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Una multa per Mister Zeman

24.04.2013 ZEMANlandia433
Una multa per Mister Zeman

di Enzo Follieri

«Walter Sabatini fu radiato a febbraio del 2003 dopo una condanna a 5 anni comminata nel 2000. Sabatini sconterà la squalifica fino al febbraio 2005, potendo così insediarsi come dirigente di Lazio, Palermo ed ora Roma. Come si è arrivati a questo? Grazie alla "legittima aspettativa" di non essere più radiato dopo tre anni di attesa e a causa "dell’irragionevolezza del tempo trascorso", oltre ai "vasti riconoscimenti, le attestazioni di stima e la copiosa documentazione" presentata dal ricorrente. » (fonte goal.com- Il mistero delle radiazioni scomparse 14/9/2011)

Forse risiede in questo la motivazione della richiesta di una multa per Mister Zeman?

Mi spiego. Nell'intervista pubblicata ieri sulla Gazzetta dello Sport, Zeman ha risposto così a queste domande:

A proposito, ha visto? E’ tornata la Gea, ma stavolta si parla di business etico.

«Il calcio italiano, come il Paese del resto, dimostra di avere poca memoria, ma eviterei la parola etica per chi ha subito processi e condanne. Nel calcio meno condannati ci sono e meglio è».

Alcune sue esternazioni hanno irrigidito anche il rapporto con i dirigenti.

«Ho chiesto alla società di essere più presente. E’ una colpa? Senza disciplina non può esserci una squadra di calcio: l’ha detto anche Mourinho, uno più famoso di me».

Perché secondo lei fu scelto?

«A volte me lo chiedo anch’io. La mia filosofia si è dimostrata diversa da quella dei dirigenti. Forse serviva un nome buono per la piazza, di certo il mio stipendio è stato abbondantemente ripagato con gli abbonamenti realizzati…».

Probabilmente Sabatini non ha mandato giù queste esternazioni, essendo stato a suo tempo condannato e radiato e solo grazie ai meandri oscuri e maleodoranti della federazione é riuscito a cavarsela con dei cavilli al limite della legalità della giustizia sportiva.

Lo stesso Sabatini che in conferenza stampa dichiarò “l’allenatore ispira il mercato, non lo decide. L’allenatore passa” (fonte forza-roma.com), denota - oltre che un palese atteggiamento arrogante - la totale lontananza fra la società ed il Mister circa la messa a punto di un fantomatico progetto, tanto da far pensare a Zeman che la scelta di ingaggiarlo fosse legata solo ad una questione di immagine, sfruttando il suo appeal fra i tifosi.

L'AS Roma si é mossa dunque nella totale assenza di chiarezza, lasciando il Mister fra l'altro solo dentro un anarchismo atavico nello spogliatoio. Dopo Torino le prime esternazioni di De Rossi contro il Mister e il suo gioco ed a seguire gli atteggiamenti poco professionali da parte di quei giocatori scontenti per il poco impiego da titolari, testimoniano la totale assenza della società.

È di questo che la Roma dovrebbe rispondere ai suoi tifosi e non multare Zeman per aver espresso liberamente il proprio pensiero che , senza offendere nessuno, ha messo sul piatto della chiarezza la diversità di vedute fra lui ed i dirigenti. Zeman ha accusato la Roma di averlo utilizzato per scopi per nulla legati ad un progetto ed é di questo che i dirigenti e Sabatini in primis devono rispondere, sempre che abbiano le argomentazioni per farlo.

Zeman é stato pugnalato alle spalle dopo essere stato lasciato solo e certamente il passato di Sabatini non depone a favore dello stesso circa le eventuali pressioni esterne che potrebbero averlo indotto nella determinazione all'esonero. Infatti Zeman ha lasciato intendere nelle interviste, che spesso le società sono più attente a ciò che proviene dalle televisioni e dall'esterno, senza preoccuparsi di ciò che avviene al proprio interno.

Di Biagio, già pilastro di Foggia, Roma e Inter nonché della nazionale ed attualmente commissario tecnico della nazionale under 20, in una intervista rilasciata in esclusiva al nostro portale, ha dichiarato che bastava il carisma di Zeman per caricare i giocatori e che il suo carisma è molto più forte di tanti allenatori che urlano. Castan dovrebbe riflettere su queste parole, visto che per otto volte si é recato da Sabatini per lamentarsi del poco dialogo che aveva col mister, visto che non é ancora nessuno. Anche se resta da capire se ci sia andato spontaneamente. Marquinho che sputa per terra davanti la panchina dopo essere stato sostituito a Catania, Pjanic che si lamenta con una serie di parolacce all'indirizzo di Zeman nel derby con la Lazio, avrebbero dovuto indurre la società a drastiche misure e drastici richiami invece di permettere uno scempio simile.

Hanno avuto più gastroenteriti il martedì i giocatori della Roma in 5 mesi , che 120mila marines in 10 anni di Iraq. Ed è di questo che Sabatini e Baldini avrebbero dovuto preoccuparsi dopo la richiesta di maggior disciplina da parte del Mister prima della partita di Bologna. Invece Sabatini ha pensato di delegittimare Zeman pubblicamente lasciando ad alcuni giocatori il compito di affossarlo in Roma-Cagliari con un palese disimpegno, sottolineato dalla stampa e dai tifosi.

Sono cose che accadono solo alla Roma ed é di questo che i dirigenti devono rispondere, se non al Presidente, all'opinione pubblica ed alla Lega Calcio. Perché permettere e fomentare gli ammutinamenti dei giocatori non depone a favore della Lega Calcio, agli occhi degli sportivi italiani , dell’Uefa e della Fifa.

Per cui, alla luce di questi episodi, comminare una multa per l'espressione di un libero pensiero di un allenatore come Zeman, icona del calcio pulito e riconosciuto tale dalla stragrande maggioranza degli sportivi Italiani, é un offesa all'intelligenza ed al senso comune. Sarebbe auspicabile che l'importo della multa, col placet della Roma, Zeman la devolvesse  in beneficienza ad una scuola calcio di sua scelta, perché contribuisca a inculcare nei ragazzi, che si avvicinano al mondo del pallone, lo spirito di sacrificio, la cultura del lavoro, la disciplina e la lealtà verso i compagni e verso i loro insegnanti.

Una multa a Zeman é una multa all'etica sociale e sportiva. È una multa a tutti coloro che credono nella cultura del lavoro, del sacrificio, della lealtà e della disciplina nello sport come nella vita. È una multa ai valori di uno sport sempre più fucina di cattivi insegnamenti e di pessimi esempi. Uno sport che lo si può riconoscere solo nelle categorie inferiori, dove gli atleti sudano, si allenano e magari dormono negli spogliatoi come avvenne a Busto Arsizio e giocano senza soldi pur essendo professionisti, onorando i valori della maglia e del calcio.

E’ infine una multa al buon senso, magari suggerita dagli stessi che dall'esterno organizzarono una guerra mediatica e suggerirono il suo esonero. Fra la Roma e Zeman non c'è stata la storia di un progetto fallito, ma di un inganno prima e di un agguato mirato dopo.