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Soldi sporchi e neri sul calcio Italiano?

17.11.2015 ZEMANlandia433

Soldi sporchi e neri sul calcio Italiano?

di Enzo Follieri

Il 27 settembre scorso il  quotidiano “La  Repubblica” riporta una inchiesta della procura di Milano sul ruolo di "Infront" nell'asta per i diritti TV del calcio Italiano e sulla scalata per l'acquisto del Milan. Infront é la società fondata da Marco Bogarelli, inserito negli ambienti della Lega Calcio nel 2008 da Antonio Matarrese, che gli procura i primi contatti. La Infront ha 20 filiali in tutto il mondo, 500 dipendenti ed é fra i clienti FIFA, inoltre per la Lega Calcio è l'advisor nella vendita dei diritti di serie A, serie B, Coppa Italia e Supercoppa, oltre alle società Ac Milan, SS Lazio, Schalke04 e Werder Brema.

Nell'inchiesta su Infront si parla di profitti indebiti, di affari con Tax & Finance, una società Svizzera fittizia che crea società off-shore e di Preziosi, Paparesta e Lotito, rispettivamente presidenti di Genoa, Bari e Lazio finiti fra le carte dei magistrati. Ma andiamo per ordine.

La procura di Milano accerta una turbativa d'asta per l'assegnazione dei diritti televisivi della serie A, con false comunicazioni alla Covisoc che é l'organo di vigilanza. Da qui scattano le contestazioni formali della procura che coinvolge per il momento tre Presidenti di serie A, Lotito , Preziosi e Paparesta e i vertici di Infront. Ma la procura ha il sospetto fondato  e molto grave che vi sia una sorta di creazione di fondi neri. L'ipotesi si fa strada quando la procura milanese pian piano risale al fiume di denaro che dai bilanci tragicamente fallimentari del calcio Italiano, viene dirottato da Infront , advisor della lega calcio, verso paradisi fiscali.

 Ma Lotito, Preziosi e Paparesta sono gli unici finiti fra le carte dei magistrati? Secondo voci di corridoio del palazzo di giustizia di Milano, questi tre nomi rappresentano solo la punta dell'iceberg e che un terremoto sta per abbattersi sul mondo del calcio professionistico Italiano. Intanto anche “La Repubblica” di oggi 17 novembre parla di Lotito, Preziosi e Paparesta fra le carte della procura, ma non va oltre, al momento non si conoscono le eventuali imputazioni, ad eccezione di Lotito che - stante le indagini della procura milanese - avrebbe pagato il giocatore Santos Ederson attraverso società off-shore su sollecito del Presidente del Modena Caliendo che con un intimazione invitava il Presidente della Lazio al pagamento di quanto dovuto.

Lotito non é dunque solo quel personaggio chiacchierato per il gossip,  quello dell'amico dei palazzinari, delle sparate boccaccesche, dei siparietti macchiettistici conditi da citazioni "latine". Per la procura milanese é qualcosa di più ed é così bravo e così in alto, che il suo nome spunta fra le carte dei magistrati per primo. Lotito stante i bene informati del calcio nostrano non ha in mano solo la Lazio e la Salernitana, ma anche "la Bari", dunque sarebbe lui a capo di quella cordata che portò Paparesta ad acquisire da Matarrese le quote del Bari. Ma non é di questo che si occupa l'inchiesta milanese, probabilmente - se un giorno dovessero rispondere a verità le voci sul Bari - saranno altre inchieste ad accertarne responsabilità penali,  là dove dovessero essercene.

Di Preziosi invece conosciamo quel che basta, un Presidente che girava con 250 mila euro in contanti per aggiustare una partita del Genoa, scoperto con le mani nel sacco e retrocesso con il suo Genoa in serie C, nonostante la promozione in serie A. Sul suo capo pendeva la richiesta di radiazione dalla giustizia sportiva, ma inizialmente gli fu comminata una squalifica di 5 anni, mentre la giustizia ordinaria lo condannò a quattro mesi di reclusione, con la condizionale, per frode sportiva. Passati i 5 anni non scattò alcuna radiazione, anzi riuscì - per il fallimento del Como di cui era il Presidente - ad ottenere un arbitrato con il quale il suo avvocato fu capace di ribaltare un'altra squalifica di cinque anni con una multa di 150 mila euro da destinare agli sport africani. Così come sostanzialmente la passò franca per il caso Milito-Motta con una trattativa con la FIGC.

