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Italia, a casa con disonore

25.06.2014 ZEMANlandia433

Italia, a casa con disonore

di Enzo Follieri

É finita un'altra epoca, dopo il fallimento del 2010, ennesima delusione ed un copione già scritto. Nelle ultime sette amichevoli l'Italia non è riuscita a vincere nemmeno con il Lussemburgo in casa. Sovente si sostiene che l'Italia va vista nei momenti importanti, infatti si è toppato anche là. Se non servono le amichevoli è inutile farle, se non si giocano con professionalità le amichevoli non si deve essere convocati. Un campanello d'allarme non colto. Ora si apre la caccia al colpevole da parte dei senatori, vero cancro di questa squadra. Buffon apre l'artiglieria e spara su Balotelli, gli si accoda De Rossi rincarando la dose. Buffon ha sulla coscienza il gol contro la Costarica, De Rossi è l'unico che dovrebbe tacere: con gli USA nel mondiale del 2006 ci lasciò in 10, quattro giornate di squalifica, spesso gli accade in campionato, capeggia la rivolta contro Spalletti, Ranieri ed in ultimo Zeman, un giocatore che non gioca da 5 -6 anni e che trama in silenzio contro gli allenatori. Il pacchetto difensivo targato Juve non ha ancora capito che fuori dall'Italia non hanno alcuna indulgenza per i loro inutili fallacci.

Prandelli ora parla di Patriottismo e di valori che mancherebbero sin dalle giovanili e poi contro ogni etica convoca Chiellini, reo la domenica precedente di una gomitata killer contro un suo avversario. Insomma una nazionale della vergogna e del disonore. Buffon, il Capitano, invece di abbandonare per ultimo la nave, salta giù come Schettino ed accusa gli altri compagni, nel bene o nel male, di non remare come i senatori. Uno spettacolo indecente, uno spettacolo all'Italiana.

E sorvolo sul gioco perché, quando si ha un Verratti in condizioni ottimali, capace di interdire con lucidità e di costruire con fantasia, e si fa giocare De Rossi, sfregiando e condizionando l'intera baracca, non ha senso addentrarsi in simili argomenti. Quando Prandelli ironizza sull'utilizzo di Insigne e di Cerci buttati nella mischia durante il fallimento tattico e atletico contro la Costarica, si schiera con Buffon, attacca i ragazzini e se ne lava le mani. Si dimette con le mani pulite, lavate con le scuse puerili, del solito Italiota piagnisteo contro l'arbitraggio.

Balotelli lo si è esposto alla critica ed ora diventa il capro espiatorio, ma la responsabilità è di chi ha disegnato la nazionale in funzione del suo tiro da fuori area. Una pazzia tecnico-tattica che ha segnato questo mondiale. Col Fluminense si era intravista la nazionale del futuro, bastava semplicemente capire che c'era un Italia cotta ed un'altra pronta ad entrare nella storia. Invece si è continuato a fare catenaccio, ad inventarsi un'altra improbabile situazione d'attacco con Immobile e Balotelli.

Bruciando un altro giovane.

Il centrocampo di ieri per un po’ ha funzionato e se davanti avessero giocato insieme Cerci, Immobile e Insigne, forse ora parleremmo d'altro, con Aquilani pronto a dare il cambio a Pirlo o a Marchisio, quando il fiato veniva meno. Con dietro una normale difesa a quattro, con i due terzini ad aiutare gli esterni d'attacco. Avremmo giocato su due esterni micidiali con Immobile abituato a giocare sia con Cerci sia con Insigne (Fluminense docet) e Verratti dietro di loro. Non ci voleva tanto, bastava un pizzico di coraggio ed il Fluminense è stato il "senno di prima", per cui nessuno oggi può dire "col senno di poi". 

Il mondiale dei mondiali così caro a SKY, la tv che rappresenta la cultura calcistica attuale, fatta di stereotipi, di incompetenza (non basta essere stati calciatori per parlare di calcio, Maradona docet), alimenta la cultura degli alti ingaggi dei top player, schierata contro il calcio moderno e contro chi prova ad applicarlo. Non può, ad esempio, una pattuglia capeggiata da Vialli commentare le partite di Zeman, questo lo capiscono anche i bambini, la setta Sky rappresenta l'iceberg della sub-cultura calcistica Italiana. Figuriamoci il resto del movimento.

A casa dunque col marchio del disonore, a casa i senatori che puntano il dito contro i ragazzini, a casa un tecnico che non ha saputo osare al suo primo mondiale, a casa tutto il circo mediatico, inutile e dannoso, a casa i falsi valori di questi milionari viziati.

A casa con disonore.