi ho letto un articolo dove si diceva: “Alla Roma serve un allenatore di carattere, di carisma e che sia uno che comanda”. Il fatto è che la Roma ce l’ha sotto contratto questo allenatore. La cosa migliore da fare sarebbe cacciare i dirigenti e rimettere Zeman in panchina. Per fare questo, però, la proprietà dovrebbe avere voce in capitolo invece qui non si sa nemmeno chi comanda. Un proprietario serio caccerebbe qualche giocatore, ne comprerebbe qualcuno che manca e rimetterebbe Zeman al suo posto. Anche perché certi nomi fanno ridere..

In che senso?

Ad esempio, viene detto: se Allegri fa bene e prende il terzo posto resta al Milan; mentre, se fa male, è buono per laRoma. Ma di cosa stiamo parlando? Questa dirigenza sta umiliando il club. Sono dei poveracci. Hai un fior di allenatore, che ti invidiano tutti (o almeno quelli che capiscono di calcio pulito) e che, certo, ha il suo carattere e i suoi difetti…e invece metti in reparto un infermiere al posto del primario. Mazzarri non ci credo ne ora ne mai: ha un ingaggio faraonico e, se si vuole fare una squadra di giovani, non è l’uomo ideale, dato che vuole i campioni. Donadoni e Pioli sono stati entrambi riconfermati. Pioli, probabilmente, era già stato preso da Sabatini ma poi è stato dirottato a Palermo dove è stato cacciato da Zamparini per poi finire a Bologna. Lo ritengo un fior di allenatore, ma quando Sabatini ce lo aveva in pugno i giornali fecero una campagna denigrativa contro di lui

Come vede questa finale di Coppa Italia?

Se continua così, la vedo male. E’ un peccato, perché è una finale da vincere. Adesso abbiamo partite difficili e ci giocheremo solo con questo derby il posto in Europa. Bisogna arrivarci con un gioco. Non si può contare sempre sul carattere del capitano, che trascina tutti. Col Pescara non ce l’ha fatta neanche lui. Non ci si può affidare sempre alla giocata di Lamela. Bisogna trovare: condizione, carattere morale e un po’ di tattica. Il derby di campionato d’andata, ad esempio: se rivedi il primo tempo, vedrai una Roma che gioca cento volte meglio di quella d’adesso. Se prendi la partita d’andata di Coppa Italia contro l’Inter, vedrai una squadra terrificante: penso che nel primo tempo abbiamo avuto sei occasioni da gol almeno. Perfino la partita che abbiamo perso a Napoli, a parte i gol mangiati da Destro, in realtà l’abbiamo giocata benissimo