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“…In quel mattino da vedere”

20.07.2014 ZEMANlandia433

“…In quel mattino da vedere”

di Enzo Follieri

È un mattino diverso, é diverso il suo odore, il Maestro é tornato sui campi. Finalmente, a Sappada, sta forgiando un nutrito gruppo di ragazzi del Cagliari.

Si parte presto, l'asfalto é fresco, presto sarà rovente con le carovane dei vacanzieri del week end. In un batter di ciglio siamo già sull'A4, fra Padova e Venezia il traffico si intensifica, la maggior parte é diretta verso il mare, alcuni in Croazia. Si prende il passante e siamo già verso Belluno. Si intravedono maestose le montagne.

Parte il primo ricordo verso Zemanlandia, Campo Tures, il Foggia dei miracoli, le fatiche d'Ercole dei giocatori, le vecchie leggende, Signori affamato che la notte andava a caccia di panini, "roba di un epoca lontana".

"Lasciamo perdere, lasciamo stare, lasciamo andare, non lo sappiamo dove eravamo in quel mattino da vedere".
Stava finendo il 900.

Riprende la concentrazione sulla strada, si esce dall'autostrada, si inizia il tratto finale che immerge nei monti. Siamo a  Longarone, i piú vecchi ricorderanno la terribile alluvione del Vajont, le montagne sono impressionanti, si continua a salire.

Sky a proposito dei metodi di preparazione del Maestro e dei gradoni, parla di pratiche desuete, dice che oggi la preparazione si fa con altri metodi. Quando sento queste fesserie mi vengono i cattivi pensieri, "certi metodi li conosciamo", ma conosciamo altresì la grande ignoranza di commentatori improvvisati, esaltati, che hanno sempre una punta di veleno sulla lingua biforcuta.  Parolai. " Zeman non cura la fase difensiva". Stereotipi. Il primo anno alla Lazio miglior difesa fuori casa con appena 17 gol subiti. Una delle migliori difese del campionato e ovviamente il miglior attacco di cui 51 gol fatti in casa 3 a partita. Un Maestro della fase difensiva , Ranieri, ne prese 8 in un Lazio-Fiorentina.

Eccole finalmente le cime di Sappada, imponenti e superbe.

Si vola verso il campo, i ragazzi hanno appena finito le ripetute, effettuate su un falso piano , il massimo che il posto consente.

Un saluto fugace al Maestro, sembra piacevolmente sorpreso.

Prendiamo posto sulla collinetta che da sul campo, si lavora col pallone.

Nel pomeriggio dopo alcuni schemi tattici ,si intravedono i gradoni. I Sacchi d'acqua sulle spalle. Poi una partitella con una squadra impegnata nella fase difensiva e l'altra che, in pressing , la bracca, la chiude dietro, cerca di toglierle la palla. I rudimenti del 433 del  Maestro stanno prendendo forma.

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di Stella Corigliano