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Gli Agnelli perdono il pelo ma non il vizio

22.11.2014 ZEMANlandia433

Gli Agnelli perdono il pelo ma non il vizio

di Enzo Follieri

Agnelli riabilita Moggi: "rappresenta una parte importante della nostra storia".

La conosciamo la Storia della Juve, la squadra della famiglia Agnelli e della Fiat.
E non c'era bisogno che il rampollo di casa Agnelli, Andrea, ce lo ricordasse con la riabilitazione pubblica di Moggi, ignorando le regole, le leggi, il buon senso ed ogni principio di civile convivenza.  La Fiat nasce nel secolo scorso, per l'esattezza nel 1899 e come tutte le industrie dell'epoca sfruttava massicciamente la manodopera e quindi gli operai, con turni stremanti e disumani. Lo sfruttamento era scientifico Taylorista e Fordista. Taylorismo e Fordismo sono due complessi fenomeni economici, sociali e di organizzazione del lavoro che fanno capo a due Illustri Capitalisti degli inizi del novecento, Frederick Taylor ed Henry Ford.

L'Ingegner Taylor fu il primo a teorizzare una organizzazione scientifica di sfruttamento del lavoro, in seguito alla sua personale esperienza di produzione essendo stato responsabile della produzione in fabbrica. Taylor annullò tutti gli sprechi di tempo, le pause, i tempi morti. Inventò la catena di montaggio, un sistema produttivo diviso in tante piccole unità semplici e ripetitive che non consentivano alcuno spreco di tempo.

Gli operai della catena di montaggio, dovevano svolgere solo determinati movimenti sempre uguali per tutta la durata della giornata lavorativa. Un lavoro massacrante e disumano. Chi aveva la capacità di essere straordinariamente veloce era anche incentivato economicamente con un premio di produzione.  Di qui è nato il lavoro alienante ancora oggi diffuso con tecniche diverse o con le stesse nei paesi del sud del mondo, in Cina, India ecc. e per alcuni versi anche in Europa ed in ogni paese capitalistico.
Stupefacente il filmato di Charlie Chaplin sull'alienazione.

Ford a differenza di Taylor pur utilizzando gli stessi sistemi aumentò i salari in un'ottica di politica economica Keinesiana, portando gli stessi lavoratori ad acquistare i beni, quindi le auto e diventando i primi testimonial del proprio prodotto. Ovviamente l'alienazione, la fatica, la salute venivano in second'ordine, terz'ordine, quart'ordine così come la sindacalizzazione. Era solo sfruttamento. Ma la Fiat nel dopoguerra, quando la classe operaia prendeva coscienza di sé e cominciava a rifiutare o quantomeno contestare l'enorme sfruttamento, pensò bene di schedare in massa tutti quegli operai che osavano prendere simili iniziative.  Lo sfruttamento non cessò e l'autunno caldo portò seri cambiamenti nelle fabbriche e meno sfruttamento. La Fiat nei confronti dello Stato si é sempre approcciata con il ricatto, o i soldi o i licenziamenti massicci. Lo Stato è intervenuto spesso con finanziamenti di decine e decine di migliaia di miliardi delle vecchie lire, per permettere alla Fiat di essere competitiva, insomma noi contribuenti abbiamo risanato per decenni i bilanci fallimentari della Fiat, pagandone le perdite, mentre i profitti finivano dritti nelle tasche della famiglia Agnelli.

Negli anni ottanta la politica di sfruttamento della Fiat, di muro contro muro con gli operai, di licenziamenti illegittimi degli operai più consapevoli e sindacalizzati, portò all'occupazione di Mirafiori. 35 giorni di lotta ed una storica sconfitta dei lavoratori. Berlinguer in quei giorni scese in difesa degli operai, ed andò ai cancelli della Fiat, lasciato solo dal gruppo dirigente del PCI e da quel Napolitano ora Presidente della Repubblica. Arrivando ai giorni nostri, dove le metodologie di sfruttamento Fiat e di mancanza del rispetto di regole e leggi sono rimaste inalterate, la stessa dopo anni di sfruttamento anche delle casse dello Stato e dei contribuenti,  ha pensato bene  di lasciare l'Italia scappando di notte come i ladri.

La Juve è stato il giocattolino della Fiat e della famiglia Agnelli, utilizzando lo stesso disprezzo verso le regole e le leggi. Dal doping a calciopoli, sempre in prima fila con l'organizzazione criminale fondata da Moggi come hanno ampiamente documentato letteralmente i vari magistrati che nei vari processi hanno indagato e condannato gli artefici di questi delitti e quando le condanne non sono state applicate lo si deve alla prescrizione.
Ma anche dai giocatori la Juve ha ottenuto il massimo con una farmacia strutturata negli spogliatoi ottenendo prestazioni superiori alle altre squadre con l'uso sconsiderato di farmaci, stante i processi che si sono occupati di questo, infischiandosene della salute dei giocatori, come la Fiat se ne é sempre infischiata di quella degli operai. Stessi sistemi. L'operaio o il calciatore come veicolo di profitti economici o sportivi a scapito della propria salute. L'unica differenza é che i giocatori sono dei milionari e potevano rifiutare di prendere farmaci a differenza degli operai che non avevano la libertà di poter scegliere.

L'Avvocato per antonomasia Gianni Agnelli dopo le denunce di Mister Zeman sul'uso spropositato di farmaci ebbe a dire, con arroganza padronale, che Zeman doveva essergli riconoscente per aver salvato suo Zio Čestmír Vycpálek dai carri armati sovietici...L'avvocato perse l'ennesima occasione per stare zitto non rispettando il travaglio di chi perse la libertà scegliendo l'esilio alla dittatura. Una caduta di stile, la solita arroganza padronale di chi non ha mai rispettato le leggi, sull'ambiente, sul lavoro, nella società, nello sport, ricorrendo alla illegalità per l'affermazione pubblica, lavorativa e sportiva.

Oggi Benitez in conferenza stampa ha solidarizzato con Zeman dicendo che aveva ragione sulle denunce contro il doping e contro calciopoli. L’unico allenatore, dal ‘98 ad oggi, ad aver avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di affermarlo.

Dunque oggi il rampollo degli Agnelli, Andrea, riabilita Moggi e tutta l'attività criminale che lo ha visto protagonista quale DS della Juve in spregio ad ogni regola ed al buon senso, allo stesso senso comune che é patrimonio di ogni sportivo onesto.
Fa specie come negli anni del doping e di calciopoli fautori della legalità come Veltroni, Fassino e Bersani non abbiano mai proferito parola di condanna alcuna. Solo perché erano juventini. Travaglio, Juventino, ha sempre combattuto la deriva Moggiana e criminale ed ha molto da insegnare a questi soloni della legalità ad intermittenza.
Forse temevano di perdere il voto di migliaia di Juventini?

Tanti anni fa, non ricordo bene in che occasione, Berlinguer era a Torino e fu avvicinato da numerosi giornalisti alcuni dei quali gli posero questa domanda: Berlinguer, noi sappiamo che lei é un tifoso Juventino... Berlinguer rispose di getto: “non é vero, io sono tifoso della Torres (Sassari)”. Ecco, Berlinguer non temeva certo di perdere voti, lui non veniva votato perché Juventino, lui era altro. Era quell'onestà intellettuale che la Famiglia Agnelli nel corso della sua Storia non ha mai conosciuto, che la Fiat non ha mai conosciuto, che la Juve non ha mai conosciuto, e Veltroni, Bersani e Fassino dovrebbero avere il buon gusto di vergognarsi, perché quella onestà intellettuale nonostante i proclami non appartiene neanche a loro.