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UN CAPITANO... C'E' SOLO UN CAPITANO!

20.04.2016 ZEMANlandia433

UN CAPITANO... C'E' SOLO UN CAPITANO!

di Stella Corigliano 

Stavo vedendo in tv (un po' ridacchiandomela per la verità!) la Roma che perdeva 2-1 in casa contro il Toro... stavo vedendo Totti riscaldarsi da inizio secondo tempo... e riscaldarsi ancora negli ultimi 10 minuti di partita... Mi chiedevo che senso avesse farlo riscaldare per quasi un tempo intero e non farlo entrare...

A 4 minuti dalla fine, accompagnato dall’ovazione del suo pubblico, Totti entra in campo.... Punizione per la Roma, cross in area... sbuca sul secondo palo un ragazzino di quasi 40 anni, lo stesso di domenica scorsa, che in spaccata si avventa sul pallone… GOL!... e all'improvviso mi ritrovo con le braccia in aria e i pugni chiusi ad esultare.... mentre mi associo, da casa, al coro dell'Olimpico "un capitano... c'è solo un capitano...!"... Gente sugli spalti che si commuove.. e anch'io a casa!

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AVEVA RAGIONE ZEMAN!

11.01.2016  ZEMANlandia433

AVEVA RAGIONE ZEMAN!

di Stella Corigliano

Zdenek Zeman…. esonerato dalla Roma il 2 febbraio 2013 per aver chiesto regole e disciplina in un ambiente indisciplinato e anarchico.

Rudi Garcia ad un passo dall’esonero…  E' durato più tempo di Zeman, non solo perché il suo ingaggio pari a 2,8 milioni rappresenta per la società un pesante fardello, ma anche per la sua accondiscendenza nel fare le formazioni "desiderate", per aver schierato i soliti noti nelle posizioni di campo più "gradite", per aver garantito gli "allenamenti sotto la soglia della fatica", per aver abolito le “detestate” doppie sedute, per aver fissato gli allenamenti in orari “comodi” per i giocatori.
Per aver fatto insomma, sul piano disciplianare, tutto il contrario di Zeman.

Ora paga quest’accondiscendenza. La paga perché la Roma non ha benzina nelle gambe e in campo appare in evidente debito di ossigeno. Benché Garcia abbia provato a scaricare le responsabilità sul preparatore atletico impostogli da Pallotta, urtando la suscettibilità di un presidente che non vede oltre il proprio naso, in parte perché da sempre lontano dai luoghi e dai fatti che competono a un presidente che si rispetti, in parte per gli strapoteri delegati a un Sabatini che ha fatto e disfatto in lungo e in largo il mercato della Roma, fino ad attrarre recentemente l’attenzione dell’assemblea degli azionisti della Roma in merito “al costo dei cartellini e delle provvigioni” per alcuni giocatori, come evidenziato da un articolo del Messaggero dell’ottobre scorso.

Garcia paga quell’accondiscendenza che lo aveva  fatto sentire forte e invulnerabile,  fino a farlo esporre con le sue frasi celebri come "abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio" e altri proclami di vittoria come "vinceremo lo scudetto", fino all’ultimo “voglio la Coppa italia” e che ora gli si ritorcono contro o quanto meno risultano risibili.

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OLIVIERO BEHA "Scommettiamo che… continueranno?"

Nel grigiore di una stampa asservita che spaccia il campionato di calciopoli e di scommessopoli come il più bello del mondo, nello squallore di articoli eterodiretti che in difesa del “potentato” del calcio ne oscura i misfatti, le beghe e gli imbrogli, apprezziamo e pubblichiamo questo articolo di un giornalista “libero”, Oliviero Beha. Un magistrale pezzo di controinformazione.... intriso di pungente ironia e amare verità, che punta il dito contro la farsa della serie B.
Onore ad Oliviero Beha, che ha ricordato quel Simone Farina, dapprima "premiato" dal perbenismo di facciata per poi essere "punito" per aver scoperchiato la pentola del malaffare del calcio e "condannato" a non giocare più, così come Zeman, dopo le denunce sul doping farmaceutico e finanziario, è stato attaccato, osteggiato e messo ai margini dal "sistema", quello di allora, quello di ora, quello di sempre.
Plaudiamo l'onestà intellettuale del giornalista "libero" che senza mezzi termini inquadra la nazionale degli ultimi giorni come "la più scadente degli ultimi trent'anni", in contrapposizione con scribacchini in cerca di visibilità e guru del giornalismo che si sono affrettati a bacchettare Zeman per aver ironicamente detto alla Domenica Sportiva che Italia-Malta era una partita "da non far vedere ai bambini".
La cultura calcistica di Beha contrapposta all'anti-calcio giocato, scritto e telecomandato da chi del calcio ne ha fatto un business illecito grazie a una fitta rete di complicità e connivenze.
Chapeau a Oliviero Beha, già coautore - con Andrea Di Caro - di due pregevoli libri d'inchiesta sul calcio malato del nostro Paese.