Nel 2011 Preziosi si affrancò  definitivamente dalla giustizia sportiva con un accordo fra le parti, accordi finora secretati. Qualcosa di simile in quegli anni capitò all'attuale ds della Roma, che, radiato, dopo due anni venne reintegrato grazie alla legittima aspettativa di non essere ancora radiato ufficialmente dopo tre anni di attesa per la "irragionevolezza del tempo trascorso",  presentando una copiosa documentazione con gli attestati di stima di tutto l'ambiente calcistico e successivamente riprese la sua carriera, prima nel Palermo poi nella Lazio di Lotito e ad oggi é il ds della Roma.

Tornando all'inchiesta milanese,  siamo al pesante sospetto che la Infront dirottasse i soldi dei bilanci del calcio Italiano in lidi poco chiari. Stante La Repubblica che ha iniziato questa inchiesta giornalistica, la guardia di finanza senza mezzi termini parla di questo giro vorticoso di soldi come "indebiti profitti", lasciando ai magistrati il compito di capire chi tragga vantaggio da tutto questo.

Tutto ruota intorno alla fiduciaria svizzera "Tax & Finance".  Una finanziaria che secondo i PM Roberto Pellicano , Giovanni Polizzi e Paolo Filippini, si occupa principalmente di creare fondi neri. Ma a cosa servono fondi neri nel calcio? Nel calcio Italiano? Intanto qualche settimana fa, Andrea Baroni, partner della Tax& Finance viene arrestato. T&F é advisor di BEE nella scalata al MILAN ed INFRONT e suo principale cliente. A fine ottobre la scalata al Milan si ferma, gli arresti cominciano a fare paura e a far tremare nomi forti, NOMI CHE FANNO PAURA. Nella scalata al MILAN vengono cambiati nel frattempo  gli advisor, mentre la procura sta indagando sull'asta dei diritti televisivi e sui FONDI NERI.

Secondo i magistrati la T&F non solo si occupa della creazione di fondi neri e di società off-shore, ma si accerta che le stesse siano destinate a gestire risorse finanziarie in modo illecito. Per il momento non é dato sapere altro se non di una "gestione illecita di risorse finanziarie".

Ma la bomba sta per scoppiare perché in ballo ci sono enormi interessi e perché fra i clienti di T&F non ci sono solo la Infront con i suoi interessi calcistici Italiani, bensì circa TRECENTO CLIENTI ITALIANI,  fra i quali FAMIGLIE IMPRENDITORIALI con enormi capitali e cospicui patrimoni, professionisti, commercialisti, manager e sportivi, dirigenti, calciatori.

La T&F deve spiegare come - attraverso società fittizie appositamente create, i cui nomi e dirigenti sono al vaglio dei magistrati - abbia perfezionato operazioni strutturate ad arte finalizzate alla raccolta di indebiti profitti e deve spiegare ai magistrati il connubio con la Infront società monopolista del calcio Italiano. Così come deve spiegare "numerose pratiche" riconducibili a sportivi che gravitano nella galassia INFRONT. Intanto i finanzieri hanno individuato in particolare due società create artificiosamente dai commercialisti di Lugano, per servire il GRANDE CLIENTE INFRONT. Due veicoli come riporta La Repubblica denominati Aloca e Deruta, nomi di non particolare fantasia, quest'ultimo, visto che la sede legale di Infront Italia è in via Deruta n. 20 a Milano.

Fra l'altro nel rapporto dei finanzieri emerge un andazzo non affatto rassicurante su come avvengono i pagamenti nel calcio mercato Italiano.

Dunque siamo solo agli inizi di una inchiesta dalla quale si intravedono reati pesantissimi sulla gestione dei soldi del calcio Italiano, con i primi nomi che vengono alla luce ai quali si accompagneranno altri ben più importanti, sia del calcio Italiano sia di altre attività imprenditoriali, con nomi altisonanti per il momento secretati nelle carte dei magistrati. Ci vorrà del tempo , ma la solerzia  e le indagini a tutto campo della guardia di finanza e dei Magistrati milanesi, lasciano presupporre che presto si dovrebbe delineare un quadro più chiaro dell'intero "affaire" dei soldi del calcio Italiano.