Stella Corigliano

 

08.09.2015 da IL FATTO QUOTIDIANO del 7 settembre 2015

Scommettiamo che… continueranno?

di Oliviero Beha

Nei giorni della Nazionale “più scadente degli ultimi trent’anni”, dei Fognini, dei Gallinari e dei Vettel, è ricominciato l’altro calcio, quello non di serie A. Con alcune novità. Intanto Lottomatica non accetta più scommesse sulla serie D e l’avveduto cronista si domanda: sarà per un rigurgito etico oppure perché tra i dilettanti o sedicenti tali il tasso di partite truccate è oltre ogni soglia di vigilanza? Così che siamo di fronte al paradosso: il monte-scommesse sul calcio (e sullo sport) non è mai stato così alto e la credibilità dell’oggetto di tale betting non è mai stata così bassa. Come si può comporre questo paradosso? Le partite come è ovvio si truccano molto più facilmente nelle serie minori, dove da un lato il faro della tv è spento e dall’altro la crisi economica provoca inadempienze e fallimenti a catena di club anche di città di una certa rilevanza. E poi dice che le organizzazioni criminali hanno vita facile… entrano nel calcio (come in tutto o quasi) come nel burro.

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Soldi sporchi e neri sul calcio Italiano?

17.11.2015 ZEMANlandia433

Soldi sporchi e neri sul calcio Italiano?

di Enzo Follieri

Il 27 settembre scorso il  quotidiano “La  Repubblica” riporta una inchiesta della procura di Milano sul ruolo di "Infront" nell'asta per i diritti TV del calcio Italiano e sulla scalata per l'acquisto del Milan. Infront é la società fondata da Marco Bogarelli, inserito negli ambienti della Lega Calcio nel 2008 da Antonio Matarrese, che gli procura i primi contatti. La Infront ha 20 filiali in tutto il mondo, 500 dipendenti ed é fra i clienti FIFA, inoltre per la Lega Calcio è l'advisor nella vendita dei diritti di serie A, serie B, Coppa Italia e Supercoppa, oltre alle società Ac Milan, SS Lazio, Schalke04 e Werder Brema.

Nell'inchiesta su Infront si parla di profitti indebiti, di affari con Tax & Finance, una società Svizzera fittizia che crea società off-shore e di Preziosi, Paparesta e Lotito, rispettivamente presidenti di Genoa, Bari e Lazio finiti fra le carte dei magistrati. Ma andiamo per ordine.

La procura di Milano accerta una turbativa d'asta per l'assegnazione dei diritti televisivi della serie A, con false comunicazioni alla Covisoc che é l'organo di vigilanza. Da qui scattano le contestazioni formali della procura che coinvolge per il momento tre Presidenti di serie A, Lotito , Preziosi e Paparesta e i vertici di Infront. Ma la procura ha il sospetto fondato  e molto grave che vi sia una sorta di creazione di fondi neri. L'ipotesi si fa strada quando la procura milanese pian piano risale al fiume di denaro che dai bilanci tragicamente fallimentari del calcio Italiano, viene dirottato da Infront , advisor della lega calcio, verso paradisi fiscali.

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OLIVIERO BEHA "Scommettiamo che… continueranno?"

Nel grigiore di una stampa asservita che spaccia il campionato di calciopoli e di scommessopoli come il più bello del mondo, nello squallore di articoli eterodiretti che in difesa del “potentato” del calcio ne oscura i misfatti, le beghe e gli imbrogli, apprezziamo e pubblichiamo questo articolo di un giornalista “libero”, Oliviero Beha. Un magistrale pezzo di controinformazione.... intriso di pungente ironia e amare verità. Chapeau a Oliviero Beha.

 

08.09.2015 da IL FATTO QUOTIDIANO

Scommettiamo che… continueranno?

di Oliviero Beha

e Farina del Gubbio nel 2011 “cantò” e da allora non è più riuscito a giocare

Nei giorni della Nazionale “più scadente degli ultimi trent’anni”, dei Fognini, dei Gallinari e dei Vettel, è ricominciato l’altro calcio, quello non di serie A. Con alcune novità. Intanto Lottomatica non accetta più scommesse sulla serie D e l’avveduto cronista si domanda: sarà per un rigurgito etico oppure perché tra i dilettanti o sedicenti tali il tasso di partite truccate è oltre ogni soglia di vigilanza? Così che siamo di fronte al paradosso: il monte-scommesse sul calcio (e sullo sport) non è mai stato così alto e la credibilità dell’oggetto di tale betting non è mai stata così bassa. Come si può comporre questo paradosso? Le partite come è ovvio si truccano molto più facilmente nelle serie minori, dove da un lato il faro della tv è spento e dall’altro la crisi economica provoca inadempienze e fallimenti a catena di club anche di città di una certa rilevanza. E poi dice che le organizzazioni criminali hanno vita facile… entrano nel calcio (come in tutto o quasi) come nel burro.

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